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giovedì 8 ottobre 2015

Libro: Il processo civile telematico. I quesiti della pratica (aggiornato alla L. n. 132/2015)



L'entrata in vigore della normativa sul processo telematico (PCT) ha comportato la nascita di diverse problematiche sia operative che giuridiche non sempre risolte dal legislatore. Di conseguenza si è assistito alla nascita di una inevitabile prassi giurisprudenziale intervenuta spesso in soccorso agli operatori con decisioni mirate ad analizzare e risolvere questioni di particolare rilevanza.
In effetti, il processo, ed in generale le procedure che prevedono l’intervento del Giudice e delle parti, risolvendosi in una sequenza di atti orientati ad un risultato, coordinati fra loro e sufficientemente strutturati, si presta­no agevolmente alla codificazione e, quindi, all’automatizzazione.
I vari atti che integrano l’iter procedurale, vengono memorizzati, sulla base di un programma che rispecchia le regole processuali; il processo, pertanto, si concreta in flussi d’informazioni, utilizzabili sia verso l’in­terno che verso l’esterno.
In particolare, quindi, il passaggio dal processo di cognizione attuale al processo di cognizione del futuro si fonda sulla creazione di una rete telematica che colleghi tutti gli studi professionali, tutte le cancellerie degli uffici giudiziari, tutti gli studi dei giudici e dei loro ausiliari; e sul­la trasformazione dell’attuale fascicolo cartaceo in un fascicolo virtuale inserito in tale rete.
Il passaggio dalla carta al bit non è stato, però, immune da vizi ed ha fatto sorgere problemi giuridico-operativi inevitabili in un sistema di civil law come il nostro, si pensi al valore giuridico della PEC, al deposito telematico, al decreto ingiuntivo telematico, al documento informatico, ai malfunzionamenti del sistema informatico, alla firma digitale, alle copie di cortesia, alla costituzione in giudizio telematica, ed a tante altre questioni affrontate e risolte dalla magistratura sia di legittimità che di merito.
Lo scopo di questo agile volume del sottoscritto e del dott. Fabrizio Corona, edito dalla casa editrice Pacini ed aggiornato alla legge n. 132/2015, è proprio quello di analizzare tutte le questioni sorte con l'avvento del processo telematico alla luce delle principali pronunce giurisprudenziali fornendo un'agevole chiave di lettura a chiunque sia interessato a questo nuovo sistema, al fine di consentire al lettore di avere le idee più chiare su molti aspetti del PCT ancora oggetto di accesa discussione negli ambienti giuridici.

giovedì 23 luglio 2015

Le strane perversioni del processo telematico



L'avvento del processo telematico sta generando delle prassi assurde che hanno come unico obiettivo quello di aggirare l'attuale normativa senza alcuna plausibile spiegazione.
Proprio ieri sono venuto a conoscenza di una "strana" consuetudine diffusa presso alcuni avvocati del foro di Napoli, che, sembra, sia tollerata anche dagli organi giudiziari.
Non ci credevo, ma ho dovuto constatare con dati alla mano che purtroppo quanto affermato da diversi professionisti rispondeva al vero.
In effetti secondo questa forma di semplificazione delle procedure (chiamiamola così) viene notificato via PEC all'avvocato di controparte non il ricorso in formato pdf sottoscritto digitalmente, ma solo un normale file .pdf così come la procura alle liti, mentre quella che viene sottoscritta digitalmente è solo la relata di notifica contenente una dichiarazione che gli originali degli atti trasmessi si trovano presso il mittente sottoscritti digitalmente e vengono indicati anche gli estremi dell'algoritmo della firma digitale.
Ora mi domando perché arrivare a questa pindarica conclusione non prevista dalla normativa, invece di spedire normalmente via PEC il ricorso sottoscritto digitalmente?
Spero di ricevere risposta da qualcuno, poiché onestamente non sono riuscito a comprendere le motivazioni di una simile procedura, che rischia di generare pericolosi precedenti proprio in un momento storico dove sembravano iniziare ad essere recepite presso gli ambienti giudiziari le innovazioni del processo telematico.

