sabato 27 ottobre 2012

Due parole sulla mediazione

Sto assistendo già da qualche giorno ai toni trionfalistici (forse eccessivi) di molti avvocati soddisfatti per la decisione della Corte Costituzionale in merito all' illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione. 
Al di là delle giuste considerazioni giuridiche di molti giuristi che invitano prudentemente a leggere il contenuto della sentenza per capire la reale portata del provvedimento della Consulta, ciò che mi ha più colpito è l'astio di molti professionisti verso questa forma di risoluzione extragiudiziale che va ben al di là degli indubbi errori contenuti nelle disposizioni legislative.
Insomma ho avuto la netta percezione che gli avvocati non vogliono per niente la mediazione sia essa facoltativa o obbligatoria. Tale presa di posizione, per la verità, mi sembra un pò eccessiva per una categoria che si batte da anni per il diritto alla difesa dei cittadini che non può non comprendere anche l'istituto della mediazione, inteso nella sua più nobile accezione e senza risvolti speculativi.

martedì 16 ottobre 2012

Bocciata dai Garanti UE la privacy di Google

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali con un comunicato stampa pubblicato in data odierna ha ufficializzato la dura posizione presa dai Garanti Europei contro le nuove regole sulla privacy decise da Google ritenute non adeguate a tutelare gli utenti europei. 
I Garanti Ue hanno chiesto alla società di Mountain View di farsi parte attiva nella tutela della privacy e di rendere conforme alla Direttiva sulla protezione dei dati personali le nuove regole, operative dallo scorso marzo. 
La nuova “privacy policy”, adottata unilateralmente da Google, consente alla società di incrociare in via generalizzata i dati degli utenti che utilizzano qualsiasi servizio (da Gmail a YouTube a Google Maps solo per citarne alcuni). 
La lettera inviata a Google, sottoscritta dai Presidenti di tutte le Autorità per la protezione dei dati personali dell’Ue, Italia inclusa, conferma le forti preoccupazioni espresse nei mesi scorsi sui possibili rischi per la privacy degli utenti europei derivanti dall’attività di combinazione dei dati. Sono numerosi infatti i profili di criticità emersi dagli accertamenti, condotti anche con la collaborazione di Google, e “permangono - come scrivono i Garanti Ue - alcune aree grigie”. 
Google usa i dati degli utenti raccogliendoli in maniera massiva e su larghissima scala, in alcuni casi senza il loro consenso, conservandoli a tempo indeterminato, non informando adeguatamente gli utenti su quali dati personali vengono usati e per quali scopi, e non consentendo quindi di capire quali informazioni siano trattate specificamente per il servizio di cui si sta usufruendo. 
Le Autorità raccomandano a Google di adottare rapidamente una serie di garanzie a tutela della privacy degli utenti. Mountain View dovrebbe, in particolare, inserire informative privacy all’interno dei singoli prodotti, anche mediante dispositivi informatici; fornire informazioni accurate riguardo ai dati più a rischio, come quelli sulla localizzazione e quelli sui pagamenti on line; adattare le informative alle tecnologie mobili. 
Google dovrebbe chiarire agli utenti, inoltre, le finalità e le modalità di combinazione dei dati tratti dai vari servizi forniti e mettere quindi a punto strumenti per consentire agli utenti un più stretto controllo sui propri dati personali. 
A tale scopo, i Garanti raccomandano alla società di adottare meccanismi semplificati di “opt out” (opposizione al trattamento dei loro dati), sia che l’utente sia iscritto o meno ad un servizio, e di ottenere il consenso espresso degli utenti all’incrocio dei dati. 
L’Autorità Garante italiana, che ha incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti di Google, sta seguendo con grande attenzione gli sviluppi della questione. “Google tratta i dati di milioni di utenti sparsi nel mondo i quali non sempre sono consapevoli dell’uso che viene fatto delle loro informazioni personali. Per questo è indispensabile che operi in modo corretto e nel rispetto dei diritti fondamentali, così come riconosciuti dall’Unione europea” – afferma il Presidente dell’Autorità italiana, Antonello Soro. “L’azione coordinata delle Autorità europee svolta nei confronti di Google rappresenta in questo senso un messaggio importante ai grandi colossi della rete affinché accettino la sfida di una nuova policy più responsabile e attenta alla dignità delle persone”.
Sarà possibile un simile cambiamento? La mia posizione l'ho già resa nota con il post http://micheleiaselli.blogspot.it/2012/02/la-nuova-privacy-di-google.html

