Se fino a pochi anni fa i droni potevamo
vederli in film fantascientifici, ambientati negli anni compresi fra il 2035 ed
il 2100, adesso Jeff Bezos, fondatore di Amazon, in un’intervista rilasciata alla
televisione americana CBS, ha presentato un servizio di consegna davvero
innovativo; si chiama Amazon Prime Air e permetterà di inviare pacchetti, dal
peso non superiore ai 2,3 chilogrammi, in meno di trenta minuti, nel raggio di
16 kilometri dal magazzino di smistamento.
Dal sito della famosa compagnia di
commercio elettronico, è stato pubblicato un video dove si rivelano le
sperimentazioni con un drone della famiglia “octocopter”, fornito di otto
piccole eliche che lo stabilizzano e ne permettono il volo, che riceve
istruzioni di consegna in un magazzino del colosso hi-tech, decolla e raggiunge
la sua destinazione davanti a un’abitazione.
Dalle dichiarazioni fornite da Amazon,
gli octocopter sarebbero pronti a partire, ma l’azienda deve ancora ricevere il
via libera dalla Federal Aviation Adminisration, agenzia che sovrintende
l’aviazione civile negli Stati Uniti, che attualmente permette la
sperimentazione solo alle forze dell’ordine ed alcuni enti governativi.
Amazon non è l’unica società che ha sviluppato
ricerche in tale ambito. Anche la UPS, azienda leader nelle spedizioni, ha
annunciato i suoi droni da trasporto che sono in grado di spostare piccoli
pacchi o plichi all’interno o fra i vari stabilimenti.
Dovremo imparare a convivere con questi oggetti,
perché non solo in America, ma anche in Europa, i progetti per questi velivoli
sono moltissimi. La Commissione Europea afferma l’esistenza di più di 400
progetti in 20 paesi europei per lo sviluppo di veicoli senza equipaggio con
più svariate dimensioni, dal piccolo AR.Drone di Parrot al Jet Airbus A320, con
un giro di affari che, nel mondo, dovrebbe superare i 130 miliardi di dollari
entro il 2021.
I legislatori Nazionali dovranno presto
affrontare nuovi problemi legati ai temi relativi alla tutela della privacy, a
seguito della produzione di questi veicoli che verranno impiegati per usi
commerciali.
L’Association for Unmanned Vehicle
Systems International (AUVSI), cerca di sminuire tali rischi. Ha, infatti,
dichiarato che “ I droni per uso civile avranno comunque un’etica e,
parafrasando le leggi della robotica di Isac Asimov, si atterranno ad un codice
basato su tre regole di condotta: Safety, Professionalism, and Respect, cioè
sicurezza, professionalità e rispetto.”
Secondo i costruttori, una corretta
formazione degli operatori che utilizzeranno i droni, garantirà un rispetto
delle norme ed in particolare la tutela della privacy dei cittadini.
Le aziende produttrici di droni dotate
di macchina fotografica, devono considerare le leggi sulla protezione della
privacy e dei dati vigenti nei vari paesi, poiché volando ad un massimo di
poche centinaia di metri di altitudine, riescono agevolmente a riconoscere i
volti delle persone. Questo determina l’obbligo per le imprese di richiedere un
permesso speciale alle autorità oppure, in alternativa, il consenso al
trattamento della propria immagine rilasciato dai singoli individui poiché le
immagini, nella maggior parte dei paesi europei, sono considerate dati
personali.
Gli organi giuridici europei dovranno
redigere leggi che consentano la regolamentazione per l’uso di droni con
finalità commerciali, così come gli operatori di tali sistemi, devono prendere
più seriamente le questioni legate alla privacy.
Mentre l’America presenta vuoti
normativi, l’Europa prevede una chiara legge sulla privacy e se il problema non
viene affrontato, ci saranno forti ritardi per il cammino e lo sviluppo
dell’industria dei droni in Europa.
Fabrizio Corona
