domenica 16 settembre 2012

L’innovazione della Pubblica Amministrazione: una scommessa finora persa

La recente costituzione dell’Agenzia per l’Italia Digitale e la predisposizione del Decreto Digitalia, in corso di approvazione, visto come la panacea di tutti mali tecnologici della P.A. mi porta a riflettere su alcuni aspetti piuttosto preoccupanti. 
Il percorso della Pubblica Amministrazione verso l’informatizzazione è stato storicamente molto contorto e non sempre logico ed ha visto un proliferare pazzesco di provvedimenti normativi che hanno creato molta confusione in materia. 
Senza addentrarci (e non sarebbe facile tra l’altro) nell’elencazione di tutti gli interventi basta dare uno sguardo ai vari enti che si sono occupati di informatizzazione della P.A. per rendersi conto. 
Prima l' AIPA, Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione che è stata costituita con Dlgs 12 Febbraio 1993, n.39. Nel 2003 in attuazione del Dlgs 30 giugno 2003, n. 196, l'AIPA è stata trasformata in CNIPA, Centro nazionale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione. Nel 2009 per effetti del Dlgs 1° dicembre 2009, n. 177 CNIPA assume la denominazione di DigitPA. Nel 2012 con Dl 22 giugno 2012, n. 83 viene istituita l'Agenzia per l'Italia Digitale che assume le funzioni della soppressa DigitPA. 
Di non secondaria importanza il fatto che l’AIPA era un’autorità indipendente, mentre adesso DigitPA è un ente pubblico non economico strettamente legato alla Presidenza del Consiglio, con un’autonomia solo apparente. 
Si cerca di lanciare con frasi ad effetto (Agenzia per l’Italia Digitale, Decreto digitalia) progetti che di nuovo hanno ben poco e che non sono mai seriamente decollati: la famosa PEC, la carta d’identità elettronica, la sanità elettronica, gli open data, la digitalizzazione degli uffici pubblici, ecc. sono tra i nodi più difficili da sciogliere dove a fronte di miriadi di provvedimenti, istruzioni, linee guida, ancora non si è riusciti ad ottenere un soddisfacente recepimento da parte degli Uffici pubblici. Evidentemente qualcosa non va e non si è ancora compreso che non è possibile guidare una trasformazione epocale della P.A. come quella in corso solo attraverso complesse normative o linee guida (che nella maggior parte dei casi creano più confusione v. quelle sul disaster recovery), ma è opportuno seguire più da vicino le pubbliche amministrazioni aiutandole a risolvere, volta per volta, i problemi di tutti i giorni ed aiutandole anche a modificare molti procedimenti incompatibili con l’informatizzazione. 
Solo in questo modo si riusciranno ad ottenere dei significativi progressi con conseguenti risparmi effettivi.