domenica 31 luglio 2011

Un sondaggio sul Registro Pubblico Delle Opposizioni


Funziona già da mesi ed è stato annunciato come la soluzione contro il telemarketing selvaggio. Sarà vero? Ho deciso, quindi, di lanciare questo sondaggio sul funzionamento del Registro Pubblico delle Opposizioni per sapere se effettivamente si sta ottenendo qualche risultato o meno.
Analogo sondaggio è stato lanciato dall'ANDIP (www.difesaprivacy.it) l'Associazione che presiedo.

lunedì 25 luglio 2011

Arrivano nuovi hackers non proprio...etici


Leggo su Repubblica http://www.repubblica.it/cronaca/2011/07/25/news/attacco_cnaipic-19587826/?ref=HRER3-1 che i server della polizia italiana sarebbero stati hackerati. Un gruppo di pirati informatici definitosi Lulzsec - già responsabile di attacchi a colossi come Sony e Cia ha comunicato di essere penetrato all'interno dei server del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della polizia italiana trafugando migliaia di documenti di ogni tipo. Ciò che maggiormente preoccupa è che il gruppo ha annunciato l'intenzione di mettere tutti i documenti online e ne ha già pubblicata una piccola parte, poco più dell'1%.
Come avevo già anticipato http://micheleiaselli.blogspot.com/2010/11/wikileaks-il-sapore-di-una-beffa.html il fenomeno wikileaks fa sentire il suo effetto e già altri personaggi si preparano per scatenare battaglie mediatiche sul web che nella maggior parte dei casi sono tali più nella forma che nella sostanza. Troppo vivo è il desiderio di “colpire” la pubblica opinione, di far sentire la propria forza, di essere protagonisti ed indubbiamente Internet fornisce gli strumenti giusti per alimentare le aspirazioni di genialoidi senza scrupoli.
La morale di tutto ciò è che i livelli di sicurezza informatica purtroppo sono ancora troppo bassi e specialmente gli enti pubblici sono estremamente esposti e vulnerabili ad attacchi di hackers non proprio etici.
Non esiste più ormai la figura dell’hacker di “nobili principi”, per la verità molto discutibili, che penetra il sistema informatico solo per dimostrare la vulnerabilità dello stesso. Adesso chi agisce in tal senso lo fa per una finalità ben precisa che è quella di segnalarsi al mondo intero come colui che è riuscito in un’epica impresa ed è stato in grado di rilevare un marcio che sarà sempre e solo annunciato, ma mai effettivamente provato.

domenica 17 luglio 2011

Caso About Elly: Giustizia è fatta!!





Come è noto con ordinanza del 22 marzo 2011 il Tribunale di Roma aveva inibito a Yahoo! la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico sul film "About Elly" mediante il collegamento a mezzo dell'omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l'opera, diversi dal sito ufficiale del film.
Le decisione aveva fatto gridare allo scandalo in quanto penalizzava l'intero meccanismo di funzionamento di Internet, che fondamentalmente si regge sui richiami ipertestuali ed aveva configurato una "pericolosa" responsabilità degli Internet Provider.
Adesso e per la precisione l'11 luglio 2011 la Sezione Specializzata di proprietà intellettuale del Tribunale di Roma ha completamente ribaltato le conclusioni cui era pervenuto il precedente giudice e revocato la citata ordinanza, accogliendo integralmente le richieste formulate da Yahoo.
Il Tribunale di Roma ha innanzitutto precisato che nella definizione delle controversie relative alla responsabilità degli intermediari della comunicazione per violazione di diritti di proprietà intellettuale perpetrate da parte dei loro utenti è fondamentale ricordare che la vigente disciplina europea e nazionale in materia di tutela del diritto d’autore, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, attribuisce valore preminente al rispetto delle esigenze di promozione e tutela della libera circolazione dei servizi della società dell’informazione.
Inoltre, nel rispetto del principio di certezza del diritto e delle stesse norme di carattere processuale, il titolare dei diritti che chiede all’intermediario della comunicazione, o al giudice di ordinare all’intermediario della comunicazione, di rimuovere un determinato contenuto o di renderlo inaccessibile, è tenuto ad individuare puntualmente l’URL del contenuto medesimo non essendo sufficiente un generico riferimento a talune tipologie di contenuti, come nel caso di specie e deve dimostrare puntualmente non solo la titolarità del proprio diritto, ma anche il carattere abusivo degli altrui atti contestati.

