mercoledì 15 febbraio 2012

lllegittimo il licenziamento del dipendente sostituito da un collaboratore a progetto per ridurre i costi


Una recente pronuncia della Corte di Cassazione, n. 755 del 19.01.2012, porta a soffermarci su di un aspetto interessante in materia di diritto del lavoro.
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha stabilito che è illegittimo il licenziamento di un lavoratore se l’azienda lo sostituisce con un collaboratore a progetto, allo scopo di ridurre i costi del lavoro.
Tale necessità non può giustificare il recesso, se alla base dello stesso vi sono insussistenti ragioni attinenti ad una generica e scarsamente individuabile esigenza di riorganizzazione dell’attività.
Nella sentenza citata l’azienda coinvolta in giudizio non aveva avuto una diminuzione consistente delle commesse, decidendo però di affidare il servizio svolto dal dipendente licenziato a un co.co.pro al solo fine di ridurre il costo del lavoro che, a suo dire, era diventato insostenibile.
Nel caso che qui si commenta erano state addotte ragioni di carattere organizzativo che imponevano il licenziamento mentre nella realtà dei fatti questo non era assolutamente vero: detto comportamento non solo priva il lavoratore delle garanzie e delle tutele a lui spettanti, ma devia e snatura la ratio stessa del contratto a progetto, che, non potendo rappresentare un escamotage al servizio del datore di lavoro, è invece uno strumento di incentivazione ad utilizzare profili di professionisti anche al di fuori del contratto a tempo indeterminato.

Studio Martelli & Partners