martedì 28 febbraio 2012

La “nuova” privacy di Google


Già da diversi giorni siamo letteralmente invasi da messaggi di google via web, mail e su tutti i canali del provider dove il colosso del web annuncia le nuove regole della privacy che, guarda caso, sono “particolarmente” rispettose dei diritti degli utenti. Copione per la verità già visto con Facebook e che probabilmente rivedremo chissà quante altre volte.
Chi di voi crede nella nuova moralità di Google? E chi ha mai creduto nella privacy di Facebook? E’ recentissima la notizia delle perplessità dell’Unione Europea su questo cambio di indirizzo di Google ed anche il nostro Garante non si fida.
Bè sono diversi anni che mi interesso di privacy e mi meraviglio non poco di queste perplessità e dubbi delle massime Autorità Europee della protezione dei dati personali.
Ma altro che dubbi, queste sono certezze!!! Come si può pensare che in questo particolare periodo storico colossi come Google, Facebook, Yahoo! possano rinunciare all’immenso patrimonio che hanno a loro disposizione costituito da milioni di dati personali spendibili per soddisfare le esigenze di marketing di milioni di aziende?
Mi sembra davvero un’assurdità. E’ chiaro che questa grande pubblicità del cambiamento serve per illudere su una trasformazione che non potrà mai esserci, anche se si farà di tutto per farla sembrare tale. Provider come Google mettono a disposizione degli utenti tantissimi servizi e sarà fin troppo facile ottenere il consenso ad utilizzare i dati personali dei navigatori in cambio di qualche utile applicazione. Non possiamo pensare che Google non approfitti della situazione.
Il problema è che questo consenso non sarà sempre consapevole. Spesso sarà conseguente ad un’informativa non troppo chiara o comunque troppo generica. Ma questi sono particolari!!! L’importante è che passi un’immagine cambiata che altro non è che lo specchio di una falsa moralità figlia di inevitabili interessi economici che non possono sfuggire a spregiudicati imprenditori.
Eppure sono convinto che molti utenti pur di ottenere i servizi di google darebbero il loro consenso in ogni caso, anche in presenza di un'informativa chiara e sincera. Ed è proprio questo il paradosso: per ottenere troppo talvolta si perde di vista la possibilità di un facile traguardo forse ......troppo facile.