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sabato 9 settembre 2017

Nasce e-lawyers: una nuova esperienza

È online il nuovo sito internet di e-lawyers
Il suo Team, composto da Avvocati, Docenti Universitari ed Informatici, offre un’ampia gamma di servizi di consulenza ed assistenza legale in diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie, destinata a privati, professionisti, piccole e medie imprese. Tutela della Privacy, diritto all’oblio, reati informatici e web reputation, sono solo alcuni dei settori in cui è specializzato il nostro studio. 
Per scoprire tutti i nostri servizi ed essere sempre aggiornato sulla materia, visita il nostro sito www.e-lawyers.it, oppure scrivi un' e-mail all’indirizzo info@e-lawyers.it

mercoledì 22 febbraio 2017

Libro: Come esercitare il diritto all'oblio in Internet


di: Michele Iaselli
ISBN: 9788858206829
Pagine: 170 | Formato: 16 x 24 | Anno: 2017

Prezzo:
20.00 €

Il volume offre al lettore un’analisi approfondita del diritto all’oblio privilegiando rilevanti aspetti di carattere operativo. Innanzitutto vengono illustrati i fondamenti del diritto all’oblio alla luce delle  elaborazioni dottrinarie, giurisprudenziali e principalmente delle Autorità Garanti europee tutte approfondite nel volume. Inoltre il volume illustra le varie forme di tutela previste dalla normativa in caso di violazione del diritto all’oblio, compresa la possibile richiesta di risarcimento danni.

Completa l’opera una casistica dettagliata sui principali provvedimenti giurisprudenziali e del Garante privacy in materia. 


 

Risoluzione UE sui robot: si inizia ad ipotizzare una soggettività giuridica

Alla luce della recente approvazione della Risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2017 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti norme di diritto civile sulla robotica diventa sempre più attuale e preoccupante il problema connesso all’individuazione di norme che disciplinino l’attività ed in particolar modo la responsabilità dei robot nel nostro ordinamento.
L'umanità, ormai, si trova sulla soglia di un'era nella quale robot, bot, androidi e altre manifestazioni dell'intelligenza artificiale (AI) sembrano sul punto di lanciare una nuova rivoluzione industriale, suscettibile di toccare tutti gli strati sociali, rendendo imprescindibile che la legislazione ne consideri tutte le implicazioni.
Tra il 2010 e il 2014 la crescita media delle vendite di robot era stabile al 17% annuo e che nel 2014 è aumentata al 29%, il più considerevole aumento annuo mai registrato, e che i fornitori di parti motrici e l'industria elettrico-elettronica sono i principali propulsori della crescita; che le richieste di brevetto per le tecnologie robotiche sono triplicate nel corso dell'ultimo decennio.
Naturalmente gli aspetti giuridico-normativi dovranno essere trattati in maniera approfondita, disciplinando le interazioni fra umani e umanoidi sia nella sfera privata che in quella pubblica. Sarà necessario analizzare e risolvere diverse problematiche:
  1. di chi è la responsabilità in caso di danni o di infortuni causati da robot?
  2. Come proteggere la privacy degli individui?
  3. Come rendere disponibile ed accessibile a tutti l’intelligenza e la capacità sviluppata da robot al servizio dell’uomo?
  4. Che tipologia di assicurazione prevedere per i robot?

Continua su:  http://www.altalex.com/documents/news/2017/02/21/robot-con-intelligenza-artificiale-soggettivita-giuridica

lunedì 27 giugno 2016

Libro: Diritto e Nuove Tecnologie - prontuario giuridico-informatico

Il volume, edito da Altalex, giunge alla sua seconda edizione e rispetto alla precedente si presenta più corposo ed approfondito. Pur essendo sempre contraddistinto da una facile lettura e da un taglio prevalentemente pratico l’opera recepisce gli ultimi sviluppi sia legislativi che tecnologici della nostra società dell’informazione, che tende sempre più a trasformarsi in una società tecnologica della comunicazione digitale.
Vengono esaminati ed approfonditi tutti i principali strumenti ed istituti dell’informatica giuridica intesa in senso ampio come le banche dati, i contratti informatici, il documento informatico, la PEC, la privacy contraddistinta dall’entrata in vigore del Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (Reg. 27/04/2016, n. 2016/679), il web 2.0, la tutela del diritto d’autore in ambito tecnologico, i reati informatici ed il processo telematico che negli ultimi tempi sta assumendo un particolare rilievo in ambito civile, amministrativo ed anche penale.
La presente opera, quindi, cerca di fare il punto della situazione in questo mondo variegato e multidisciplinare, offrendo una guida indispensabile che possa aiutare il lettore nella conoscenza di quelle dinamiche che costituiscono il motore della società dell’Information Communication Technology.

