lunedì 25 luglio 2011

Arrivano nuovi hackers non proprio...etici


Leggo su Repubblica http://www.repubblica.it/cronaca/2011/07/25/news/attacco_cnaipic-19587826/?ref=HRER3-1 che i server della polizia italiana sarebbero stati hackerati. Un gruppo di pirati informatici definitosi Lulzsec - già responsabile di attacchi a colossi come Sony e Cia ha comunicato di essere penetrato all'interno dei server del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della polizia italiana trafugando migliaia di documenti di ogni tipo. Ciò che maggiormente preoccupa è che il gruppo ha annunciato l'intenzione di mettere tutti i documenti online e ne ha già pubblicata una piccola parte, poco più dell'1%.
Come avevo già anticipato http://micheleiaselli.blogspot.com/2010/11/wikileaks-il-sapore-di-una-beffa.html il fenomeno wikileaks fa sentire il suo effetto e già altri personaggi si preparano per scatenare battaglie mediatiche sul web che nella maggior parte dei casi sono tali più nella forma che nella sostanza. Troppo vivo è il desiderio di “colpire” la pubblica opinione, di far sentire la propria forza, di essere protagonisti ed indubbiamente Internet fornisce gli strumenti giusti per alimentare le aspirazioni di genialoidi senza scrupoli.
La morale di tutto ciò è che i livelli di sicurezza informatica purtroppo sono ancora troppo bassi e specialmente gli enti pubblici sono estremamente esposti e vulnerabili ad attacchi di hackers non proprio etici.
Non esiste più ormai la figura dell’hacker di “nobili principi”, per la verità molto discutibili, che penetra il sistema informatico solo per dimostrare la vulnerabilità dello stesso. Adesso chi agisce in tal senso lo fa per una finalità ben precisa che è quella di segnalarsi al mondo intero come colui che è riuscito in un’epica impresa ed è stato in grado di rilevare un marcio che sarà sempre e solo annunciato, ma mai effettivamente provato.