domenica 22 maggio 2011

I contratti per l'integrazione di sistemi



L’espressione inglese systems integration viene usata per indicare in maniera sintetica la funzione del contratto per la integrazione di sistemi, che consente di realizzare un sistema informativo (detto anche EDP), o sottosistema informativo, sulla base di specifiche esigenze e qualità dell’utente (azienda, ente pubblico) e con funzionalità e prestazioni predeterminate in comune tra utente e fornitore informatico. Il sistema informativo può avere ad oggetto soluzioni anche molto complesse e delicate, quali ad esempio il sistema di controllo del traffico aereo di uno o più aeroporti.
Occorre operare una netta distinzione tra la fattispecie negoziale in esame ed il contratto di sviluppo di software, invero il software oggetto di contratti di sviluppo consiste generalmente in applicazioni informatiche che realizzano uno specifico risultato da solo in grado di soddisfare l’interesse dell’utente, mentre il software oggetto del contratto di integrazione ha la diversa funzione di integrare le varie componenti del sistema informativo ed informatico già presenti presso l’utente con le ulteriori componenti che si andranno ad inserire.
In altri termini, oggetto del contratto di integrazione di sistemi può essere, fra l’altro, anche lo sviluppo di software di applicazione, ma si tratta solo di un contenuto eventuale poiché elemento essenziale è lo sviluppo di un software che consenta di collegare tra loro i vari programmi in uso all’utente.
Il contenuto del contratto di systems integration presenta profili particolari quanto alla c.d. information gap, espressione con la quale si fa riferimento ai rapporti tra le conoscenze del fornitore e quelle dell’utente: il fornitore possiede il necessario patrimonio conoscitivo informatico per consentire all’utente di realizzare le sue finalità, ma d’altra parte l’utente possiede le conoscenze di dominio, ovvero i dati correlati all’operatività effettiva del Sistema Integrato e alle caratteristiche delle attività che esso dovrà regolare.
Si discute in ordine alla natura giuridica del contratto in esame. Va ribadito che si tratta di fattispecie nata dall’autonomia negoziale e naturalmente secondo i principi generali ciò implica la prevalenza, ai fini della disciplina applicabile, delle clausole contrattuali; tuttavia al fine di risolvere le questioni non previste dalle parti la dottrina affronta la problematica, sempre molto spinosa, relativa all’inquadramento in fattispecie tipizzate dal legislatore.
Per giungere alla soluzione del problema relativo all’inquadramento del contratto di Systems Integration, va premesso che tale strumento negoziale, più di altri tradizionali contratti dell’informatica, ha uno spiccato rilievo sull’attività aziendale assumendo in concreto la funzione di meccanismo regolatore del comportamento aziendale, il cui contenuto e modalità di azione sono il prodotto di tutte le unità organizzative che hanno concorso alla sua formulazione e che saranno successivamente attori nella sua esecuzione.
In base alle osservazioni sin qui svolte si comprendono i motivi per i quali va condivisa la dottrina che riconduce i contratti di Systems Integration allo schema dell’appalto. Infatti sono certamente presenti le caratteristiche tipiche di tale contratto descritto dal legislatore all’art. 1655: l’organizzazione dei mezzi necessari al conseguimento dell’opera, la fornitura dei materiali necessari, la gestione dell’intero processo realizzativo a rischio del fornitore.