sabato 30 gennaio 2016

Nuova versione della carta d'identità elettronica

Il Decreto del Ministero dell’Interno del 23 dicembre 2015 pubblicato in G.U. il 30 dicembre 2015 disciplina le modalità tecniche di emissione di una nuova versione della carta d’identità elettronica (CIE). In particolare il provvedimento determina le caratteristiche tecniche della piattaforma e dell'architettura logica dell'infrastruttura, definendo, nello specifico le modalità tecniche di produzione, distribuzione, gestione e supporto all'utilizzo della CIE. 
Vedi il seguito su Altalex

Nuove regole sui Droni

Cambia ancora la regolamentazione dei droni in Italia, difatti il Consiglio di Amministrazione dell'ENAC ha adottato nella seduta del 21 dicembre 2015 l'Emendamento 1 alla Ed.2 del Regolamento "Mezzi aerei a pilotaggio remoto" per adeguare in tempi brevi alcuni requisiti alle esigenze prospettate dall'Aeronautica Militare e per un primo allineamento agli orientamenti che si stanno  consolidando a livello europeo.
Vedi il seguito su Altalex

martedì 3 novembre 2015

E-Book: il Codice dell'Amministrazione Digitale commentato



Il Testo normativo è aggiornato e coordinato con il decreto legislativo 4 aprile 2006, n. 159 recante "Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante codice dell'amministrazione digitale"; il decreto legislativo 30 dicembre 2010 n. 235 recante “Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell'amministrazione digitale, a norma dell'articolo 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69”; il Decreto legge 18 ottobre 2012 n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012 n. 221, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”; il Decreto legge 19 giugno 2015 n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015 n. 125 recante “Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali. Disposizioni per garantire la continuità dei dispositivi di sicurezza e di controllo del territorio. Razionalizzazione delle spese del Servizio sanitario nazionale nonché norme in materia di rifiuti e di emissioni industriali”; il Decreto legge 27 giugno 2015 n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015 n. 132 recante “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria”.
Inoltre il commentario si contraddistingue per un’ampia analisi degli istituti previsti dalla normativa e richiamati dalle diverse disposizioni. Concetti come Firma digitale, Documento elettronico, Gestione documentale, Protocollo informatico, Posta Elettronica Certificata, Conservazione Digitale, Open data, Sicurezza informatica, SPID, Disaster recovery, ecc. vengono illustrati in modo dettagliato con specifici riferimenti ad atti di normazione secondaria.

sabato 17 ottobre 2015

Sentenza Corte di Giustizia UE: caso Facebook


La recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nella causa C-362/14 (Maximillian Schrems/Data Protection Commissioner) si segnala per due importanti conclusioni della Corte, una di carattere procedurale e l’altra di carattere indubbiamente sostanziale che potranno incidere, in futuro, sul regime giuridico dei social network.

giovedì 8 ottobre 2015

Libro: Il processo civile telematico. I quesiti della pratica (aggiornato alla L. n. 132/2015)