sabato 12 aprile 2014

Tavolo di lavoro: L’ Università incontra gli operatori del pianeta giustizia - L'informatica giuridica utile risorsa per le professioni legali



Tavolo di lavoro
L’ Università incontra gli operatori del  pianeta giustizia:
“dalla formazione al mondo del lavoro”

L'INFORMATICA GIURIDICA UTILE RISORSA
PER LE PROFESSIONI LEGALI

Università Federico II - Napoli
Dipartimento di Giurisprudenza
Cattedra di Logica ed Informatica giuridica

Mercoledì 16 aprile ore 15.00 – Biblioteca Guarino

SALUTI
Prof. Lucio De Giovanni
Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Federico II
Avv. Francesco Caia
Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli
Dott. Carlo Alemi
Presidente del Tribunale di Napoli

PARTECIPANO:

Prof. Avv. Settimio Di Salvo, Prof. Avv. Angelo Abignente, Prof. Francesco Romeo, dott. Michele Iaselli, avv. Biancamaria Sparano, avv. Paolo Trapanese, avv. Giuseppe Napolitano, avv. Attilio Doria, dott. Carlo Modestino, dott. Giovanni Conzo, dott. Raffaele Sdino, dott.ssa Antonella Ciriello, dott.ssa Alessandra Cataldi, dott.ssa Marilia di Nardo.

L’incontro, primo  di tanti confronti che la cattedra di logica ed informatica giuridica dell’Università Federico II si propone di avere con il mondo giudiziario, ha l’obbiettivo di fare luce sullo stato di attuazione del processo di informatizzazione e digitalizzazione del complesso mondo giudiziario e di evidenziare i principali problemi di natura giuridica, tecnica, organizzativa che rallentano lo sviluppo della giustizia digitale.
Come è noto la stessa giustizia digitale rappresenta uno dei principali obiettivi dell'agenda digitale, voluta dalla Commissione Europea già nel maggio 2010, con lo scopo di favorire l'innovazione, la crescita economica e la competitività.
L'Università Federico II ed in particolar modo la Cattedra di Logica ed Informatica giuridica del Dipartimento di Giurisprudenza intende offrire la propria collaborazione specialistica agli operatori della giustizia (giudice, avvocato, cancelliere ) individuando ed analizzando le maggiori difficoltà applicative per la realizzazione del processo di informatizzazione e digitalizzazione del sistema giustizia e proponendo possibili soluzioni. Una prima iniziativa da proporre potrebbe essere l'inserimento di propri studenti in qualità di stagisti, come prevede l'art. 73 del Decreto del Fare, presso gli uffici giudiziari, nonché di studenti in qualità di tirocinanti curriculari nell'ambito degli studi legali. Questa opportunità da un lato offrirebbe ai soggetti ospitanti la possibilità di usufruire delle  conoscenze tecnologiche ed informatiche degli studenti dall’altra consentirebbe a questi ultimi  di accrescere ulteriormente le proprie esperienze attraverso momenti di alternanza tra studio e lavoro.
Questi incontri con gli operatori del mondo giudiziario consentiranno, inoltre, alla stessa Università di conoscere le effettive esigenze degli studi legali ed uffici giudiziari e riconfigurare in modo adeguato l’insegnamento universitario.

martedì 14 maggio 2013

Nuove disposizioni per la notifica telematica degli avvocati

Il Decreto n. 48/2013 del Ministero della Giustizia cerca di fare chiarezza in una materia molto delicata e già oggetto di diverse contestazioni . Difatti, la versione precedente dell’art. 18 del D.M. 44/2011, oggetto di revisione di questo nuovo Decreto Ministeriale, disciplinava le notificazioni per via telematica eseguite dagli avvocati in modo piuttosto contorto, non chiarendo alcuni aspetti fondamentali. Continua su: http://www.altalex.com/index.php?idnot=62880.

sabato 14 gennaio 2012

Ebook: Il processo telematico


E’ uscito su Altalex l’ebook gratuito sul processo telematico dell’avv. Maurizio Reale. ll volume fa parte della collana di Altalex eBook "Informatica Giuridica" diretta dal sottoscritto.
L’opera può essere considerata una guida esaustiva sul processo telematico sia per chi per la prima volta affronta l’argomento sia per chi è già a conoscenza dello stesso e voglia approfondirne alcuni aspetti.

