domenica 10 luglio 2011

Spotify: il cloud nella musica



In arrivo negli Usa il nuovo servizio musicale denominato "Spotify". Il sistema su cui si fonda questo servizio è piuttosto semplice e sfrutta le potenzialità del cloud computing. Si tratta di 13 milioni di brani musicali sempre a disposizione di tutti che possono essere utilizzati senza alcun download.
In Italia questo servizio non è ancora disponibile, mentre in altri paesi europei, come Regno Unito, Francia, Spagna, e Svezia dove è nato, ha un successo enorme.
Ovviamente il successo del servizio è stato possibile grazie agli accordi con le major e con le etichette indipendenti, che hanno garantito un catalogo musicale enorme, anche se non sempre completo.
Spotify è un servizio sostanzialmente gratuito che però sfrutta i vantaggi della Rete, difatti di base è possibile iniziare ad utilizzare il servizio senza alcun onere rispettando un limite di ascolto di 20 ore al mese ed accettando di visionare la pubblicità.
Naturalmente, nel pieno rispetto delle caratteristiche di molti servizi presenti su Internet, se si vogliono eliminare queste limitazioni bisogna pagare una sorta di abbonamento che a seconda dei piani previsti va da 4,99 sterline o 9,99 sterline al mese.
Il servizio in argomento rappresenta solo una delle possibili applicazioni del cloud computing che, nel pieno rispetto del diritto d'autore, è in grado di garantire agli utenti la possibilità di accedere a file musicali gratuitamente o comunque a costi minimi.
Credo che questa debba essere considerata la nuova frontiera di Internet, dando spazio a servizi che sfruttando le caratteristiche della Rete possano fornire indubbi vantaggi agli utenti senza violare diritti di terzi. In questo modo sarà possibile superare anche le annose problematiche legate alle regolamentazioni della Rete che mai potranno essere risolte efficacemente.