L'entrata in vigore della normativa sul processo telematico (PCT) ha comportato la nascita di diverse problematiche sia operative che giuridiche non sempre risolte dal legislatore. Di conseguenza si è assistito alla nascita di una inevitabile prassi giurisprudenziale intervenuta spesso in soccorso agli operatori con decisioni mirate ad analizzare e risolvere questioni di particolare rilevanza.
In effetti, il processo, ed in generale le procedure che prevedono l’intervento del Giudice e delle parti, risolvendosi in una sequenza di atti orientati ad un risultato, coordinati fra loro e sufficientemente strutturati, si presta­no agevolmente alla codificazione e, quindi, all’automatizzazione.
I vari atti che integrano l’iter procedurale, vengono memorizzati, sulla base di un programma che rispecchia le regole processuali; il processo, pertanto, si concreta in flussi d’informazioni, utilizzabili sia verso l’in­terno che verso l’esterno.
In particolare, quindi, il passaggio dal processo di cognizione attuale al processo di cognizione del futuro si fonda sulla creazione di una rete telematica che colleghi tutti gli studi professionali, tutte le cancellerie degli uffici giudiziari, tutti gli studi dei giudici e dei loro ausiliari; e sul­la trasformazione dell’attuale fascicolo cartaceo in un fascicolo virtuale inserito in tale rete.
Il passaggio dalla carta al bit non è stato, però, immune da vizi ed ha fatto sorgere problemi giuridico-operativi inevitabili in un sistema di civil law come il nostro, si pensi al valore giuridico della PEC, al deposito telematico, al decreto ingiuntivo telematico, al documento informatico, ai malfunzionamenti del sistema informatico, alla firma digitale, alle copie di cortesia, alla costituzione in giudizio telematica, ed a tante altre questioni affrontate e risolte dalla magistratura sia di legittimità che di merito.
Lo scopo di questo agile volume del sottoscritto e del dott. Fabrizio Corona, edito dalla casa editrice Pacini ed aggiornato alla legge n. 132/2015, è proprio quello di analizzare tutte le questioni sorte con l'avvento del processo telematico alla luce delle principali pronunce giurisprudenziali fornendo un'agevole chiave di lettura a chiunque sia interessato a questo nuovo sistema, al fine di consentire al lettore di avere le idee più chiare su molti aspetti del PCT ancora oggetto di accesa discussione negli ambienti giuridici.

martedì 2 giugno 2015

L'incredibile tecnologia dei droni


Vedete questo filmato e poi capirete perché i droni vanno regolamentati dal punto di vista privacy. Alcuni di essi sono talmente piccoli da poter invadere anche la nostra più intima sfera privata.


martedì 26 maggio 2015

Libro: La privacy nel mondo sanitario




Il binomio Privacy - Sanità da sempre presenta non poche difficoltà, sia per la rilevanza dei principi da tutelare, tutti di rango costituzionale, sia per l’approccio non sempre agevole degli operatori sanitari alle tematiche proprie della protezione dei dati personali. L’avvento poi della sanità digitale, voluta innanzitutto dall’Europa, ha ulteriormente complicato la situazione.  Come è noto la c.d. Sanità elettronica o digitale consente di rendere più efficiente e di qualità le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, partendo dalla prevenzione e dalla cartella sanitaria elettronica, ma andando anche ad incidere sull'economicità della spesa. Vengono introdotti strumenti nuovi e rivoluzionari quali il Nuovo Sistema Informativo Sanitario, il Fascicolo Sanitario Elettronico, il Dossier Sanitario, i referti on line, la ricetta elettronica, i certificati di malattia telematici, le prenotazioni sanitarie on line, la telemedicina, ecc. Naturalmente l’introduzione dell’informatica e della telematica se da un lato comporta, indiscutibili vantaggi in termini di semplificazione e rapidità nel reperimento e nello scambio di informazioni fra operatori ed utenti, dall’altro, provoca un enorme incremento del numero e delle tipologie di dati personali, tra l’altro sensibili, trasmessi e scambiati, nonché dei pericoli connessi al loro illecito utilizzo da parte di terzi non autorizzati.
L’obiettivo di questo agile manuale è proprio quello di fare il punto della situazione in merito ai complessi rapporti fra privacy e mondo sanitario tenendo conto non solo delle peculiarità specifiche dell’approccio digitale, ma anche di classiche problematiche che investono questo delicato settore. 
Rappresenta per me una sfida poiché il mondo sanitario, come ho già avuto modo di chiarire in altro post http://micheleiaselli.blogspot.it/2015/05/allarme-privacy-negli-ospedali-urge.html, talvolta non accetta tanto facilmente ingerenze esterne ed è molto elitario in tal senso. Il problema è che la materia della privacy non è propria del mondo sanitario, anzi, spesso possono sorgere problemi di compatibilità che non sempre vengono risolti nella maniera migliore.
 

