sabato 27 ottobre 2012

Due parole sulla mediazione

Sto assistendo già da qualche giorno ai toni trionfalistici (forse eccessivi) di molti avvocati soddisfatti per la decisione della Corte Costituzionale in merito all' illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione. 
Al di là delle giuste considerazioni giuridiche di molti giuristi che invitano prudentemente a leggere il contenuto della sentenza per capire la reale portata del provvedimento della Consulta, ciò che mi ha più colpito è l'astio di molti professionisti verso questa forma di risoluzione extragiudiziale che va ben al di là degli indubbi errori contenuti nelle disposizioni legislative.
Insomma ho avuto la netta percezione che gli avvocati non vogliono per niente la mediazione sia essa facoltativa o obbligatoria. Tale presa di posizione, per la verità, mi sembra un pò eccessiva per una categoria che si batte da anni per il diritto alla difesa dei cittadini che non può non comprendere anche l'istituto della mediazione, inteso nella sua più nobile accezione e senza risvolti speculativi.

martedì 16 ottobre 2012

Bocciata dai Garanti UE la privacy di Google

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali con un comunicato stampa pubblicato in data odierna ha ufficializzato la dura posizione presa dai Garanti Europei contro le nuove regole sulla privacy decise da Google ritenute non adeguate a tutelare gli utenti europei. 
I Garanti Ue hanno chiesto alla società di Mountain View di farsi parte attiva nella tutela della privacy e di rendere conforme alla Direttiva sulla protezione dei dati personali le nuove regole, operative dallo scorso marzo. 
La nuova “privacy policy”, adottata unilateralmente da Google, consente alla società di incrociare in via generalizzata i dati degli utenti che utilizzano qualsiasi servizio (da Gmail a YouTube a Google Maps solo per citarne alcuni). 
La lettera inviata a Google, sottoscritta dai Presidenti di tutte le Autorità per la protezione dei dati personali dell’Ue, Italia inclusa, conferma le forti preoccupazioni espresse nei mesi scorsi sui possibili rischi per la privacy degli utenti europei derivanti dall’attività di combinazione dei dati. Sono numerosi infatti i profili di criticità emersi dagli accertamenti, condotti anche con la collaborazione di Google, e “permangono - come scrivono i Garanti Ue - alcune aree grigie”. 
Google usa i dati degli utenti raccogliendoli in maniera massiva e su larghissima scala, in alcuni casi senza il loro consenso, conservandoli a tempo indeterminato, non informando adeguatamente gli utenti su quali dati personali vengono usati e per quali scopi, e non consentendo quindi di capire quali informazioni siano trattate specificamente per il servizio di cui si sta usufruendo. 
Le Autorità raccomandano a Google di adottare rapidamente una serie di garanzie a tutela della privacy degli utenti. Mountain View dovrebbe, in particolare, inserire informative privacy all’interno dei singoli prodotti, anche mediante dispositivi informatici; fornire informazioni accurate riguardo ai dati più a rischio, come quelli sulla localizzazione e quelli sui pagamenti on line; adattare le informative alle tecnologie mobili. 
Google dovrebbe chiarire agli utenti, inoltre, le finalità e le modalità di combinazione dei dati tratti dai vari servizi forniti e mettere quindi a punto strumenti per consentire agli utenti un più stretto controllo sui propri dati personali. 
A tale scopo, i Garanti raccomandano alla società di adottare meccanismi semplificati di “opt out” (opposizione al trattamento dei loro dati), sia che l’utente sia iscritto o meno ad un servizio, e di ottenere il consenso espresso degli utenti all’incrocio dei dati. 
L’Autorità Garante italiana, che ha incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti di Google, sta seguendo con grande attenzione gli sviluppi della questione. “Google tratta i dati di milioni di utenti sparsi nel mondo i quali non sempre sono consapevoli dell’uso che viene fatto delle loro informazioni personali. Per questo è indispensabile che operi in modo corretto e nel rispetto dei diritti fondamentali, così come riconosciuti dall’Unione europea” – afferma il Presidente dell’Autorità italiana, Antonello Soro. “L’azione coordinata delle Autorità europee svolta nei confronti di Google rappresenta in questo senso un messaggio importante ai grandi colossi della rete affinché accettino la sfida di una nuova policy più responsabile e attenta alla dignità delle persone”.
Sarà possibile un simile cambiamento? La mia posizione l'ho già resa nota con il post http://micheleiaselli.blogspot.it/2012/02/la-nuova-privacy-di-google.html

venerdì 12 ottobre 2012

Il "diritto all'oblio" su SocialNews

Sul numero bimestrale luglio-agosto 2012 della rivista SocialNews interamente dedicato alla tutela della privacy (http://www.socialnews.it/articoli.htm) è stato pubblicato un articolo del sottoscritto sul diritto all’oblio che è possibile leggere al seguente indirizzo (http://www.socialnews.it/ARTICOLI2012/ARTICOLI201206/oblio.html). 
SocialNews è una rivista mensile di promozione sociale senza fini di lucro sia cartacea che online, patrocinata del Segretariato Sociale della RAI, scelta da EUROMEDITERRANEO e CONFINDUSTRIA come miglior esperienza in tema di editoria a livello europeo per l'anno 2008. SocialNews è anche organo di divulgazione del Ministero della Giustizia - Dipartimento Giustizia Minorile e Ministero dell'Interno - Dipartimento Libertà Civili ed Immigrazione. 
La rivista è tematica ed affronta ogni mese argomenti di interesse sociale (l'editore è @uxilia Onlus), pubblicando i contributi (articoli, interviste..) di personalità di riconosciuta fama a livello nazionale ed internazionale, in ambito politico, professionale, psicologico, giuridico, universitario ed associazionistico.

sabato 6 ottobre 2012

Nascono le MAPPE GIURIDICHE: ALTALEX promuove un nuovo modo di studiare il diritto!

Cambia radicalmente il modo di studiare il diritto: Altalex lancia una nuova modalità per l’apprendimento, più creativa e persino divertente. 
Il metodo promosso da Altalex consiste nell’applicazione dei concetti delle cosiddette Mappe Mentali (ideate e sviluppate dal cognitivista inglese Tony Buzan negli anni Sessanta) all’ambito del diritto, che si presta particolarmente per l’alto numero delle nozioni che spesso genera confusione in chi le studia.
Le mappe sono strumenti di impostazione mentale estremamente efficaci: la visualizzazione consente di percepire l’articolazione di idee e concetti condividendoli più facilmente con colleghi, collaboratori e committenti, di comprendere le strategie mentali adottate semplicemente osservando il modo in cui gli elementi fanno la loro comparsa, vengono modificati e progressivamente combinati. Nell’ambito dell’apprendimento esse consentono di annotare in modo più rapido gli spunti, rielaborarli e memorizzarli in modo più efficace, creare sintesi e strutture per i testi da scrivere, preparare l’esposizione con maggiore tranquillità. 
Una tale metodologia risulta quindi particolarmente efficace nell'apprendimento in ambito giuridico, per cui Altalex ha deciso di sperimentare e promovere l'utilizzo delle mappe del pensiero allo studio del diritto. 
Grazie all’adozione di un metodo ormai consolidato nel corso di mezzo secolo, Altalex propone due interessanti iniziative dedicate ad avvocati, studiosi del diritto in generale e studenti di giurisprudenza: il lancio del sito www.mappegiuridiche.it (che diventerà in poco tempo un archivio di mappe giuridiche sui concetti fondamentali del diritto) ed un seminario dal titolo "Le mappe mentali per l'apprendimento in ambito giuridico'' che si terrà Roma e Milano in ottobre. 
Entrambe le iniziative nascono dalla proficua partnership con l’ingegner Alberto Scocco, uno dei massimi esperti italiani di mapping e curatore del sito www.lemappedelpensiero.it. 
Per maggiori informazioni e contatti è possibile consultare il già attivo dominio: www.mappegiuridiche.it (Altalex redazione: 0572.772116 - redazione@altalex.com).

