mercoledì 21 dicembre 2011

Natura contrattuale della responsabilità del datore di lavoro in tema di sicurezza


Nello studio legale Martelli di Roma accade spesso di trovarsi a dirimere controversie in merito alla responsabilità del datore di lavoro quando si tratti di sicurezza del lavoratore. Molteplici pronunce giungono in soccorso per chiarire che, in caso di violazione di obblighi di sicurezza, il datore di lavoro risponde ai sensi dell’art. 2087 c.c. e detta responsabilità va inquadrata nell’ambito contratto.
Infatti, anche recentemente è stato affermato che l’art. 2087 c.c. costituisce norma di chiusura del sistema infortunistico che obbliga il medesimo datore di lavoro a tutelare l’integrità psico - fisica dei propri dipendenti imponendogli l’adozione di tutte le cautele necessarie a preservare il bene della salute nell’ambiente ed in costanza di lavoro.
Si evidenzia la natura contrattuale di codesta responsabilità laddove il riparto degli oneri probatori nella domanda risarcitoria da infortunio sul lavoro si ponga sullo stesso piano di quello previsto dall’art. 1218 c.c. in ordine all’adempimento delle obbligazioni.
Pertanto il lavoratore che agisce per il risarcimento del danno deve allegare e provare l’esistenza dell’obbligazione lavorativa, l’esistenza del danno e il nesso causale tra quest’ultimo e la prestazione, mentre il datore di lavoro deve provare la dipendenza del danno da causa a lui non imputabile, ossia da caso fortuito o da forza maggiore e di avere adempiuto interamente all’obbligo di sicurezza apprestando tutte le misure per evitare il danno.

Studio Martelli & Partners