sabato 16 maggio 2015

Allarme privacy negli ospedali: urge fare qualcosa

Tra i settori con maggiori problemi sul versante privacy le strutture ospedaliere brillano per inefficienza e con l'avvento della sanità digitale troviamo sempre maggiori lacune difficili da colmare. Da tempo sostengo che la materia sanitaria è una materia estremamente complessa, anche in considerazione della delicatezza dei dati che vengono trattati e in questo periodo dove troppo facilmente si parla di consulenti privacy o data protection officer sarebbe il caso di formare una figura specializzata proprio nel settore sanitario.
In effetti, forse anche per anticipare gli effetti dell'emanando Regolamento Eurpeo molti ospedali hanno creato degli uffici privacy che hanno proprio il compito di curare gli aspetti applicativi della normativa e risolvere criticità. Da un punto di vista organizzativo nulla da eccepire, ma in realtà questi uffici sono costituiti da dipendenti che conoscono poco la normativa e cercano affannosamente di documentarsi per affrontare in modo più serio e competente il loro lavoro. La conseguenza è che in sostanza la situazione risulta addirittura peggiorata, poiché le stesse strutture una volta creati questi uffici rinunciano anche a forme di consulenza esterna, poiché il problema ormai lo hanno risolto (secondo loro).
Il risultato: tantissime denuncie e richieste risarcimento danni, sanzioni irrogate dal Garante a seguito di ispezioni (ospedali di Bologna, Roma, Trieste, ecc.) che hanno avuto per oggetto principalmente il dossier sanitario o comunque aspetti inerenti alla sanità digitale.
E' il caso che le ASL, gli ospedali, rinuncino a questo assurdo atteggiamento elitario ed accettino i consigli di professionisti che da molti anni ormai affrontano e risolvono problematiche nel settore. Indubbiamente bisogna stare attenti ai falsi esperti privacy che, purtroppo, oggi sono molto numerosi, ma i professionisti seri e competenti fortunatamente ci sono, basta solo cercarli.
Inoltre il personale va adeguatamente formato, poiché anche l'infermiere e non solo il medico deve essere messo al corrente su aspetti applicativi molto importanti; deve nascere una vera e propria coscienza della privacy che oggi è totalmente insistente. Ad oggi mi risulta che solo pochissime strutture ospedaliere hanno portato avanti o comunque stanno portando avanti un serio programma formativo, come del resto richiede la stessa normativa.
Devo dire che anche come Presidente dell'ANDIP (Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy) sono seriamente preoccupato, poiché le lamentele dei cittadini sono sempre maggiori e le stesse possono facilmente trasformarsi in contenziosi giudiziari.
A breve come Associazione inoltreremo un dossier all'Autorità dove evidenzieremo le maggiori problematiche esistenti nel settore sanitario.

mercoledì 6 maggio 2015

eBook - Privacy e nuove tecnologie



Il “right to privacy” consiste nel diritto, riconosciuto al cittadino, di esercitare un controllo sull’uso dei propri dati personali inseriti in un archivio elettronico.
Anch’esso fa parte del “diritto all’informazione”; più correttamente può parlarsi di “libertà informatica” - intesa come una nuova manifestazione del tradizionale diritto alla libertà personale - che si aggiunge a quelle del diritto di disporre liberamente del proprio corpo, di esprimere liberamente il proprio pensiero, ecc.

Compito di questo eBook è quello di fare il punto della situazione con la consapevolezza che il diritto alla riservatezza non viene più inteso in un senso puramente negativo, come facoltà di ripulsa delle intromissioni di estranei nella vita privata, o di rifiutare il consenso alla diffusione di informazioni sul proprio conto, di rinuncia alla partecipazione nella vita sociale; ma in senso positivo, come affermazione della libertà e dignità della persona, e come potere di limitare il potere informatico, controllandone i mezzi ed i fini.

CONTENUTI DELL'E-BOOK
Principi e regole generali in materia di privacy
1. Concetto di privacy.
2. Il Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. n.
196/2003). Principi generali.
3. Le regole generali del trattamento dei dati.
4. Il consenso.
5. Il prossimo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati
personali.