domenica 16 settembre 2012

La (mancata) coscienza della privacy

Qualche giorno fa ho accompagnato mio figlio dal medico ed ho assistito ad un simpatico episodio che mi ha fatto capire su quanto ci sia poca consapevolezza da parte dei comuni cittadini (e purtroppo anche professionisti) sulle nozioni più elementari di riservatezza. Il problema è che in questo modo non si danneggia solo se stessi, ma anche gli altri.
Ma procediamo con ordine, mentre ero in attesa del mio turno, in una sala gremita di gente, si è seduta affianco a me una bella donna che subito ad alta voce ha chiesto al segretario di poter avere la precedenza avendo il bambino piccolo a casa che doveva allattare. Dopo di che ha acceso il suo ipad ed ha iniziato a consultare dei documenti. 
Nello spazio di poco tempo ha telefonato a quella che doveva essere una sua segretaria ed ha discusso animatamente sulla compravendita di un soggetto, sugli eredi, su vari problemi di queste persone (probabilmente la signora doveva essere un notaio) e non contenta ha dettato alla segretaria una procura enunciando tutti i dati personali degli interessati. In breve tempo tutta la sala ha condiviso la storia di queste ignare persone e sinceramente il tono della voce era talmente alto che anche chi non voleva sentire era costretto ad ascoltare. Ma non finisce qui, la signora non contenta ha fatto altre telefonate, discutendo animatamente altre pratiche sempre nei particolari indicando generalità, circostanze personali e tanti altri episodi. Ha telefonato, inoltre, a casa ed ha parlato con il marito facendoci sapere che più tardi doveva andare a cena, che bisognava annaffiare le piante, che il giorno dopo doveva partire, ecc. Infine ci ha fatto sapere anche la sua patologia parlando con il medico ad alta voce.
Purtroppo quella sera ho aspettato quasi tre ore e la signora nonostante le sue premure ha anche lei aspettato molto tempo mettendoci al corrente di tutte le sue vicende personali e di quelle altrui.
Ma si sarà resa conto di quello che ha fatto?
Non solo per se stessa, ma anche e principalmente per tutti i suoi clienti che quella sera non hanno avuto segreti per noi.
Se tutti i professionisti, e qui stiamo parlando di un notaio, si dovessero comportare in questo modo, bè a questo punto ci dovremmo preoccupare non poco. E' inutile parlare di tutela della riservatezza on line, di misure di sicurezza, quando magari si esce di casa e si diffondono dati personali con tanta ingenuità.

L’innovazione della Pubblica Amministrazione: una scommessa finora persa

La recente costituzione dell’Agenzia per l’Italia Digitale e la predisposizione del Decreto Digitalia, in corso di approvazione, visto come la panacea di tutti mali tecnologici della P.A. mi porta a riflettere su alcuni aspetti piuttosto preoccupanti. 
Il percorso della Pubblica Amministrazione verso l’informatizzazione è stato storicamente molto contorto e non sempre logico ed ha visto un proliferare pazzesco di provvedimenti normativi che hanno creato molta confusione in materia. 
Senza addentrarci (e non sarebbe facile tra l’altro) nell’elencazione di tutti gli interventi basta dare uno sguardo ai vari enti che si sono occupati di informatizzazione della P.A. per rendersi conto. 
Prima l' AIPA, Autorità per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione che è stata costituita con Dlgs 12 Febbraio 1993, n.39. Nel 2003 in attuazione del Dlgs 30 giugno 2003, n. 196, l'AIPA è stata trasformata in CNIPA, Centro nazionale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione. Nel 2009 per effetti del Dlgs 1° dicembre 2009, n. 177 CNIPA assume la denominazione di DigitPA. Nel 2012 con Dl 22 giugno 2012, n. 83 viene istituita l'Agenzia per l'Italia Digitale che assume le funzioni della soppressa DigitPA. 
Di non secondaria importanza il fatto che l’AIPA era un’autorità indipendente, mentre adesso DigitPA è un ente pubblico non economico strettamente legato alla Presidenza del Consiglio, con un’autonomia solo apparente. 
Si cerca di lanciare con frasi ad effetto (Agenzia per l’Italia Digitale, Decreto digitalia) progetti che di nuovo hanno ben poco e che non sono mai seriamente decollati: la famosa PEC, la carta d’identità elettronica, la sanità elettronica, gli open data, la digitalizzazione degli uffici pubblici, ecc. sono tra i nodi più difficili da sciogliere dove a fronte di miriadi di provvedimenti, istruzioni, linee guida, ancora non si è riusciti ad ottenere un soddisfacente recepimento da parte degli Uffici pubblici. Evidentemente qualcosa non va e non si è ancora compreso che non è possibile guidare una trasformazione epocale della P.A. come quella in corso solo attraverso complesse normative o linee guida (che nella maggior parte dei casi creano più confusione v. quelle sul disaster recovery), ma è opportuno seguire più da vicino le pubbliche amministrazioni aiutandole a risolvere, volta per volta, i problemi di tutti i giorni ed aiutandole anche a modificare molti procedimenti incompatibili con l’informatizzazione. 
Solo in questo modo si riusciranno ad ottenere dei significativi progressi con conseguenti risparmi effettivi.

giovedì 12 luglio 2012

e-book Altalex: Privacy e Nuove Tecnologie (2^ ed.)

Fin da quando sono sorti i primi problemi di privacy gli studiosi si sono posti il problema della necessità o meno di una specifica tutela, avuto riguardo al rapporto "riservatezza-computer"; l’impiego dell’elaboratore elettronico, infatti, consente di impadronirsi ed archiviare informazioni che riguardano l’individuo, comprese quelle della sua vita privata, sottoponendolo, così, ad una nuova forma di dominio, che si potrebbe chiamare "il potere informatico". Il "right to privacy" ha quindi acquistato un nuovo significato ed una nuova ampiezza, che non poteva avere un secolo fa: questo ora consiste nel diritto, riconosciuto al cittadino, di esercitare anche un controllo sull’uso dei propri dati personali inseriti in un archivio elettronico. Compito di questo mio e-book, edito da Altalex e giunto alla 2^ edizione ampliata ed aggiornata, è quello di fare il punto della situazione con la consapevolezza che, oggi come oggi, il diritto alla riservatezza non viene più inteso in un senso puramente negativo, come facoltà di repulsione delle intromissioni di estranei nella vita privata, o di rifiutare il consenso alla diffusione di informazioni sul proprio conto, di rinuncia alla partecipazione nella vita sociale; ma in senso positivo, come affermazione della libertà e dignità della persona, e come potere di limitare il potere informatico, controllandone i mezzi ed i fini di quel potere.

