domenica 8 dicembre 2013

Una nuova sfida per la privacy: l’avvento dei droni



Se fino a pochi anni fa i droni potevamo vederli in film fantascientifici, ambientati negli anni compresi fra il 2035 ed il 2100, adesso Jeff Bezos, fondatore di Amazon, in un’intervista rilasciata alla televisione americana CBS, ha presentato un servizio di consegna davvero innovativo; si chiama Amazon Prime Air e permetterà di inviare pacchetti, dal peso non superiore ai 2,3 chilogrammi, in meno di trenta minuti, nel raggio di 16 kilometri dal magazzino di smistamento.
Dal sito della famosa compagnia di commercio elettronico, è stato pubblicato un video dove si rivelano le sperimentazioni con un drone della famiglia “octocopter”, fornito di otto piccole eliche che lo stabilizzano e ne permettono il volo, che riceve istruzioni di consegna in un magazzino del colosso hi-tech, decolla e raggiunge la sua destinazione davanti a un’abitazione.
Dalle dichiarazioni fornite da Amazon, gli octocopter sarebbero pronti a partire, ma l’azienda deve ancora ricevere il via libera dalla Federal Aviation Adminisration, agenzia che sovrintende l’aviazione civile negli Stati Uniti, che attualmente permette la sperimentazione solo alle forze dell’ordine ed alcuni enti governativi.
Amazon non è l’unica società che ha sviluppato ricerche in tale ambito. Anche la UPS, azienda leader nelle spedizioni, ha annunciato i suoi droni da trasporto che sono in grado di spostare piccoli pacchi o plichi all’interno o fra i vari stabilimenti.
Dovremo imparare a convivere con questi oggetti, perché non solo in America, ma anche in Europa, i progetti per questi velivoli sono moltissimi. La Commissione Europea afferma l’esistenza di più di 400 progetti in 20 paesi europei per lo sviluppo di veicoli senza equipaggio con più svariate dimensioni, dal piccolo AR.Drone di Parrot al Jet Airbus A320, con un giro di affari che, nel mondo, dovrebbe superare i 130 miliardi di dollari entro il 2021.
I legislatori Nazionali dovranno presto affrontare nuovi problemi legati ai temi relativi alla tutela della privacy, a seguito della produzione di questi veicoli che verranno impiegati per usi commerciali.
L’Association for Unmanned Vehicle Systems International (AUVSI), cerca di sminuire tali rischi. Ha, infatti, dichiarato che “ I droni per uso civile avranno comunque un’etica e, parafrasando le leggi della robotica di Isac Asimov, si atterranno ad un codice basato su tre regole di condotta: Safety, Professionalism, and Respect, cioè sicurezza, professionalità e rispetto.”
Secondo i costruttori, una corretta formazione degli operatori che utilizzeranno i droni, garantirà un rispetto delle norme ed in particolare la tutela della privacy dei cittadini.
Le aziende produttrici di droni dotate di macchina fotografica, devono considerare le leggi sulla protezione della privacy e dei dati vigenti nei vari paesi, poiché volando ad un massimo di poche centinaia di metri di altitudine, riescono agevolmente a riconoscere i volti delle persone. Questo determina l’obbligo per le imprese di richiedere un permesso speciale alle autorità oppure, in alternativa, il consenso al trattamento della propria immagine rilasciato dai singoli individui poiché le immagini, nella maggior parte dei paesi europei, sono considerate dati personali.
Gli organi giuridici europei dovranno redigere leggi che consentano la regolamentazione per l’uso di droni con finalità commerciali, così come gli operatori di tali sistemi, devono prendere più seriamente le questioni legate alla privacy.
Mentre l’America presenta vuoti normativi, l’Europa prevede una chiara legge sulla privacy e se il problema non viene affrontato, ci saranno forti ritardi per il cammino e lo sviluppo dell’industria dei droni in Europa. 

Fabrizio Corona