martedì 18 ottobre 2011

PCT, PEC, FIRMA DIGITALE e nuovi canali di consultazione


Il 28 Ottobre 2011 dalle ore 15,30 alle ore 19,30 a San Severo presso l'Auditorium del Teatro Comunale G. Verdi è stato organizzato da “SAN SEVERO FORENSE” un seminario formativo su:
"Innovazione Forense e servizi telematici a servizio dell'Avvocatura: PCT, PEC, FIRMA DIGITALE e nuovi canali di consultazione" con il seguente programma:
Presentazione dell'Associazione "San Severo Forense" ed indirizzo di saluto - Avv. Gianpaolo Tancredi - Presidente dell'Associazione
Saluti: avv. Guido de Rossi – Presidente FBE – Federazione degli Ordini Forensi d’Europa, avv. Mario Ciarambino – Presidente Ordine Avvocati Foggia, avv. Giuseppe Agnusdei – Presidente Ordine Avvocati Lucera
Introduzione dei relatori e moderazione degli interventi: Avv. Rosanna Tafanelli – Segretario dell'Associazione
“Il Processo civile alla luce dell'innovazione informatica: nuove frontiere del diritto ed esperienze di PCT presso il Tribunale di Teramo": Avv. Maurizio Reale – Componente della Commissione per l’informatica e il processo telematico del Consiglio Nazionale Forense presso il Ministero della Giustizia.
"Privacy e Sicurezza nelle attività di consultazione telematica": Avv. Michele Iaselli – Vicedirigente del Ministero della Difesa, Docente a contratto di informatica giuridica alla Federico II ed alla LUISS, Presidente dell'Andip (Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy).
"PCT, PEC, FIRMA DIGITALE, Consolle dell'Avvocato e nuovi canali di consultazione telematica, P.d.A. ": Graziano Ubertiello – Esperto di Servizi Telematici per l'Avvocatura.
Il convegno gode del patrocinio del Comune di San Severo, della FBE, dell’Ordine Avvocati di Foggia e di quello di Lucera, ordini che hanno concesso n. 4 crediti formativi, avrà la durata di 4 ( quattro ) ore, sarà gratuito per gli Associati di “SAN SEVERO FORENSE”, mentre prevede un contributo di € 20,00 per i partecipanti Avvocati e di € 10,00 per i Praticanti non soci.

giovedì 30 dicembre 2010

Allarme giustizia: niente soldi per i sistemi informatici


Il Direttore Generale dei sistemi informativi del Ministero della Giustizia di recente ha inviato una circolare a tutti i presidenti di Corti di Appello e procuratori generali nella quale si annuncia che i servizi di manutenzione e assistenza ai sistemi informatici sono sospesi. L'unica soluzione a questo punto è tornare al cartaceo con inevitabili pesanti ripercussioni sul funzionamento della macchina giudiziaria. Solo in casi di particolare necessità potranno essere programmati interventi straordinari di manutenzione che ovviamente risolveranno ben poco.
Sinceramente non so a cosa pensare, ma una simile decisione non fa rimanere solo perplessi, bensì molto preoccupati. Sembra quasi che ci sia una volontà governativa di bloccare il sistema giustizia ed ovviamente le recenti polemiche tra poteri dello stato non aiutano molto.
Come è possibile giustificare un simile disservizio con la banale scusa della mancanza di soldi? Come è possibile che un Ministro della Giustizia consenta di arrivare a questo punto? Come è possibile che nell'attuale era dell'informatizzazione annunciata con tanta enfasi dal Ministro Brunetta si arrivi a simili conclusioni?
E' davvero assurdo, si sprecano tanti soldi pubblici in finanziamenti inutili e poi si lascia soffocare il sistema giudiziario che rappresenta il fondamento di un paese civile per mancanza di fondi.
C'è da riflettere molto su simili decisioni e purtroppo in questo caso non ci sono problemi giuridici da risolvere, ma problemi ben più gravi che mettono in pericolo il nostro sistema democratico.