venerdì 22 giugno 2012

Uscita la quinta edizione del mio Compendio di Informatica Giuridica

Dopo tre anni dalla precedente edizione torna il compendio di informatica giuridica giunto ormai alla V edizione e ricco di aggiornamenti ed integrazioni dettate dalla continua evoluzione normativa, giurisprudenziale e dottrinaria che contraddistingue ormai da tempo l’informatica giuridica intesa ovviamente nella sua accezione più ampia. 
Sono molto legato a questa opera che nata nel lontano 1997, quasi per scommessa, quando pochi conoscevano addirittura l’esistenza di questa materia, a distanza di 15 anni possiamo dire che ha ottenuto un posto di rilievo nella bibliografia specialistica. 
Questa edizione vede anche la prefazione del prof. Romeo con il quale collaboro sia alla Federico II che alla LUISS nell’insegnamento dell’informatica giuridica e che ovviamente ringrazio per la sua cortese disponibilità. 
Inoltre non poteva mancare l’aggiornamento on line che ormai è indispensabile in materie che si evolvono rapidamente. Saranno quindi sempre disponibili novità, notizie e commenti a cura del sottoscritto. 
Qui di seguito l’indice di questa edizione del compendio. 
Parte prima - Informatica giuridica Capitolo I - L’informatica giuridica 1. Origini e nascita del concetto di informatica giuridica 2. L’informatica giuridica e il diritto dell’informatica 3. Le prospettive dell’informatica giuridica Questionario. Capitolo II - La ricerca di documenti giuridici 1. La logica di Boole 2. I circuiti AND, OR e NOT 3. Le banche dati e criteri distintivi rispetto agli archivi tradizionali 4. Le banche dati in Italia 5. Le principali fonti di informazione giuridica 6. Il sistema di ricerca Italgiure Find 7. La ricerca dei documenti giuridici in Internet Questionario. Capitolo III - Intelligenza artificiale e applicazioni giuridiche 1. L’algoritmo e la legge 2. I sistemi esperti legali 3. Strumenti e fasi di sviluppo dei sistemi esperti legali 4. Classificazione dei sistemi esperti legali 5. La formalizzazione del linguaggio giuridico 6. Nuove prospettive dell’intelligenza giuridica artificiale 7. Problematiche dell’intelligenza giuridica artificiale Questionario. Parte seconda - Diritto dell’informatica e della Rete. Capitolo I - Privacy e nuove tecnologie 1. Principi generali e definizioni in materia di privacy 2. Le figure fondamentali previste dal codice 3. I diritti dell’interessato 4. Il rapporto fra privacy e nuove tecnologie 5. La sicurezza informatica e il codice per la protezione dei dati personali 6. La privacy e le transazioni on line 7. Privacy, nuove tecnologie e rapporto di lavoro 8. La videosorveglianza 9. Il controllo delle comunicazioni elettroniche sul luogo di lavoro Questionario. Capitolo II - Diritto d’autore e nuove tecnologie 1. I principi alla base della tutela giuridica del software 2. La giurisprudenza italiana sulla natura del software 3. La tutela del software come opera di ingegno 4. I contenuti della tutela 5. La brevettabilità del software 6. Le licenze software 7. Le misure tecnologiche di protezione: i sistemi di identificazione 8. Le misure tecnologiche di protezione: le difese tecniche 9. I sistemi di gestione elettronica dei diritti 10. La disciplina internazionale delle misure tecnologiche di protezione 11. La disciplina italiana sulle misure tecnologiche di protezione 12. La diffusione telematica delle opere dell’ingegno: il file sharing 13. La tutela delle banche dati 14. Le libere utilizzazioni e Internet 15. La regolamentazione AGCOM del diritto d’autore in rete 16. Le licenze Creative Commons Questionario. Capitolo III - I contratti dell’informatica 1. Caratteristiche generali dei contratti informatici 2. I contratti informatici in senso lato e in senso stretto 3. Le classificazioni dei contratti informatici 4. Lo squilibrio contrattuale nei contratti informatici e la tecnicizzazione 5. La complessità 6. L’opacità e l’atipicità standardizzata 7. Il collegamento negoziale nei contratti informatici 8. I contratti telematici 9. La conclusione dell’accordo telematico 10. Il contratto di vendita di hardware 11. Il contratto di licenza d’uso di software 12. Il contratto di outsourcing 13. Nuove tipologie contrattuali connesse ad Internet 14. Il cd. cloud computing Questionario. Capitolo IV - Aspetti giuridici del commercio elettronico 1. Il decreto legislativo 70/2003: ambito di applicazione 2. La tutela del consumatore: le informazioni obbligatorie 3. Il codice del consumo e il diritto di recesso 4. Le comunicazioni commerciali 5. La responsabilità degli intermediari 6. I trasferimenti elettronici di fondi 7. Le carte telematiche 8. L’uso illegittimo delle carte di credito 9. La direttiva 2011/83/UE Questionario. Capitolo V - L’informatica e la pubblica amministrazione 1. L’informatizzazione della pubblica amministrazione e la nascita dell’e-government 2. La seconda fase dell’e-government 3. Il piano di e-gov 2012 4. Il codice dell’amministrazione digitale 5. Il documento elettronico e la firma elettronica 6. La digitalizzazione delle attività: la gestione documentale 7. La posta elettronica certificata 8. La presenza della pubblica amministrazione in Rete 9. L’e-procurement: il sistema delle convenzioni 10. Nuove forme di e-procurement 11. I punti fondamentali della riforma introdotta dal D.Lgs. n. 235/2010 12. La dematerializzazione dei documenti informatici 13. L’Open Government. 14. La continuità operativa ed il disaster recovery 15. L’Agenda Digitale Questionario. Capitolo VI - L’informatica giudiziaria 1. La nozione e le classificazioni della informatica giudiziaria 2. L’informatica giudiziaria gestionale: il processo telematico 3. Le funzionalità del processo civile telematico 4. Le regole tecniche del processo telematico 5. L’informatica giudiziaria documentaria 6. L’informatica giudiziaria amministrativa 7. L’informatica giudiziaria decisionale 8. La cd. computer forensic Questionario. Capitolo VII - I reati informatici 1. Quadro generale della normativa vigente 2. La tutela penale del software 3. La duplicazione di software, il fine di lucro e il fine di trarre profitto 4. La tutela penale dei sistemi informatici e telematici 5. La tutela penale dei documenti informatici 6. La frode informatica 7. La tutela penale della corrispondenza informatica 8. La tutela penale del domicilio informatico 9. La confisca come pena accessoria dei reati informatici 10. La tutela penale della riservatezza 11. La pedopornografia e le attività di contrasto Questionario. Capitolo VIII - Aspetti giuridici di Internet 1. La natura giuridica di Internet 2. Il regime giuridico di Internet 3. Il domain name: definizione e struttura 4. La qualificazione giuridica del nome a dominio 5. L’assegnazione e la gestione dei nomi a dominio 6. La nuova organizzazione e sistema contrattuale 7. La risoluzione alternativa delle controversie (ADR) Questionario. Appendice normativa.

sabato 16 giugno 2012

Arriva l’Agenzia per l’Italia Digitale ma la misura è colma

L’art. 19 dell’appena approvato Decreto sullo sviluppo istituisce l’Agenzia per l’Italia Digitale con lo scopo ben preciso di accelerare la realizzazione degli obbiettivi dell’Agenda digitale italiana ed europea. 
Alla nuova Agenzia vengono attribuite tutte le funzioni svolte finora da diversi enti – DigitPa, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, Dipartimento per la digitalizzazione della PA della Presidenza del Consiglio, che vengono soppressi o riorganizzati - in materia di innovazione tecnologica. 
 L’Agenzia avrà il compito di coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie, assicurando la piena interoperabilità dei sistemi informatici della Pubblica Amministrazione, secondo i parametri comunitari. 
Altro compito fondamentale sarà procedere alla razionalizzazione della spesa pubblica informatica, coordinando la gestione dei dati dell’Amministrazione statale, regionale e locale. 
Sostiene il Governo che attraverso il lavoro svolto dall’Agenzia, il nostro Paese si dota dunque di un unico strumento strategico e operativo sul fronte dell’innovazione tecnologica, superando così il problema della frammentazione delle competenze e ponendo le basi per una programmazione unitaria e coordinata delle risorse sul fondamentale fronte dell’innovazione. 
Ora mi domando e vi domando: era necessario arrivare a questo quando la frammentazione di cui si parla è stata sempre da noi (v. governanti) provocata? 
Riuscirà questa Agenzia a resistere qualche attimo in più rispetto all’AIPA, poi CNIPA ed ancora DigitPA a cui va il record di minor durata?
Non vi sembra che il tutto abbia il sapore di una semplice presa in giro con modifiche solo apparenti e nominative che non cambiano mai la sostanza? 
Ma insomma questa innovazione la vogliamo o no? O ne vogliamo solo parlare?

Intervista al Privacy Day 2012

Nel corso dell'evento Privacy Day 2012 ho rilasciato un'intervista dove parlo dei principali rimedi azionabili dal cittadino in caso di violazione della normativa sul trattamento dei dati personali. 
Buona visione

sabato 9 giugno 2012

Garante Privacy, c’è molto da rivedere!!!

Ho letto questo articolo su quanto sia accaduto presso l’Autorità Garante in questi sette anni ed ovviamente ho collegato questa notizia immediatamente a ciò che è successo nei giorni scorsi in merito alla nomina dei membri dell’Autorità. 
Credo che tutti noi dobbiamo correggere il tiro sulle critiche e dobbiamo augurarci a questo punto non solo una maggiore competenza dei componenti dell’Autorità, ma anche e principalmente una maggiore correttezza ed oculatezza nella gestione delle attività avuto riferimento all’aspetto economico per nulla secondario. 
Se risponde a verità quanto sostenuto dal giornalista è davvero scandaloso che un’Autorità indipendente (che poi di indipendente ha ben poco) sperperi soldi pubblici in questo modo a prescindere dalle effettive competenze. Già i compensi come sempre sono eccessivi, ma che senso ha prevedere dei rimborsi spese così elevati e svolgere attività del tutto inutili (il laboratorio privacy e sviluppo è sintomatico) che comportano solo ulteriori sprechi? 
Sinceramente non credo che con questi nuovi componenti le cose cambieranno ed è questo il male del nostro paese!!!

venerdì 1 giugno 2012

Agenzia delle entrate: l’accertamento è dietro la porta, ma è legittimo?

