sabato 10 settembre 2011

we-gov: cos'è?


Lo chiamano we-gov ed è il fenomeno del momento, ma in realtà non è altro che un’evoluzione della cd. e-democracy alla luce del web 2.0.
Tutti i cittadini oggi partecipano sempre più alle scelte politiche del paese con i loro commenti ben visibili e talvolta molto pittoreschi che è possibile leggere sui social network. Anche i politici (v. Obama) ormai hanno capito l’importanza del web ed hanno una loro pagina su Facebook o su altri social network anche più professionali dove informano gli “amici” su tutte le iniziative in corso e mantengono viva l’attenzione dell’elettorato.
A livello normativo un' importante conseguenza della digitalizzazione degli uffici pubblici è la possibilità, prevista dall’art. 4 del codice dell’amministrazione digitale, per cittadini e imprese di accedere ai documenti e partecipare al procedimento amministrativo grazie all’uso dei nuovi strumenti informatici. L’art. 55 del codice prevede anche la partecipazione del cittadino alle iniziative normative del Governo.
Del resto lo stesso art. 3 sancisce come principio fondamentale del codice proprio il diritto dei cittadini e delle imprese di richiedere ed ottenere l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei rapporti con le pubbliche amministrazioni centrali e con i gestori di pubblici servizi statali nei limiti di quanto previsto dal provvedimento.
La stessa e-democracy (art. 8) intesa come possibilità, grazie alle nuove tecnologie, di una maggiore partecipazione dei cittadini, anche residenti all’estero, alla formazione dei processi decisionali attinenti alla collettività, potrà trovare piena applicazione.
In effetti come è noto il piano di e-government ha come modello una Pubblica Amministrazione orientata all’utente, cittadino ed impresa, fornitrice di moderni servizi, creatrice di valore “pubblico”, con cui sia facile operare. Una Pubblica Amministrazione efficiente e trasparente nei suoi compiti e nel suo grande patrimonio informativo, fattore di innovazione e di competitività per il Paese. La realizzazione di un tale modello di e-government poggia su moderne infrastrutture “abilitanti” che ne assicurano in modo efficiente e sicuro alcune funzionalità di base. Un sistema di e-government nei suoi sviluppi più avanzati potrà, quindi, rappresentare anche un potente strumento di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini ai processi decisionali, evolvendo verso modelli innovativi di e-democracy.
Ma per parlare di democrazia elettronica molti autori usano innanzitutto fare una distinzione tra e-democracy, e-government ed e-politics.
Per e-politics si intende l'utilizzo di Internet come strumento di gestione delle relazioni tra un soggetto politico ed i propri interlocutori strategici. Fare e-politics significa usare internet per informare, comunicare, interagire. Il vantaggio di internet è che esso consente di stabilire relazioni dirette, simmetriche, interattive, di qualità e a lungo termine tra gli interlocutori.
Per e-government si intende l’implementazione di servizi on-line finalizzati a migliorare l’efficienza delle transazioni fra cittadini, imprese e pubblica amministrazione.
Per e-democracy si fa riferimento in termini generali all’uso delle nuove tecnologie per aumentare il livello di trasparenza dei processi interni alla pubblica amministrazione e ai governi e per consentire ai cittadini di partecipare in modo più attivo ai loro processi decisionali (democrazia diretta).