E' possibile leggere un primo commento molto interessante di Guido Scorza sulla rivista LeggiOggi.it all'indirizzo http://www.leggioggi.it/2011/07/14/yahoo-la-legge-e-uguale-per-tutti-anche-per-elly/.

domenica 10 luglio 2011

Spotify: il cloud nella musica



In arrivo negli Usa il nuovo servizio musicale denominato "Spotify". Il sistema su cui si fonda questo servizio è piuttosto semplice e sfrutta le potenzialità del cloud computing. Si tratta di 13 milioni di brani musicali sempre a disposizione di tutti che possono essere utilizzati senza alcun download.
In Italia questo servizio non è ancora disponibile, mentre in altri paesi europei, come Regno Unito, Francia, Spagna, e Svezia dove è nato, ha un successo enorme.
Ovviamente il successo del servizio è stato possibile grazie agli accordi con le major e con le etichette indipendenti, che hanno garantito un catalogo musicale enorme, anche se non sempre completo.
Spotify è un servizio sostanzialmente gratuito che però sfrutta i vantaggi della Rete, difatti di base è possibile iniziare ad utilizzare il servizio senza alcun onere rispettando un limite di ascolto di 20 ore al mese ed accettando di visionare la pubblicità.
Naturalmente, nel pieno rispetto delle caratteristiche di molti servizi presenti su Internet, se si vogliono eliminare queste limitazioni bisogna pagare una sorta di abbonamento che a seconda dei piani previsti va da 4,99 sterline o 9,99 sterline al mese.
Il servizio in argomento rappresenta solo una delle possibili applicazioni del cloud computing che, nel pieno rispetto del diritto d'autore, è in grado di garantire agli utenti la possibilità di accedere a file musicali gratuitamente o comunque a costi minimi.
Credo che questa debba essere considerata la nuova frontiera di Internet, dando spazio a servizi che sfruttando le caratteristiche della Rete possano fornire indubbi vantaggi agli utenti senza violare diritti di terzi. In questo modo sarà possibile superare anche le annose problematiche legate alle regolamentazioni della Rete che mai potranno essere risolte efficacemente.

mercoledì 6 luglio 2011

Chi ha introdotto il termine mediaconciliazione?


Spesso i giornalisti creano delle terminologie del tutto fuorvianti che, per quanto ad effetto, spesso finiscono solo per fare confusione.
E’ il caso appunto della mediaconciliazione, terminologia del tutto impropria adottata per definire il ben noto istituto della mediazione civile e commerciale.
Difatti il nome mediaconciliazione, oltre ad essere sconosciuto alla legge ed al Ministero della Giustizia, risulta fuorviante e privo di attinenza. Anche perchè il prefisso “media-” riguarda prevalentemente il mondo dei mezzi e delle aziende di (tele)comunicazione, ma non quello del diritto. Es. (mass)media, mediateca, ma anche Mediaset, Mediaworld, ecc.
A questo punto mi domando: chi è che per primo ha introdotto tale termine? Perché ancora adesso tutti si ostinano ad utilizzare questo termine così infelice?

martedì 5 luglio 2011

No al Bavaglio ad Internet – La notte della Rete



Oggi 5 luglio, a 24 ore dall'approvazione della Delibera definita "ammazza-Internet", i blogger italiani, artisti, esponenti della rete, leader politici, cittadini e utenti del web si troveranno a Roma dalle 17.30 alle 21 per una no-stop contro il provvedimento alla Domus Talenti a Roma ( via delle Quattro Fontane, 113).
L'evento è stato promosso dalle seguenti associazioni: Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider-Confcommercio, Avaaz.org, Popolo viola, Radicali italiani, Studio Legale Sarzana & Associati, Valigia blu.
La manifestazione contesta la Delibera dell'Agcom che, sul modello francese, intende creare una sorta di censura del web attribuendo poteri di controllo alla stessa Autorità sui contenuti dei siti web che, se in contrasto con le norme a tutela del diritto d'autore, dovranno essere immediatamente rimossi entro 48 ore dalla contestazione. In caso contrario, dopo un sommario accertamento, i contenuti in questione verranno immediatamente bloccati e resi irraggiungibili su disposizione dell'Agcom.
Questi provvedimenti, purtroppo, sono una chiara conseguenza del grosso problema rappresentato dalla mancanza di regolamentazione della Rete che può dar luogo ad eccessi come questo, ma che al contrario nemmeno può consentire un totale arbitrio degli utenti di Internet. Si tratta di una questione da tempo dibattuta che merita una soluzione definitiva, che tarda ad arrivare a causa delle inevitabili ripercussioni, principalmente, di natura internazionale che si vengono a creare.
Ovviamente, però, non è possibile pensare di risolvere un problema così grande con un semplice provvedimento amministrativo, che per quanto derivante da un'Autorità indipendente non fornisce quelle necessarie garanzie di trasparenza e difesa proprie di ogni democrazia degna di questo nome.