Se ne era parlato e nello spazio di poco tempo si è passati dalle parole ai fatti: ecco subito arrivare a 300.000 contribuenti una lettera vagamente minacciosa con cui si avvisa il malcapitato che “il suo reddito è incompatibile con le spese dichiarate”. 
Naturalmente il confronto riguarda la dichiarazione 2011 con le spese effettuate nel 2010 e la lettera ha il sapore di un vero e proprio avvertimento. 
In altri termini: o procedi con il ravvedimento operoso (ma di cosa?) oppure ti facciamo accertamenti. Un comportamento quello dell’Agenzia delle Entrate che appare un tantino inquisitorio e sinceramente presenta serie carenze motivazionali. 
Al fine di contestare ad un determinato soggetto una minima irregolarità devo averne le prove e non posso in questo modo sovvertire completamente l’onere probatorio senza tra l’altro effettuare una precisa contestazione. 
Inoltre perché l’Agenzia delle Entrate deve entrare così prepotentemente nella mia vita privata senza avere elementi precisi dalla sua parte? Insomma queste lettere rappresentano l’ennesimo capitolo di un libro che non vorremmo mai avere né scritto né letto e che rischia di mettere a dura prova uno dei baluardi più duri a resistere del nostro paese rappresentato proprio dalla certezza del diritto. Continuando su questa strada rischiamo di alimentare ancora di più un malcontento serpeggiante che le iniziative di equitalia già alimentano a dovere. 
Non è così che si combatte l’evasione!!! Sappiamo bene che in questo modo continuiamo a vessare sempre di più chi è corretto e paga le tasse, mentre i furbi continueranno ad evadere prendendosi gioco di questi strumenti che serviranno solo ad aumentare il già pesante contenzioso tributario.

domenica 20 maggio 2012

Tragedie in Italia: basta con questi opinionisti!!!

Sinceramente non ne posso più di trasmissioni tipo quella di Massimo Giletti, della Venier e molte altre ancora, dove i soliti opinionisti dotati di invidiabile "cultura poliedrica" dibattono sui più disparati argomenti facendo a gara su chi espone la riflessione più colta ed arguta. Fin quando si discute di amenità o di frivolezze, per quanto la cosa dia fastidio può anche essere tollerata, ma non posso accettare nella maniera più assoluta che gravi vicende come quella di Brindisi o il terremoto in Emilia che hanno visto vittime e famiglie disperate debbano essere oggetto di “inutili” salotti che non sono di alcuna utilità e non fanno affatto informazione. Anzi rappresentano un’assurda forma di speculazione della nostra cattiva televisione che non può e non deve essere tollerata. Lasciamo fare agli organi inquirenti il loro dovere, lasciamo in pace le famiglie colpite da queste tragedie e lasciamo fare ai giornalisti seri il loro lavoro. Evitiamo di essere invadenti e di entrare in casa degli italiani con dissertazioni di gente del tutto incompetente che spesso parla senza nemmeno rendersi conto di cosa stia dicendo.

giovedì 17 maggio 2012

Alitalia, ma cosa mi combini?

Tra il divertente e drammatico quanto mi è accaduto questa mattina con Alitalia e l’accaduto mi ha fatto riflettere sui limiti, non tanto di un sistema informatico, quanto degli uomini. 
Tempo fa ho prenotato presso l’agenzia di viaggio un volo A/R Napoli-Genova per la giornata di oggi, all’andata diretto mentre al ritorno con scalo a Roma. Ieri sono riuscito a fare il web check-in solo per Napoli-Genova in quanto per il ritorno Genova-Napoli con scalo a Roma veniva prodotta solo carta d’imbarco per Roma, ma non la successiva per Napoli. 
Imputando il tutto ad una problema di orario o comunque temporaneo, questa mattina prima ancora di partire sono andato al check-in dell’Alitalia a risolvere il problema. Con mia grande sorpresa dopo oltre 3/4 d’ora il personale non riusciva a risolvere l’incresciosa situazione sostenendo che dovevo “per forza” fare il check-in a Roma per Napoli poiché non era possibile fare altrimenti visto che il sistema informatico non lo consentiva (!!!). Quando ho ribattuto che avevo solo 30 minuti di tempo per il cambio Roma-Napoli e quindi il check-in sarebbe stato materialmente impossibile entro l’orario previsto per il volo, non hanno saputo dirmi nulla. 
Purtroppo domani mattina ho un impegno urgente in prima mattinata e quindi sono stato costretto a rinunciare alla partenza per evitare di rimanere bloccato a Roma in tarda serata con tra l’altro anche aggravio di spese di permanenza e relativo viaggio. 
Ovviamente ho segnalato questa situazione assurda all’Alitalia, non potendo un sistema informatico creare un simile disservizio, anche perché in questo modo diventerebbero impossibili molti voli con scalo. 
Secondo voi in questo caso chi sbaglia l’uomo o il computer? La domanda è provocatoria e la risposta scontata, ma gli errori dell’uomo rischiano di far diventare regresso ciò che è progresso e questo non lo possiamo consentire.

domenica 13 maggio 2012

Intervento al Privacy Day 2012

Il 9 maggio ho partecipato all'importante convegno organizzato da Federprivacy "Privacy Day Forum" con il contributo della mia associazione ANDIP e dell'Istituto Italiano Privacy. Il convegno, tenutosi ad Arezzo all'hotel Etrusco, è riuscito molto bene ed ha visto la partecipazione dei migliori esperti della materia nonché di diverse aziende specializzate. Il mio intervento ha avuto per oggetto la difesa del cittadino di fronte alle ricorrenti violazioni della disciplina in materia di trattamento di dati personali ed ho analizzato i principali strumenti di tutela. Buona lettura!!!

sabato 28 aprile 2012

Ricevete telefonate mute? Contattate l'ANDIP

Ultimamente stanno aumentando sempre di più le cd. telefonate pubblicitarie “mute” che in realtà non sono altro che malfunzionamenti di sistemi automatici di chiamata. 
Considerato che molti abbonati ci stanno segnalando la ricezione ripetuta e continua, a volte anche per 10-15 volte di seguito, di chiamate senza alcuna risposta, l'ANDIP (Associaziona Nazionale per la Difesa della Privacy) ha organizzato un servizio specifico per contestare e debellare questa fastidiosissima prassi delle società telefoniche. 
E' sufficiente, quindi, rivolgersi all'Associazione o telefonando ai numeri 0813799948 - 3935403198 oppure inviando un messaggio a difesaprivacy@yahoo.it. 
L'ANDIP raccoglierà tutte le segnalazioni degli utenti ed invierà all'Autorità Garante un intero dossier chiedendo un intervento immediato per fermare una volta per tutte queste telefonate, che la stessa Autorità ha considerato illegittime.

domenica 22 aprile 2012

Plagio su Internet con sorpresa

Davvero divertente un caso che è capitato ad un mio amico mediatore anche se nello stesso tempo mi ha fatto riflettere molto sui profondi cambiamenti culturali che ha comportato la diffusione di Internet. Ovviamente non potrò riferire né nomi né altre circostanze particolari. 
Il caso ha visto due giuristi scontrarsi sulla paternità di un’opera pubblicata su Internet per una nota casa editrice. 
Uno di questi giuristi che chiameremo Tizio ha contestato l’originalità dell’opera pubblicata da Caio su una rivista telematica, in quanto analoga allo stesso scritto che Tizio aveva pubblicato in precedenza sul suo blog e ne chiedeva quindi la rimozione immediata con conseguente risarcimento di danni morali e materiali. La questione è stata contraddistinta anche da antipatici episodi di rivalità tra i due giuristi che lasciavano intuire un’acredine piuttosto elevata. 
Il mediatore è riuscito a risolvere la questione facendo leva sul buon senso di tutti e la casa editrice, parte costituita in sede di mediazione di fronte a Tizio, ha accettato di pubblicare alcuni articoli di Tizio in cambio del totale rigetto da parte di Tizio di tutte le sue pretese. 
A questo punto, una volta risolta la questione il mediatore, per pura curiosità, si è posto il problema di capire chi in realtà avesse ragione in merito al contenzioso, anche se ovviamente questo non deve mai essere il proposito di un mediatore. 
Ebbene sapete cosa ha scoperto? 
Non aveva ragione nessuno. Difatti entrambi avevano plagiato un giurista straniero riportando fedelmente la traduzione in italiano del suo articolo. 
Questo è Internet nel bene e nel male.

