martedì 25 ottobre 2011

Lo spamming non è reato




Di recente ho commentato su Altalex un’interessante sentenza della I sez. della Corte di Cassazione che richiamando un proprio precedente indirizzo giurisprudenziale (sentenza 30 giugno 2010, n. 24510), ritiene che nel caso di spamming non possa configurarsi l’applicabilità dell’art. 660 c.p. che punisce le molestie o disturbi alle persone, per cui, anche se odiosa, la pratica della spamming non è qualificabile come reato.

Con l'occasione non posso fare a meno di rilevare in tale sede alcune critiche che mi sono state mosse circa l'applicabilità dell'interpretazione estensiva da parte della Corte di Cassazione.

Comprendo bene tali critiche (che però dovrebbe essere non diffamatorie, firmate e non anonime) e purtroppo devo dedurre di non essere stato ben compreso, nonostante sia stato piuttosto circostanziato. Secondo il sottoscritto, al di là della necessità di modifiche di carattere normativo, un qualsiasi organo giurisdizionale dovrebbe essere al passo con i tempi e quindi tener conto della nuova realtà tecnologica che è imprenscindibile. Lo stesso concetto di molestia, quindi, non può più essere inteso come era concepito 50 anni fa.

Devo poi far rinvio alle differenze basilari tra interpretazione letterale, estensiva ed analogia che evidentemente non sono molto chiare in chi fa determinati commenti e che hanno un fondamento molto razionale.

La rete per questo è bella perché dà la possibilità a tutti di scrivere!!!!