domenica 12 dicembre 2010

Servizio Vivifacile: la giustizia si consola con poco


Leggo che il ministro per la P.A. Renato Brunetta e il ministro della giustizia Angelino Alfano hanno presentato di recente nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi, il servizio Vivifacile (www.vivifacile.gov.it) destinato al mondo della giustizia.
Dal prossimo mese di gennaio gli avvocati riceveranno gratuitamente sul loro terminale o sul telefono cellulare gli avvisi relativi alla decisione del giudice di loro interesse: decreto, ordinanza o sentenza. Con l'estensione della piattaforma Vivifacile agli uffici giudiziari si coprono dunque anche tutti i procedimenti civili di contenzioso, volontaria giurisdizione, esecuzioni civili e giudici di pace. Il passo successivo, è stato annunciato nel corso della conferenza, sarà l'allargamento dei servizi anche a tutti i procedimenti penali. Il servizio Vivifacile, mira a rendere le comunicazioni
immediate, alleggerendo il lavoro delle cancellerie, poiché saranno sollevate dalle operazioni di controllo relative alle richieste degli avvocati.
Sul fronte degli avvocati è già obbligatoria la dotazione di una casella di posta elettronica certificata, mentre non è obbligatorio, ma di fatto in uso, il telefono cellulare. Gli adempimenti necessari per l'attivazione del servizio sono due: (1) fornire alle cancellerie gli elenchi degli avvocati aggiornati con tutti i contatti e numeri utili (adempimento obbligatorio per legge a carico del Cnf); (2) inserire, al momento dell'apertura del fascicolo a cura dell'avvocato, la richiesta di notifica degli atti attraverso sms o Posta elettronica certificata (obbligatoria per i professionisti).
Mah!! Questa notizia dovrebbe rallegrarmi, ma invece mi rattrista molto, poiché conferma in maniera preoccupante che noi siamo il paese delle ambiguità e contraddizioni.
In un paese dove non riesce a decollare il processo telematico, la PEC ha grandi difficoltà di diffusione e credibilità dal punto di vista tecnico e giuridico, la firma digitale rappresenta solo un vezzo di alcuni si lancia il servizio Vivifacile che onestamente dovrebbe essere l’ultima delle preoccupazioni e non potrà avere alcuna rilevanza giuridica ammesso che funzioni.

mercoledì 8 dicembre 2010

DAE 2010: "Internet ed informatica nel nuovo Codice del Processo Amministrativo"


Al via anche quest'anno il Convegno Nazionale sul Diritto Amministrativo Elettronico, giunto alla sua nona edizione. Il DAE 2010, come di consueto, è organizzato da Cesda, in collaborazione con Diritto & Diritti e l'Istituto per le Politiche dell'Innovazione. La direzione scientifica è dello Studio Legale Giurdanella (direttore Carmelo Giurdanella, coordinamento Elio Guarnaccia).
Quest'anno, tuttavia, il DAE sarà diverso dalle passate edizioni, con riferimento sia a contenuti e modalità di svolgimento, che alla location. Il DAE 2010 sarà infatti dedicato esclusivamente al processo amministrativo telematico. Tale scelta è evidentemente dettata dall'entrata in vigore del D.Lgs. 2 luglio 2010 n. 104, il primo Codice del Processo Amministrativo nella storia della legislazione italiana: è importantissimo, infatti, ragionare e discutere oggi del ruolo di internet e dell'informatica nel processo amministrativo, in un momento in cui il processo - per la prima volta codificato, al pari dei processi civili e penali - viene riscritto con modifiche di straordinaria importanza, tra le quali si scorge una nuova sensibilità del Legislatore verso i possibili usi dell'informatica dinanzi ai Giudici Amministrativi. Per tali ragioni, il Presidente Pasquale de Lise ha voluto ospitare questa edizione speciale del DAE presso le prestigiose sale istituzionali del Consiglio di Stato, da lui attualmente presieduto: il DAE 2010 si terrà infatti a Palazzo Spada, presso l'Aula di Pompeo, dalle ore 15 alle ore 19 del prossimo giovedi 16 dicembre 2010.
Considerato il numero limitato di posti disponibili, si consiglia vivamente a quanti intendessero partecipare, di iscriversi al più presto attraverso il sito ufficiale del DAE (http://www.cesda.it/dae/), secondo le modalità indicate.

domenica 9 maggio 2010

Processo civile e computer forensics: come produrre in giudizio un documento informatico?