sabato 21 aprile 2012

Facebook ed attività imprenditoriale

Il 19 aprile ho partecipato ad un interessante convegno su "Facebook e norme di diritto" organizzato dalla Camera Civile degli Avvocati di Belluno. La mia relazione ha analizzato i rapporti tra Facebook ed attività imprenditoriale con un occhio particolare ai primi conflitti di carattere commerciale.
Buona lettura!!!

eBook ''ODR: risoluzione alternativa on-line delle controversie''

Il grande sviluppo delle procedure di risoluzione alternativa delle controversie (ADR), che si è avuto negli ultimi tempi, ha inevitabilmente coinvolto anche le procedure di Online Dispute Resolution (ODR) che hanno avuto origine negli Stati Uniti e si sono diffuse notevolmente in ambito europeo. Con il presente lavoro vengono esaminati i principali strumenti di risoluzione alternativa delle controversie on‐line, con un occhio particolare ai paesi anglosassoni. Ci si sofferma anche sugli aspetti inerenti lo svolgimento concreto della procedura e sulla corretta stesura del regolamento di un Organismo di conciliazione che intende operare anche in ambito telematico.
L'e-book fa parte della collana giuridica curata dal sottoscritto su Altalex e dedicata all'informatica giuridica.

sabato 14 aprile 2012

Pubblicato il programma ufficiale del Privacy Day 2012


Il programma del 2° Privacy Day del 9 maggio 2012 è finalmente pubblicato in via ufficiale: una maratona non-stop densa di interventi di massima attualità per gli addetti ai lavori, con moltissimi ospiti di prestigio: decisamente un Privacy Day ancora più promettente della prima edizione, che già riscosse uno straordinario successo con oltre 400 presenze e l'apprezzamento delle istituzioni. Visualizza il programma ufficiale del Privacy Day 2012.
Dopo la presentazione della giornata e i saluti delle autorità, (è in attesa la conferma di chi svolgerà il ruolo di moderatore tra alcuni trai volti noti del giornalismo), inizierà il programma l’Avv. Valentina Frediani con l’intervento “Riformulazione del concetto di “interessato”: cosa cambia concretamente nelle aziende”, poi sarà il Dr. Andrea Chiozzi, Presidente di Metis Lab ad illustrare le “Semplificazioni Governo Monti: cosa cambia per le aziende dopo l’abolizione del Dps”. Ma si parlerà anche riguardo a “Privacy ed ispezioni: requisiti, modalità, esempi, sanzioni”, per poi passare “Alla scoperta del nuovo Garante: intervista all’ Authority in vista delle prossime sfide da affrontare “.
A seguire, il Colonnello Umberto Rapetto, Comandante del Gat, (Nucleo anti-frodi informatiche dalla Guardia di Finanza, aiuterà i partecipanti a “Conoscere le minacce che girano intorno ai dati per difendere la nostra azienda nell’era digitale”. E alla luce anche delle ultime vicende di cronaca, sarà di centrale interesse seguire l’Avv. Rosario Imperiali nella sua relazione ”Salute e paziente: due facce di un'unica medaglia”, cosi come l’Avv. Monica Gobbato che spiegherà quali sono “Le insidie che si celano nei social network nell’era della geo-localizzazione”. Invece, l’Avv. Marco Soffientini, Delegato Federprivacy per la provincia di Arezzo, dissiperà i dubbi degli addetti ai lavori su “Internet e posta elettronica aziendale: quando e come il lavoratore può essere soggetto a controlli da parte del datore di lavoro”.
Ma ci saranno anche relazioni su tematiche “fresche” che di recente sono entrate di petto nella sfera della protezione dei dati personali come “La protezione dei dati nell’era del mobile device: rischi e opportunità nell’uso di tablet e smartphone” a cura del Dr. Daniele Gombi, Fondatore e CEO di Polaris, nonchè membro della Consulta UNICT, e la “Distruzione sicura dei dati: la nostra privacy passa anche per i rifiuti”. E non poteva mancare nel programma una parte dedicata a l’ “Utilizzo di sistemi di videosorveglianza “intelligente”: al passo con i tempi, ma nel rispetto della normativa privacy”.
Ma si guarderà anche al prossimo futuro con la Dr.ssa Rita Di Antonio della Associazione Americana IAAP con l’intervento “Il Privacy Officer: ruolo chiave in azienda nell'era del 'big data'. Come prepararsi alle nuove regole in arrivo dalla Unione Europea”, e l’Avv. Luca Bolognini, Presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy che farà il punto della situazione su “Il Nuovo Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali: ultimi aggiornamenti da Bruxelles”. Per questi ultimi due interventi di prospettiva internazionale, sono anche attesi collegamenti in teleconferenza dall’estero.
E non è finita qui, in quanto nel pomeriggio Marcello Polacchini sviscererà le ultime modifiche apportate al Codice della Privacy con il tema: “Semplificazioni e abolizione del Dps: il rovescio della medaglia”. Sempre durante il pomeriggio, un altro ospite d’eccezione, l’Avv. Antonio Ciccia, affronterà l’argomento “Privacy & Condominio: problematiche da gestire per prevenire liti e contenziosi”.
Sarà poi la volta dell’Avv. Luca Giacopuzzi, con gli “Amministratori di Sistema: rischi e pericoli derivanti dall’inosservanza del Provvedimento del Garante”, e si parlerà anche di Legge 231 con “I modelli organizzativi con riguardo alle nuove tecnologie informatiche e alla tutela dei dati personali” nella parte condotta dal Dr. Matteo Colombo, Amministratore Delegato di Labor Project.
E sarà dato spazio anche alla tutela della nostra privacy come “privati cittadini”, con il Colonnello Rapetto che ci aiuterà a difendersi da “Furto d’identità, phising & truffe online: violazioni privacy di criminali a danno del cittadino”, e “Violazioni Privacy: strumenti di tutela a difesa del cittadino”, con il dott. Michele Iaselli, Presidente dell’Andip (Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy). E un argomento particolarmente delicato, a cura dell’Avv. Diego Fulco, sarà “Privacy & Ricerca clinica: i campioni biologici come fonte d’informazioni. Gli obblighi per la comunità scientifica. I diritti degli interessati donatori di materiale biologico”.
Nella parte conclusiva, sarà dato spazio anche a “Reputazione Online, strumenti di diffamazione e violazioni privacy di nuova generazione: come affrontare la sfida “ e “Telemarketing: strumento commerciale efficace, ma attenzioni ai limiti posti dal Garante della Privacy”, a cura dell'Ing. Mario Frullone, Direttore delle ricerche della Fondazione Ugo Bordoni, gestore del Registro delle Opposizioni.
La partecipazione all'evento è gratuita previa registrazione per l'accredito.

mercoledì 11 aprile 2012

Tutela delle libertà fondamentali del lavoratore


L’analisi della Giurisprudenza in materia di diritto del lavoro ci consente di porre attenzione a pronunce che statuiscono principi generali a cui riferirsi ogni qual volta ci si trovi di fronte ad un problema di tutela non solo dei diritti del lavoratore, ma anche delle sue libertà fondamentali.
Infatti, e’ stata oggetto di analisi anche la relazione tra il recesso del datore di lavoro a fronte di comportamenti del lavoratore ricondotti o riconducibili all'esercizio di diritti о libertà fondamentali. Le Sezioni Unite, intervenute sulla questione (Cass., sez. un., n. 5924 del 14 marzo 2011), hanno affermato che il rifiuto del lavoratore allo svolgimento della prestazione lavorativa a cui è tenuto, a fronte di inadempimenti del datore di lavoro lesivi di diritti fondamentali, sia consentito ove venga in rilievo un diritto proprio del lavoratore od altrui.
Ovviamente, il rifiuto a svolgere la prestazione deve configurarsi quale condotta idonea ed adeguata ad impedire la lesione - non altrimenti evitabile, ovvero evitabile in modo eccessivamente oneroso - del diritto oggettivamente minacciato.
Qualora si tratti, invece, della possibile aggressione di un diritto altrui, la minaccia, avente ad oggetto un'offesa ingiusta, deve avere i caratteri della concretezza e dell'attualità e il titolare del diritto inviolabile non deve avere prestato il proprio libero e legittimo consenso, anche in via implicita, a tale situazione.

