giovedì 23 luglio 2015

Le strane perversioni del processo telematico



L'avvento del processo telematico sta generando delle prassi assurde che hanno come unico obiettivo quello di aggirare l'attuale normativa senza alcuna plausibile spiegazione.
Proprio ieri sono venuto a conoscenza di una "strana" consuetudine diffusa presso alcuni avvocati del foro di Napoli, che, sembra, sia tollerata anche dagli organi giudiziari.
Non ci credevo, ma ho dovuto constatare con dati alla mano che purtroppo quanto affermato da diversi professionisti rispondeva al vero.
In effetti secondo questa forma di semplificazione delle procedure (chiamiamola così) viene notificato via PEC all'avvocato di controparte non il ricorso in formato pdf sottoscritto digitalmente, ma solo un normale file .pdf così come la procura alle liti, mentre quella che viene sottoscritta digitalmente è solo la relata di notifica contenente una dichiarazione che gli originali degli atti trasmessi si trovano presso il mittente sottoscritti digitalmente e vengono indicati anche gli estremi dell'algoritmo della firma digitale.
Ora mi domando perché arrivare a questa pindarica conclusione non prevista dalla normativa, invece di spedire normalmente via PEC il ricorso sottoscritto digitalmente?
Spero di ricevere risposta da qualcuno, poiché onestamente non sono riuscito a comprendere le motivazioni di una simile procedura, che rischia di generare pericolosi precedenti proprio in un momento storico dove sembravano iniziare ad essere recepite presso gli ambienti giudiziari le innovazioni del processo telematico.

sabato 18 luglio 2015

E-book: Storia della Privacy

L’e-book realizzato a quattro mani con l'amico e delegato Andip Stefano Gorla ed edito da Lex & Ars, si pone l’obiettivo di analizzare le origini del concetto di riservatezza (o privacy) approfondendo la relativa evoluzione di carattere storico e nello stesso tempo anche concettuale. 
Come è noto la privacy è un termine inglese traducibile all'incirca con riservatezza, è il diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata: the right to be let alone (lett. "il diritto di essere lasciati in pace"), secondo la formulazione del giurista statunitense Louis Brandeis che fu probabilmente il primo al mondo a formulare una legge sulla riservatezza. In realtà comunemente per privacy si intende il diritto della persona di impedire che le informazioni che la riguardano vengano trattate da altri, a meno che il soggetto non abbia volontariamente prestato il proprio consenso. 
Con l’introduzione dei primi strumenti tecnologici gli studiosi si sono posti il problema della necessità o meno di una specifica tutela avuto riguardo al rapporto tra “riservatezza-computer”; l’impiego dell’elaboratore elettronico, infatti, consente di impadronirsi ed archiviare informazioni che riguardano l’individuo, comprese quelle della sua vita privata sottoponendolo, così, ad una nuova forma di dominio, che si potrebbe chiamare “il potere informatico". Il “right to privacy” ha quindi acquistato un nuovo significato ed una nuova ampiezza, che non poteva avere secoli fa: questo ora consiste nel diritto, riconosciuto al cittadino, di esercitare anche un controllo sull’uso dei propri dati personali inseriti in un archivio elettronico. 
 Il diritto alla riservatezza, per effetto della nuova dimensione acquisita, non viene, infatti, più inteso in un senso puramente negativo, come facoltà di ripulsa delle intromissioni di estranei nella vita privata, o di rifiutare il consenso alla diffusione di informazioni sul proprio conto, di rinuncia alla partecipazione nella vita sociale; ma in senso positivo, come affermazione della libertà e dignità della persona, e come potere di limitare il potere informatico, controllandone i mezzi ed i fini. 
Si è concepita così una nuova dimensione della privacy grazie allo sviluppo del progresso tecnologico e delle comunicazioni elettroniche. 
Naturalmente questa evoluzione si è ottenuta lentamente nel tempo ed attraverso la presente opera si cerca di tracciare e documentare l’iter evolutivo della riservatezza passando attraverso i secoli e le aree geografiche senza dimenticare ovviamente il nostro paese. 
In questo blog, grazie alla collaborazione della casa editrice, ho anche previsto un modo nuovo di leggere questo e-book come se fosse un libro da sfogliare. Chi volesse il pdf lo può scaricare qui