Questo è stato il tema che ho affrontato il 4 maggio nel corso del Master sui rapporti tra diritto e nuove tecnologie che il Centro Studi Informatica Giuridica ha organizzato a Bari. Un tema affascinante ed alquanto complesso che ha visto me e l’ing. Zanero come relatori sia per la parte giuridica che per quella più squisitamente tecnica.
Naturalmente per una corretta impostazione dell’intera problematica bisogna partire dalla definizione di documento informatico fornito dalla normativa in vigore e capire cosa si intende effettivamente con tale espressione.
Il documento informatico è definito dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) come la rappresentazione informatica di atti, fatti, o dati giuridicamente rilevanti.
Da tale definizione si posso trarre interessanti conseguenze. Difatti, a fronte della tradizionale ricostruzione del documento come res rappresentativa di un fatto, frutto dell'attività di documentazione e consistente in oggetto inscindibilmente legato al contenuto, nel campo dell'informatica l'informazione rimane uguale a se stessa a prescindere dal supporto su cui in quel momento è registrata.
Questo è solo l’inizio di tutta una serie di considerazioni che vi invito a leggere nella presentazione scaricabile all’indirizzo www.micheleiaselli.it/docinf.pdf.

domenica 2 maggio 2010

Libro: Il decreto ingiuntivo - profili sostanziali e strategie processuali


Il libro, uscito in questi giorni, è stato curato dal sottoscritto e pubblicato dalla Cedam. L’opera si avvale dei contributi di diversi professionisti ed avvocati che affrontano tutti i giorni la materia e tutti i suoi risvolti.
Il procedimento per decreto ingiuntivo nasce dall’esigenza di evitare al creditore il pregiudizio derivante dai tempi ordinari di accertamento del suo diritto. Affinché, quindi, il creditore possa acquisire in tempi rapidi un titolo che gli consenta di agire esecutivamente nei confronti del debitore, si prevede, qualora ricorrano determinati presupposti, un accertamento sommario con efficacia provvisoria.
Il procedimento per ingiunzione, che offrendo una tutela immediata sia con riguardo ai crediti in denaro che a quelli per consegna di cose mobili, risponde ad esigenze pratiche di deflazione del processo ordinario, viene previsto nel nostro Codice di Procedura Civile sulla base di precedenti analoghi istituti presenti sia nel progetto Orlando del 1909 sia in altri progetti intermedi.
Nel corso degli anni il procedimento ha visto alcuni interventi della Corte Costituzionale che hanno modificato l’impianto originario e diversi interventi della giurisprudenza sia di legittimità che di merito che ha cercato, in via interpretativa, di salvaguardare le esigenze di tutela dell’intimato.
I problemi ermeneutici ed applicativi delle norme sul decreto ingiuntivo nascono dalla necessità di conciliare due diverse (e spesso opposte) esigenze: da una parte offrire al ricorrente un rapido riconoscimento del suo credito e dall’altra tutelare la posizione e le ragioni dell’ingiunto. Tali problematiche non sono state risolte dalla recente riforma del codice di procedura civile che ha posto ulteriori interrogativi.
Lo scopo della presente opera è di offrire al lettore un quadro esauriente della continua evoluzione dottrinaria e giurisprudenziale del procedimento ingiuntivo alla luce anche della recente riforma del processo civile.

domenica 22 novembre 2009

PCT e PEC: l’avvocatura al passo con le nuove tecnologie (e basta polemiche!!)