Studio Martelli & Partners

martedì 10 aprile 2012

e-book: i contratti informatici con formulario


L’avvento dell’informatica e di Internet ha completamente rivoluzionato la vita della nostra società e la conseguente nascita di tante problematiche giuridiche nuove ha indotto molti studiosi ed operatori del diritto, nel silenzio talvolta preoccupante del legislatore, a rimeditare sui concetti di autonomia negoziale e contratto, concetti elaborati, attraverso lunga evoluzione storica, in relazione a trattative concluse di persona o a mezzo comunicazioni scritte.
Il presente volume curato dal sottoscritto ha un obiettivo ben preciso che è quello di fare il punto della situazione nello specifico settore dei contratti informatici o dell’informatica sorti con l'avvento della Rete. Si tratta di una categoria giuridica che sconta un’indeterminatezza provocata principalmente dalla continua evoluzione del mondo informatico rispetto al quale il mondo del diritto a fatica riesce ad adeguarsi.
Sono sorte, così, diverse figure contrattuali nuove che si sono prepotentemente affermate nella prassi quotidiana e che vengono specificamente esaminate sotto il duplice profilo dell’inquadramento giuridico e della normativa applicabile.
La materia dei contratti telematici è estremamente varia e si presta a continui aggiornamenti in linea con il progresso tecnologico e naturalmente con la nascita di nuove tecnologie che costituiscono oggetto di particolari ed innovative transazioni.
Tali caratteristiche rendono particolarmente opportuno anche il formulario con il quale ho cercato di tener presente le tipologie contrattuali di maggiore rilevanza fornendo in determinati casi anche più versioni di una medesima tipologia.
Il volume "I contratti informatici" fa parte della collana di Altalex eBook "Informatica Giuridica" diretta dal sottoscritto.

giovedì 29 marzo 2012

Privacy Day Forum 2012: evento chiave per rimanere al passo con i cambiamenti della data protection


La privacy nel nostro Paese sta vedendo una intensa concomitanza di eventi che, oltre al continuo cambiamento di scenari, pone molti dubbi su quelli che saranno gli ulteriori sviluppi nei prossimi mesi:
Le semplificazioni del Governo Monti con l’abolizione del Dps, il Regolamento Europeo che porrà per la prima volta nella storia della privacy una sola normativa contemporaneamente in vigore in tutti e 27 stati membri della UE, l’attuale Garante guidato da Pizzetti che chiude un settennato e un’epoca intensa di nuove sfide affrontate con gli interrogativi riguardanti il nuovo Collegio che verrà, per non parlare della miriade di nuove problematiche che riguardano la protezione dei dati personali rispetto alla prima epoca targata Rodotà quando la parola privacy significava giusto la tutela della sfera privata dell’individuo e molti documenti da firmare o da redigere.
Sembrano trascorsi secoli, eppure ora la privacy assume dimensioni globali, europee e non solo, le insidie girano intorno internet, social network in grado di geo-localizzare gli utenti comunicandolo ai propri contatti tra smartphone e tablet, il furto d’identità e reputazione online, marketing penetrante che stiamo vivendo con tecniche anche penetranti come la pubblicità comportamentale, con la biometria ei sistemi gps anche sui luoghi d lavoro, e la videosorveglianza alla quale appena abbiamo fatto in tempo ad abituarsi per vederla d’un tratto diventare “intelligente” in grado di riconoscere la morfologia del nostro volto, i nostri movimenti, o anche certi banali comportamenti. E tante altre nuove tematiche privacy emergono dal settore sanitario, dalle investigazioni e dalle indagini difensive, nonchè dalle aumentate necessità del cittadino di proteggersi dai continui agguati che gli sono tesi ad ogni angolo, in rete e in altri modi in passato considerati impensabili.
Tante domande a cui trovare risposta al Privacy Day che si terrà ad Arezzo il 9 maggio 2012, dove saranno presenti esponenti delle istituzioni, dello stesso Garante della Privacy della Guardia di Finanza, ma anche delle principali associazioni che si occupano di protezione di dati personali sul territorio nazionale ed internazionale, come l’Istituto Italiano per la Privacy, Federprivacy, l’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy e l’americana IAPP.
Con la privacy a un bivio decisivo, Privacy Day 2012 da non mancare per non rischiare di perdere la strada giusta propria mentre la svolta è in corso!
La partecipazione è gratuita previa richiesta di accredito, sui siti www.privacyday.it, www.federprivacy.it, e www.corriereprivacy.it
Riferimenti: Nicola Bernardi - press@federprivacy.it – 335-1473333

eHealth Conference alla quarta edizione


La quarta edizione della eHealth Conference, organizzata da edisef (www.edisef.it), si terrà a Roma il prossimo 18 aprile 2012 presso l'ATA Hotel di Villa Pamphili.
Lo scopo del convegno è quello di esaminare la situazione attuale della informatizzazione sanitaria e dello stato raggiunto in Italia, analizzando i processi innovativi e le future tecnologie anche attraverso esperienze sul campo e casi d’uso. Nel corso del convegno verrà presentato il risultato di un progetto di ricerca - svolto in collaborazione con il Complesso Ospedaliero San Giovanni Addolorata di Roma e il Centro Ricerche Themis - volto a valutare il livello di conoscenza del servizio di telemedicina tra i cittadini, con l’obiettivo di promuoverne la diffusione e di migliorarne la qualità. Inoltre la manifestazione ospiterà i corsi di approfondimento organizzati da AIIC - Associazione Italiana Ingegneri Clinici – in vista del XII Convegno Nazionale AIIC dal titolo "Le tecnologie per il Paziente: affrontare l'emergenza, gestire il quotidiano, valutare l'innovazione" che si svolgerà presso la Scuola Ispettori della Guardia di Finanza de L’Aquila nei giorni 19-21 aprile 2012.
Nel corso delle due sessioni plenarie - una mattutina e una pomeridiana - verranno approfonditi i temi riconducibili a quattro distinte aree tematiche:
Normativa, certificazione e standard
Scenari di standardizzazione La conservazione digitale dei documenti Standard e Certificazione (HL7, IHE, DICOM, CEN) Il quadro normativo e la tutela della riservatezza.
Dematerializzazione in sanità
Fascicolo Sanitario Elettronico: infrastruttura tecnologica e interoperabilità Europea e Nazionale (Patient Summary e ePrescription), Servizi in rete per MMG/ PLS - FSE regionale, Digitalizzazione del ciclo prescrittivo (certificati di malattia e ricette online), Servizi online (referti e pagamenti ticket).
L’identità digitale in sanità
L’identità digitale e la sicurezza Strumenti per l’identità digitale per cittadini (CIE, CNS, Tessera Sanitaria, CRS), Casella elettronica unificata del cittadino, firma digitale e la firma elettronica avanzata.
Il punto sull’innovazione digitale in sanità
Iniziative istituzionali in materia di sanità elettronica Il quadro europeo (Digital Agenda) Il Piano e-Gov 2012 La telemedicina e i sistemi di assistenza domestica.
I partecipanti troveranno, nell'ampia area espositiva della conferenza, un luogo ideale di incontro e confronto con manager e professionisti, per conoscere da vicino le migliori tecnologie disponibili sul mercato e le principali iniziative adottate. L’evento costituirà l’occasione per creare un indispensabile collegamento fra tutti gli attori coinvolti nel mondo dell’innovazione digitale in sanità. Il successo delle tre precedenti edizioni ha definitivamente consacrato l’evento quale appuntamento formativo imprescindibile per gli operatori della sanità elettronica.
Saranno presenti operatori di Assessorati Sanità, Associazioni regionali, Aziende di settore, Aziende ospedaliere, Aziende Unità Sanitarie Locali, Aziende universitarie, policlinici, Case di cura, case di riposo, Consulenti, IRCCS, Ministero della Sanità, Provveditori ed Economi, RSA Residenze Sanitarie Assistenziali, System Integrato.
L’ANDIP è tra i patrocinatori dell’evento.

