sabato 30 gennaio 2016

Il ricatto hard corre sul filo della Rete




Purtroppo negli ultimi tempi stanno proliferando assurdi ricatti a sfondo sessuale di donne belle ed attraenti e principalmente prive di scrupoli, che sfruttando le potenzialità della Rete colpiscono ignari ed ingenui personaggi che pensano di aver fatto una facile conquista senza nemmeno immaginare le conseguenze.
La tattica è sempre la stessa, la vittima, quasi sempre persona con un profilo sociale di tutto rispetto, viene contattata con una semplice richiesta di amicizia su un social network da una bella donna, che espone sul suo profilo un’immagine eloquente. Ovviamente l’amicizia è quasi sempre accettata e da lì viene tesa la trappola: la donna immediatamente inizia a chattare con la vittima, si mostra simpatica e disponibile e chiede un incontro su una video chat. Tanti sono i programmi disponibili sul mercato, ma Skype la fa da padrone. Il contatto in genere è serale o notturno e diventa facile per la donna sfruttare la debolezza dell’uomo e fare in modo che, in breve tempo, la videochiacchierata telematica diventi “bollente” spogliandosi e facendo spogliare la sua vittima. Spesso la donna riesce anche ad ottenere che il malcapitato si lasci andare ad attività sessuali più evidenti ed il gioco è fatto. Il tutto viene registrato ed in breve il povero malcapitato è contattato via mail e ricattato: o paghi oppure pubblichiamo il video su You tube, su Facebook o altri social.
In genere la vittima per evitare gogne mediatiche, tra l’altro, estremamente dannose per la propria immagine di uomo integerrimo e del tutto rispettabile, paga la somma richiesta commettendo un errore madornale, poiché le richieste di pagamento saranno continue e sempre più frequenti: diventa un ricatto infinito.
In genere, nella maggior parte dei casi, questi personaggi sfruttano la semplice paura della vittima, poiché, nella sostanza, gli effetti delle minacciate pubblicazioni sarebbero relativi, visto che le immagini pornografiche durano molto poco sui social in quanto eliminate dagli stessi amministratori. Questo, però, non ha importanza, poiché basta la sola minaccia per ottenere l’effetto voluto.
Bisogna avere coraggio e denunciare subito alla polizia postale queste ricattatrici senza dimenticare che, spesso, dietro queste donne, quasi sempre straniere, si nascondono vere e proprie organizzazioni criminali. Solo con la denuncia si possono spezzare queste maglie di una criminalità telematica, che ne inventa sempre nuove per sfruttare al meglio le debolezze umane.