sabato 16 giugno 2012

Arriva l’Agenzia per l’Italia Digitale ma la misura è colma

L’art. 19 dell’appena approvato Decreto sullo sviluppo istituisce l’Agenzia per l’Italia Digitale con lo scopo ben preciso di accelerare la realizzazione degli obbiettivi dell’Agenda digitale italiana ed europea. 
Alla nuova Agenzia vengono attribuite tutte le funzioni svolte finora da diversi enti – DigitPa, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, Dipartimento per la digitalizzazione della PA della Presidenza del Consiglio, che vengono soppressi o riorganizzati - in materia di innovazione tecnologica. 
 L’Agenzia avrà il compito di coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie, assicurando la piena interoperabilità dei sistemi informatici della Pubblica Amministrazione, secondo i parametri comunitari. 
Altro compito fondamentale sarà procedere alla razionalizzazione della spesa pubblica informatica, coordinando la gestione dei dati dell’Amministrazione statale, regionale e locale. 
Sostiene il Governo che attraverso il lavoro svolto dall’Agenzia, il nostro Paese si dota dunque di un unico strumento strategico e operativo sul fronte dell’innovazione tecnologica, superando così il problema della frammentazione delle competenze e ponendo le basi per una programmazione unitaria e coordinata delle risorse sul fondamentale fronte dell’innovazione. 
Ora mi domando e vi domando: era necessario arrivare a questo quando la frammentazione di cui si parla è stata sempre da noi (v. governanti) provocata? 
Riuscirà questa Agenzia a resistere qualche attimo in più rispetto all’AIPA, poi CNIPA ed ancora DigitPA a cui va il record di minor durata?
Non vi sembra che il tutto abbia il sapore di una semplice presa in giro con modifiche solo apparenti e nominative che non cambiano mai la sostanza? 
Ma insomma questa innovazione la vogliamo o no? O ne vogliamo solo parlare?