sabato 17 marzo 2012

Licenziamento per illecito disciplinare anche in assenza di affissione pubblica

Una recente pronuncia della Corte di cassazione accende il faro su alcune aree di non tutela per il lavoratore dipendente. Infatti, in caso di licenziamento disciplinare, materia spinosa nel diritto del lavoro, la fattispecie esaminata con la sentenza n. 3060/2012 afferma che il soggetto che si assenta senza giustificazione dal lavoro per ben cinquanta giorni è suscettibile di legittimo licenziamento anche se non è stato affisso il codice disciplinare.
Infatti, precisa la Corte che la garanzia di pubblicità del codice disciplinare mediante affissione in luogo accessibile a tutti si applica al licenziamento disciplinare soltanto quando questo sia intimato per specifiche ipotesi di giusta causa o giustificato motivo previste dalla normativa collettiva o validamente poste dal datore di lavoro, e non anche quando faccia riferimento a situazioni giustificative del recesso previste direttamente dalla legge o manifestatamente contrarie all’etica comune o concretanti violazione dei doveri fondamentali connessi al rapporto di lavoro ovvero all’inserimento del lavoratore nella struttura e nell’organizzazione dell’impresa del datore di Lavoro (v. anche Cass. 18 agosto 2004 n. 16291 e Cass.14 settembre 2009 n. 19770).

Studio Martelli & Partners

martedì 13 marzo 2012

Pizzetti attacca il Governo: finalmente Presidente!!!


Nel corso della presentazione al Senato del volume “Sette anni di protezione dati in Italia” il Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali prof. Francesco Pizzetti giunto ormai a fine mandato, mette da parte il suo proverbiale riserbo e critica in modo molto severo l’attuale normativa sulla trasparenza in materia di controlli fiscali apostrofando la stessa come tipica di uno Stato anti-democratico. Parole forti quelle del prof. Pizzetti che lasciano trasparire la grande delusione dell’Autorità per una politica divenuta ormai insensibile a tematiche come la privacy, nell’intento di favorire una ripresa economica anche a danno di valori di rilevanza costituzionale come la libertà e la dignità dell’uomo.
Tutto, o quasi tutto ormai giustifica la realizzazione dei propri fini è questo il messaggio che sta lanciando l’attuale governo e naturalmente il Garante non può che essere preoccupato. La lotta all’evasione fiscale, indubbiamente sacrosanta, viene realizzata attraverso strumenti troppo aggressivi (vedi redditometro, spesometro) che vanno sempre più ad indagare nella vita privata degli individui fondandosi sul presupposto di una generale illiceità. In tal modo vengono, quindi, ribaltati quelli che dovrebbero essere i principi fondamentali di uno Stato democratico.
Dure le parole di Pizzetti anche nei confronti dei recenti Decreti sullo sviluppo, in materia di semplificazioni, che hanno contribuito a scardinare notevolmente la normativa sulla privacy eliminando importanti misure (DPS) che avevano il grande privilegio di mantenere alta l’attenzione del mondo imprenditoriale su argomenti come la protezione dei dati personali a tutela di noi cittadini.
Di fronte a queste esternazioni del presidente Pizzetti ho naturalmente provato una grande soddisfazione e come presidente dell’ANDIP mi sono sentito orgoglioso, visto che da tempo sostengo, in perfetta solitudine, queste battaglie, di condividere le argomentazioni del Garante.
Ma ormai è troppo tardi!!! Che senso ha presidente Pizzetti sollevare solo adesso questo polverone? Bisognava agire prima in chiave preventiva e lei come Garante aveva tutti i diritti, anzi il dovere di farlo, esercitando una prerogativa prevista dalla legge!!! Invertire adesso la tendenza è davvero dura, anzi è impossibile!!! Oggi qualsiasi intervento governativo ormai è giustificato dalla ragion di Stato che rischia di relegare il nostro paese all’ultimo posto per il livello di tutela dei diritti dell’uomo.

domenica 4 marzo 2012

DPS o non DPS? Che fare entro il 31 marzo?


Come è noto il Decreto Legge 9 febbraio 2012 n. 5 pubblicato sul Supplemento n. 27 alla Gazzetta Ufficiale del 9 febbraio 2012 n. 33 ha eliminato l’obbligo di redazione del DPS e già molte imprese e professionisti (gli enti pubblici sicuramente avvertono meno il problema) si chiedono cosa fare entro il 31 marzo 2012 termine ultimo per la predisposizione del DPS quando lo stesso era previsto come obbligo.
Fare o non fare il DPS? Cosa succede se poi questa importante innovazione prevista nel DL non dovesse passare in sede di conversione?
Sono indubbiamente interrogativi leciti anche se prevedo che, almeno al momento, non vi sono molte possibilità per clamorosi colpi di scena per cui l’eliminazione dell’obbligo dovrebbe rimanere.
Comunque, per mettersi al riparo da qualsiasi sorpresa, sarebbe opportuno che per quest’anno si appronti comunque il DPS almeno fino a quando era previsto l’obbligo e cioè fino all’8 febbraio. Indubbiamente, però, a prescindere dal dato normativo sappiamo bene che ad essere eliminato è un obbligo di redazione, ma non esiste certo un divieto di predisposizione del DPS o di altro documento similare che in ogni caso, anche se non più con riferimento alle varie disposizioni del disciplinare, potrà sempre essere considerato un utile documento di sintesi sullo stato di sicurezza dell’impresa o del professionista.
Anzi ritengo che ai fini della predisposizione di un’efficace piano di disaster recovery un simile documento potrebbe essere estremamente utile ed è consigliabile per un’efficace politica di sicurezza. Non lo chiameremo DPS, non avrà quell'impostazione specifica, ma a prescindere dal nome ciò che conta è la sua effettiva utilità.
Altro discorso è poi il futuro di una simile disposizione che verrà di certo spazzata via dall’avvento del nuovo regolamento europeo.

La PEC in ambito societario


Continuano ad essere piuttosto tormentate le vicende normative legate alla Posta Elettronica Certificata (PEC) e la proroga concessa dal Ministero dello sviluppo economico con la circolare del 25 novembre 2011 alle società ai fini della comunicazione dell’indirizzo PEC al Registro delle Imprese è sintomatica in merito alle difficoltà incontrate a livello governativo per la diffusione di questo strumento sia in ambito pubblico che privato. Su Altalex l'approfondimento in materia.

Confisca per i reati informatici


La legge 15 febbraio 2012, n. 12 nel disciplinare nuove misure per il contrasto ai preoccupanti fenomeni di criminalità informatica prevede al primo comma un’importante modifica dell’art. 240 del c.p. introducendo la confisca dei beni e degli strumenti informatici o telematici per tutti i reati informatici. Su Altalex il commento.

Cassazione: accesso abusivo ai sistemi informatici o telematici


Le Sezioni unite penali della Corte di Cassazione con la sentenza 7 febbraio 2012, n. 4694 hanno risolto una complessa questione interpretativa inerente la configurabilità del reato di accesso abusivo ai sistemi informatici o telematici che da tempo divideva diverse Sezioni della medesima Corte. Su Altalex il mio commento.

giovedì 1 marzo 2012

Sicurezza sul lavoro e pluralità di posizioni di garanzia


La sicurezza del personale subordinato e dipendente è un tema caldo del diritto del lavoro che presenta innumerevoli sfaccettature. Oggi possiamo analizzare le posizioni ed i ruoli del datore di lavoro e del capo cantiere, le quali comportano la titolarità di autonome posizioni di garanzia, atteso che, sono egualmente destinatari, seppure a distinti livelli di responsabilità, dell'obbligo di dare attuazione alle norme dettate in materia di sicurezza sul lavoro.
Ciò in conformità al principio secondo cui, se più sono i titolari dell'obbligo di impedire l'evento, ciascuno é per intero destinatario dell'obbligo di tutela imposto dalla legge fino a quando si esaurisce il rapporto che ha legittimato la costituzione della suddetta posizione di garanzia.
Se per esempio vogliamo passare ad esaminare un caso specifico, ossia il caso di lesioni colpose aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica in danno di un lavoratore dipendente per omessa informazione dei rischi specifici inerenti all'attività lavorativa di posa in opera di tubazioni per fognatura e per omessa adozione di qualsivoglia opera provvisionale antismottamento volta ad impedire i prevedibili franamenti del terreno argilloso in cui l'operaio infortunato prestava l'attività lavorativa, possiamo fare riferimento a pronunce giurisprudenziali secondo cui, anche di recente, è stata esclusa l'abnormità della condotta del lavoratore infortunato.
Infatti, il mancato rinvenimento nel cantiere di tutte le strumentazioni e gli apparati nonché strutture che avrebbero dovuto salvaguardare il lavoratore e che sono imprescindibili nel caso specifico, consente di per sé che venga attivata la posizione di garanzia non solo del datore di lavoro, che assegna il lavoratore a determinate mansioni, ma anche del capo del cantiere, che deve avere perfetta conoscenza di tutte le esigenze di sicurezza, a prescindere dalle condotte dei lavoratori.