Le nuove tecnologie
1. Le RFID
2. I sistemi biometrici
3. La videosorveglianza
4. I droni

Internet
1. Il web 2.0
2. Le transazioni on line
3. Il cloud computing
4. La posta elettronica

La sicurezza informatica
1. La sicurezza informatica
2. Il Disaster Recovery
3. Gli amministratori di sistema
 
Per acquistarlo collegarsi qui

venerdì 24 aprile 2015

Uso dei droni: i rischi dell'automazione



La recente morte del cooperante Giovanni Lo Porto a causa dei droni Usa ci porta a riflettere sui rischi connessi all'uso di tali dispositivi in zone di guerra.
Come è noto i droni ultimamente stanno avendo una grande diffusione anche in ambito civile per i loro indubbi vantaggi rappresentati dalla possibilità di manovrare gli stessi a distanza attraverso apposite stazioni di comando.
I droni, ormai, vengono sempre più spesso utilizzati sia per attività di ricognizione (si pensi ad incendi o a calamità naturali particolarmente gravi come terremoti, alluvioni, ecc.) sia per attività collegate a veri e propri servizi (come il trasporto di merci annunciato da Amazon ed anche da Google, oppure si pensi agli usi in campo investigativo o per servizi fotografici o cinematografici).
Ma non bisogna dimenticare che i droni nascono in ambito militare e possono essere definiti come velivoli privi di pilota e comandati a distanza, usati generalmente per operazioni di ricognizione e sorveglianza, oltre che di disturbo e inganno nella guerra elettronica; vengono indicati nei paesi anglosassoni anche con la sigla RPV, dalle lettere iniziali dell’inglese Remotely Piloted Vehicle «veicolo guidato a distanza».
Nel 2011 gli Stati Uniti, in collaborazione con il Messico, hanno utilizzato i droni per il controllo delle frontiere e per combattere i narcotrafficanti, grazie alla possibilità di monitorarne i movimenti. Nello stesso anno, in Giappone, l’uso dei droni ha permesso di controllare da vicino l’attività dei reattori della centrale nucleare di Fukushima, dopo le esplosioni causate dal terremoto di Tōhoku. Per uso bellico, i Predator sono stati impiegati nel 2011 dalle forze statunitensi per proteggere i ribelli in rivolta contro Gheddafi. Proprio un accordo con gli Stati Uniti potrebbe fare dell’Italia il primo Paese, oltre alla Gran Bretagna, ad avere droni statunitensi armati per la protezione delle proprie truppe in Afghanistan: si tratta dei cosiddetti Reaper, più grandi e potenti dei Predator, di cui sei esemplari sono in dotazione dell’Italia. L’intesa rappresenta sicuramente l’inizio di un utilizzo più esteso dei droni armati da parte di molti paesi.
Il problema dei droni armati e della loro complessa tecnologia ci deve, però, mettere in guardia dai rischi connessi all'utilizzo di un sistema cognitivo artificiale che sulla base di determinati "alert" potrebbe dare il benestare all'uso delle armi quando, invece, questi presupposti, in realtà, non ci sono o comunque potrebbero essere valutati diversamente da un osservatore umano. In effetti l'approccio automatico va visto come due facce della stessa medaglia: da un lato il risparmio di tempo rappresenta un grande vantaggio ai fini dell'efficacia dello strumento bellico, dall'altro, però, un'eventuale imprecisione del sistema cognitivo potrebbe essere pagata a duro prezzo in termini di effetti collaterali.
In realtà prima di ritrovarci in un mondo dove le macchine avranno il potere di decidere di uccidere gli umani, serve una pausa di riflessione: armi autonome, dei veri e propri “robot killer” vanno ben oltre i già controversi droni, comandati a distanza. Mentre, difatti, per i droni spetta ancora ad un essere umano decidere se ricorrere all'uso letale della forza, una nuova tecnologia che preveda computer a bordo in grado di decidere autonomamente chi prendere di mira può essere davvero rischiosa.
Ormai questa tecnologia è disponibile o comunque lo sarà presto e questo è il momento opportuno per decidere se tale tipo d'armi debba essere bandito o regolamentato, per riflettere su questioni quali l'accertamento della responsabilità, ma non solo.