sabato 16 febbraio 2013

Il valore sociale, educativo ed economico del terzo settore nello sviluppo del territorio

Sempre più il vasto mondo del volontariato costituente il terzo settore rappresenta il cuore solidale della società contemporanea. Le organizzazioni no-profit integrano o sostituiscono l`intervento delle Istituzioni con un agire eticamente motivato, fornendo innumerevoli tipologie di beni, servizi, aiuto, accudimento e cura alle Persone che vivono il dramma della povertà, della precarietà, della solitudine. 
Un`attenzione verso le marginalità che anima dalla nascita il Campus Città del Sapere - Polo di Napoli dell’Università Unitelma Sapienza. La prossima iniziativa messa in campo avrà luogo Lunedi 18 Febbraio c.a. e vedrà gli studenti del Campus, insieme al suo Presidente Bruno Pinti, promotori della distribuzione di alimenti a quanti nel centro storico della città vivono una situazione di precarietà e disagio. 
L’iniziativa durerà l’intera giornata e sarà arricchita, oltre che da numerosi incontri, anche da una serie di seminari su diversi temi della sussidiarietà orizzontale. 
Tra essi, un seminario approfondirà le esperienze maturate in altri territori con la presenza del Presidente dell`IRASE-T, nonché Presidente della Commissione Politiche sociali della Comunità di valle Alta Valsugana Tullio Campana, della dott.ssa Daniela Lovato, sociologa e amministratore comunale di Roncegno Terme della Provincia autonoma di Trento, della dott.ssa Barbara Barone Mancusi, coordinatrice ufficio relazioni Internazionali e ricerca Scientifica Campus Città del Sapere, del prof. Nicola Lupoli dell`Università di Bolzano, del prof. Michele Iaselli dell’Università Federico II di Napoli.

Data protection officer: novità in arrivo

Alla luce dei recenti emendamenti proposti allo schema di regolamento europeo e del Consiglio in materia di trattamento di dati personali, sta assumendo sempre maggiore rilevanza la figura del responsabile della protezione dei dati (data protection officer) in quanto si è proposto di prevedere la sua nomina (al di fuori dei casi in cui ci si trova di fronte ad un ente pubblico) non più quando il trattamento è effettuato da un’impresa con 250 o più dipendenti, ma quando il trattamento dei dati è effettuato da una persona giuridica e riguarda oltre 500 interessati l'anno, in quanto nell'epoca del "cloud computing", in cui persino responsabili del trattamento molto piccoli possono sottoporre a trattamento grosse quantità di dati mediante servizi on line, il livello minimo per la nomina obbligatoria di un responsabile della protezione dei dati non deve basarsi sulle dimensioni dell'impresa, ma piuttosto sulla pertinenza del trattamento dei dati. Ciò include le categorie di dati personali oggetto di trattamento, il tipo di attività di trattamento e il numero di individui i cui dati sono oggetto di trattamento. 
Naturalmente questo emendamento se approvato determinerebbe una diffusione esponenziale di questa figura professionale poiché oggi anche piccole società raggiungono i limiti previsti da questa proposta. 
Altra modifica importante riguarda la durata in carica del responsabile della protezione dei dati che viene proposta ad almeno 4 anni. Difatti il precedente periodo minimo di due anni viene considerato troppo breve. 
Secondo il relatore l'esperienza dimostra che anche in presenza di conoscenze e capacità pregresse, un responsabile della protezione dei dati di nuova nomina ha bisogno di almeno sei mesi per crescere nell'attività che ha imparato a svolgere. Se fosse sostituito senza giusto motivo dopo soli due anni, si complicherebbe l'attuazione dei requisiti di protezione dei dati dell'azienda. Inoltre affinché il responsabile della protezione dei dati possa svolgere la propria attività in modo indipendente, occorre prevedere anche una minima protezione dal licenziamento.

domenica 3 febbraio 2013

A Napoli confronto tra Università e Impresa per lo Sviluppo.

Università e Impresa Leva per lo Sviluppo. Questo il titolo dell’incontro che si terrà martedì 5 febbraio dalle ore 10.30 presso la Sala Salvatore D'Amato dell’Unione Industriali di Napoli in Piazza dei Martiri. 
Una vera e propria sfida in nome dell'innovazione per la cultura d'Impresa e il rilancio del territorio quella lanciata dal Campus Città del Sapere Unitelma Sapienza Polo Universitario di Napoli, che presenta il proprio modello di università telematica con un'assistenza reale e personalizzata per gli studenti. 
E di come rilanciare il ruolo della formazione universitaria per le imprese e il sistema economico ne parleranno i relatori Vincenzo Caputo, Presidente del Gruppo Giovani Industriali di Napoli, Francesco Avallone, Rettore dell’Università Unitelma Sapienza, Bruno Pinti Presidente del Campus Città del Sapere Unitelma Sapienza di Napoli, Salvatore Lauro Presidente di Reti d’Impresa per il Turismo, Barbara Mancusi Barone Herculaneum Opportunities, l’imprenditrice Stefania Brancaccio, Luigi Arionte Preside dell’istituto IPSAR Petronio di Pozzuoli, Pasquale Sarnacchiaro docente di Unitelma Sapienza e infine, Michele Iaselli, Presidente Associazione nazionale difesa della privacy.
Il dibattito sarà moderato dal giornalista economico Massimo Lucidi.