venerdì 1 giugno 2012

Agenzia delle entrate: l’accertamento è dietro la porta, ma è legittimo?

Se ne era parlato e nello spazio di poco tempo si è passati dalle parole ai fatti: ecco subito arrivare a 300.000 contribuenti una lettera vagamente minacciosa con cui si avvisa il malcapitato che “il suo reddito è incompatibile con le spese dichiarate”. 
Naturalmente il confronto riguarda la dichiarazione 2011 con le spese effettuate nel 2010 e la lettera ha il sapore di un vero e proprio avvertimento. 
In altri termini: o procedi con il ravvedimento operoso (ma di cosa?) oppure ti facciamo accertamenti. Un comportamento quello dell’Agenzia delle Entrate che appare un tantino inquisitorio e sinceramente presenta serie carenze motivazionali. 
Al fine di contestare ad un determinato soggetto una minima irregolarità devo averne le prove e non posso in questo modo sovvertire completamente l’onere probatorio senza tra l’altro effettuare una precisa contestazione. 
Inoltre perché l’Agenzia delle Entrate deve entrare così prepotentemente nella mia vita privata senza avere elementi precisi dalla sua parte? Insomma queste lettere rappresentano l’ennesimo capitolo di un libro che non vorremmo mai avere né scritto né letto e che rischia di mettere a dura prova uno dei baluardi più duri a resistere del nostro paese rappresentato proprio dalla certezza del diritto. Continuando su questa strada rischiamo di alimentare ancora di più un malcontento serpeggiante che le iniziative di equitalia già alimentano a dovere. 
Non è così che si combatte l’evasione!!! Sappiamo bene che in questo modo continuiamo a vessare sempre di più chi è corretto e paga le tasse, mentre i furbi continueranno ad evadere prendendosi gioco di questi strumenti che serviranno solo ad aumentare il già pesante contenzioso tributario.