Ho partecipato il 20 novembre ad un interessante seminario a Foggia dove si è discusso di Processo Telematico, Posta Elettronica Certificata e firma digitale. L’incontro organizzato dal Cinfor e dall’amico presidente Francesco Celentano ha visto la partecipazione di ben 700 avvocati che hanno assistito con interesse alle relazioni ed alle esercitazioni sull’uso dei nuovi strumenti.
Devo dire che sono rimasto entusiasta non solo della nutrita partecipazione, ma principalmente per l’effettivo coinvolgimento culturale dell’intesa classe professionale che sta rispondendo con coscienza e serietà a questo cambiamento ormai epocale. L’obbligo del 29 novembre della PEC per i professionisti, difatti, non comporta alcuna sanzione in caso di violazione, ma gli avvocati hanno capito che ormai i tempi sono cambiati ed è il momento di sfruttare i vantaggi delle nuove tecnologie. D’altronde, come annunciato da fonti ministeriali, sono già state predisposte delle modifiche al Codice dell’Amministrazione Digitale che introducono anche sanzioni in caso di inosservanza dei provvedimenti.
In tale contesto devo dire che si sente ancora un coro piuttosto acceso ed indispettito di giuristi che continuano a tuonare ed inveire contro la PEC sottolineandone i difetti. Indubbiamente la PEC come tutte le tecnologie informatiche presenta dei problemi (ad esempio la compatibilità è uno di questi) ed io stesso in numerosi convegni ed anche su questo blog (http://micheleiaselli.blogspot.com/2009/10/la-pec-ed-il-processo-di.html) ne ho sottolineato le contraddizioni specie di carattere giuridico. Ma ora sarebbe il caso di accettare questa nuova realtà fortemente voluta a livello governativo e concentrare i propri sforzi ad illustrare agli altri professionisti il funzionamento di questi strumenti, fornendo un valido contributo all’innovazione professionale e di tutta la società. Continuare a criticare serve a poco e si rischia di diventare tanti Don Chisciotte lontani dalla realtà.
Sono fortemente convinto che l’introduzione di qualsiasi strumento tecnologicamente evoluto creerà sempre problemi di carattere tecnico e giuridico nella nostra società, ma non possiamo per questo bloccare l’innovazione. Se possiamo dobbiamo sottolinearne eventuali incongruenze che il legislatore può correggere, ma al momento giusto dobbiamo anche incoraggiare l’introduzione di questi strumenti e non porci solamente in chiave di critica distruttiva.
Per chi ha interesse è disponibile all’indirizzo www.micheleiaselli.it/innavv.pdf la mia relazione al seminario del 20 novembre.

domenica 17 maggio 2009

Colpo d’acceleratore alla digitalizzazione della giustizia: un difficile tentativo


La digitalizzazione della giustizia, già prevista per delega nel ddl Alfano sull’accelerazione del processo penale che il Consiglio dei ministri ha varato lo scorso febbraio, è stata ora anticipata e inserita nel decreto effettuato “ad hoc” per l’emergenza terremoto.Parte di quelle norme, infatti, sono state stralciate e aggiunte, con un emendamento del Governo, e sono state fatte rientrare nelle misure urgenti disposte dal decreto legge per l’Abruzzo.La notifica degli atti, sia nel penale che nel civile, sarà concordata tra il dicastero di Via Arenula e 1’Avvocatura generale dello Stato, il Consiglio nazionale forense, e i Consigli dell’ordine degli avvocati interessati dalla rivoluzione “on line”.
L’idea di spingere il piede sull’acceleratore - spiegano al ministero della Giustizia - è venuta dopo aver fatto il punto su come venire incontro alle esigenze di magistrati e avvocati dell’ Aquila rimasti senza uffici e stampanti, alle prese con immensi archivi cartacei che erano rimasti sepolti sotto le macerie.
Questi vecchi fascicoli saranno digitalizzati gratuitamente da Poste italiane, mentre i nuovi atti partiranno già scannerizzati dai computer di avvocati e magistrati, attraverso caselle di posta elettronica certificata. Su questo punto pare che ci sia già un’intesa di massima con l’Ordine degli avvocati dell’Aquila.
Purtroppo siamo alle solite, come si può concepire di accelerare in tempi così brevi una procedura che da anni è in corso e stenta a decollare? Ancora una volta ci troveremo di fronte ad un provvedimento che, se approvato, rimarrà lettera morta perché una legge non può modificare la mentalità delle persone né risolvere all’istante problemi di carattere tecnico che da tempo sono all’esame degli operatori.