venerdì 12 ottobre 2012

Il "diritto all'oblio" su SocialNews

Sul numero bimestrale luglio-agosto 2012 della rivista SocialNews interamente dedicato alla tutela della privacy (http://www.socialnews.it/articoli.htm) è stato pubblicato un articolo del sottoscritto sul diritto all’oblio che è possibile leggere al seguente indirizzo (http://www.socialnews.it/ARTICOLI2012/ARTICOLI201206/oblio.html). 
SocialNews è una rivista mensile di promozione sociale senza fini di lucro sia cartacea che online, patrocinata del Segretariato Sociale della RAI, scelta da EUROMEDITERRANEO e CONFINDUSTRIA come miglior esperienza in tema di editoria a livello europeo per l'anno 2008. SocialNews è anche organo di divulgazione del Ministero della Giustizia - Dipartimento Giustizia Minorile e Ministero dell'Interno - Dipartimento Libertà Civili ed Immigrazione. 
La rivista è tematica ed affronta ogni mese argomenti di interesse sociale (l'editore è @uxilia Onlus), pubblicando i contributi (articoli, interviste..) di personalità di riconosciuta fama a livello nazionale ed internazionale, in ambito politico, professionale, psicologico, giuridico, universitario ed associazionistico.

sabato 6 ottobre 2012

Nascono le MAPPE GIURIDICHE: ALTALEX promuove un nuovo modo di studiare il diritto!

Cambia radicalmente il modo di studiare il diritto: Altalex lancia una nuova modalità per l’apprendimento, più creativa e persino divertente. 
Il metodo promosso da Altalex consiste nell’applicazione dei concetti delle cosiddette Mappe Mentali (ideate e sviluppate dal cognitivista inglese Tony Buzan negli anni Sessanta) all’ambito del diritto, che si presta particolarmente per l’alto numero delle nozioni che spesso genera confusione in chi le studia.
Le mappe sono strumenti di impostazione mentale estremamente efficaci: la visualizzazione consente di percepire l’articolazione di idee e concetti condividendoli più facilmente con colleghi, collaboratori e committenti, di comprendere le strategie mentali adottate semplicemente osservando il modo in cui gli elementi fanno la loro comparsa, vengono modificati e progressivamente combinati. Nell’ambito dell’apprendimento esse consentono di annotare in modo più rapido gli spunti, rielaborarli e memorizzarli in modo più efficace, creare sintesi e strutture per i testi da scrivere, preparare l’esposizione con maggiore tranquillità. 
Una tale metodologia risulta quindi particolarmente efficace nell'apprendimento in ambito giuridico, per cui Altalex ha deciso di sperimentare e promovere l'utilizzo delle mappe del pensiero allo studio del diritto. 
Grazie all’adozione di un metodo ormai consolidato nel corso di mezzo secolo, Altalex propone due interessanti iniziative dedicate ad avvocati, studiosi del diritto in generale e studenti di giurisprudenza: il lancio del sito www.mappegiuridiche.it (che diventerà in poco tempo un archivio di mappe giuridiche sui concetti fondamentali del diritto) ed un seminario dal titolo "Le mappe mentali per l'apprendimento in ambito giuridico'' che si terrà Roma e Milano in ottobre. 
Entrambe le iniziative nascono dalla proficua partnership con l’ingegner Alberto Scocco, uno dei massimi esperti italiani di mapping e curatore del sito www.lemappedelpensiero.it. 
Per maggiori informazioni e contatti è possibile consultare il già attivo dominio: www.mappegiuridiche.it (Altalex redazione: 0572.772116 - redazione@altalex.com).