Studio Martelli & Partners

martedì 28 febbraio 2012

La “nuova” privacy di Google


Già da diversi giorni siamo letteralmente invasi da messaggi di google via web, mail e su tutti i canali del provider dove il colosso del web annuncia le nuove regole della privacy che, guarda caso, sono “particolarmente” rispettose dei diritti degli utenti. Copione per la verità già visto con Facebook e che probabilmente rivedremo chissà quante altre volte.
Chi di voi crede nella nuova moralità di Google? E chi ha mai creduto nella privacy di Facebook? E’ recentissima la notizia delle perplessità dell’Unione Europea su questo cambio di indirizzo di Google ed anche il nostro Garante non si fida.
Bè sono diversi anni che mi interesso di privacy e mi meraviglio non poco di queste perplessità e dubbi delle massime Autorità Europee della protezione dei dati personali.
Ma altro che dubbi, queste sono certezze!!! Come si può pensare che in questo particolare periodo storico colossi come Google, Facebook, Yahoo! possano rinunciare all’immenso patrimonio che hanno a loro disposizione costituito da milioni di dati personali spendibili per soddisfare le esigenze di marketing di milioni di aziende?
Mi sembra davvero un’assurdità. E’ chiaro che questa grande pubblicità del cambiamento serve per illudere su una trasformazione che non potrà mai esserci, anche se si farà di tutto per farla sembrare tale. Provider come Google mettono a disposizione degli utenti tantissimi servizi e sarà fin troppo facile ottenere il consenso ad utilizzare i dati personali dei navigatori in cambio di qualche utile applicazione. Non possiamo pensare che Google non approfitti della situazione.
Il problema è che questo consenso non sarà sempre consapevole. Spesso sarà conseguente ad un’informativa non troppo chiara o comunque troppo generica. Ma questi sono particolari!!! L’importante è che passi un’immagine cambiata che altro non è che lo specchio di una falsa moralità figlia di inevitabili interessi economici che non possono sfuggire a spregiudicati imprenditori.
Eppure sono convinto che molti utenti pur di ottenere i servizi di google darebbero il loro consenso in ogni caso, anche in presenza di un'informativa chiara e sincera. Ed è proprio questo il paradosso: per ottenere troppo talvolta si perde di vista la possibilità di un facile traguardo forse ......troppo facile.

giovedì 23 febbraio 2012

E-book: privacy e videosorveglianza


Di recente ho scritto un e-book in materia di privacy e videosorveglianza pubblicato per la mia collana dedicata all’informatica giuridica presente su Altalex.
Ho ritenuto opportuno scrivere qualcosa in merito poiché negli ultimi tempi e principalmente a seguito del provvedimento generale dell’Autorità Garante del 2010, la materia della videosorveglianza ha assunto una notevole rilevanza per le diverse implicazioni in tema di privacy che essa comporta. Uffici pubblici, Enti locali, scuole, ospedali, aziende, banche, condomini, si rivolgono spesso al Garante per la protezione dei dati personali per chiedere chiarimenti, pareri, verifiche preliminari in merito all’installazione di impianti di videosorveglianza che oggi come oggi rappresentano una delle principali misure da adottare per garantire un minimo di sicurezza alla propria attività sia pubblica che privata.
L’obiettivo dell’e-book è proprio quello di fare il punto della situazione in materia con un occhio particolare all’ultimo provvedimento generale del Garante ed alla vasta casistica sia dell’Autorità che della Suprema Corte.
Completa l’e-book un formulario dal valore puramente indicativo che ha per oggetto policy, informative, regolamenti e dichiarazioni.

mercoledì 15 febbraio 2012

lllegittimo il licenziamento del dipendente sostituito da un collaboratore a progetto per ridurre i costi


Una recente pronuncia della Corte di Cassazione, n. 755 del 19.01.2012, porta a soffermarci su di un aspetto interessante in materia di diritto del lavoro.
La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha stabilito che è illegittimo il licenziamento di un lavoratore se l’azienda lo sostituisce con un collaboratore a progetto, allo scopo di ridurre i costi del lavoro.
Tale necessità non può giustificare il recesso, se alla base dello stesso vi sono insussistenti ragioni attinenti ad una generica e scarsamente individuabile esigenza di riorganizzazione dell’attività.
Nella sentenza citata l’azienda coinvolta in giudizio non aveva avuto una diminuzione consistente delle commesse, decidendo però di affidare il servizio svolto dal dipendente licenziato a un co.co.pro al solo fine di ridurre il costo del lavoro che, a suo dire, era diventato insostenibile.
Nel caso che qui si commenta erano state addotte ragioni di carattere organizzativo che imponevano il licenziamento mentre nella realtà dei fatti questo non era assolutamente vero: detto comportamento non solo priva il lavoratore delle garanzie e delle tutele a lui spettanti, ma devia e snatura la ratio stessa del contratto a progetto, che, non potendo rappresentare un escamotage al servizio del datore di lavoro, è invece uno strumento di incentivazione ad utilizzare profili di professionisti anche al di fuori del contratto a tempo indeterminato.

Studio Martelli & Partners

sabato 4 febbraio 2012

Stop alla Censura "fai da te" in Rete: e quando si fermerà l’ipocrisia sulla Rete?


E’ stata cassata la proposta dell'On. leghista Fava. Gli hosting provider non saranno obbligati a rimuovere i contenuti illeciti sulla semplice segnalazione di un soggetto privato.
Vinta un’ulteriore battaglia in nome della libertà della rete, ma non è il caso di cantare vittoria poiché sono in arrivo numerose proposte ed iniziative volte a regolamentare o meglio “imbrigliare” la Rete in maglie sempre più strette.
Del resto la tendenza internazionale è evidente ed al fine di tutelare gli interessi economici delle grandi major discografiche e cinematografiche viene scomodata persino l’FBI che ha chiuso i grandi circuiti di storage per eccellenza come megaupload, megavideo che consentivano di scaricare agevolmente film e contenuti protetti dal diritto d’autore o anche la visione in streaming degli stessi film.
Appare difficile, quindi, che l’Italia possa salvarsi da una simile ondata di “finto” perbenismo che sta coinvolgendo la comunità internazionale. Finto perché è evidente la contraddittorietà di azioni di censura così forte nei confronti di servizi esistenti da anni e, diciamo la verità, tutti quanti noi ci chiedevamo come fosse possibile l’esistenza indisturbata di questi grandi circuiti illegali noti a livello internazionale.
La risposta è facile ed è la stessa che ha coinvolto il file sharing: gli stessi grandi produttori cinematografici, discografici non hanno voluto combattere per molto tempo questi servizi illegali considerati ottimi strumenti promozionali, di marketing, ecc. Poi quando evidentemente si è perso il controllo della situazione (cosa piuttosto facile con la Rete) sono nate le prime azioni conflittuali che come abbiamo visto hanno coinvolto persino agenzie governative (della serie quando si vuole una cosa la si ottiene in qualsiasi modo).
Sinceramente sono stanco di questa ipocrisia che sta coinvolgendo la Rete ormai da diversi anni e mi sento preso in giro come persona e come utente. Sono convinto che nello spazio di poco tempo sorgeranno dal nulla altri servizi di download, upload simili ai precedenti e tutto ricomincerà daccapo.
Si è capito che non è possibile regolamentare Internet nel suo complesso, ma almeno cerchiamo di essere coerenti ed evitare speculazioni che coinvolgono uno degli strumenti più liberi (almeno a livello potenziale) che l’uomo abbia mai concepito.