martedì 22 febbraio 2011

Due iniziative per una migliore comprensione del Codice dell'Amministrazione digitale


Ho deciso di contribuire in qualche modo ad una migliore comprensione del Codice dell'Amministrazione digitale che con la recente riforma del d.lgs. n. 235/2010 è stato profondamente modificato. Quindi, grazie all'indispensabile collaborazione di Altalex, ho realizzato un e-book che commenta il CAD con un occhio particolare alle novità introdotte dalla riforma http://www.altalex.com/index.php?idnot=13267. Inoltre il 19 aprile, sempre in collaborazione con Altalex formazione, terrò a Roma un seminario che avrà l'obiettivo di esaminare i punti essenziali della riforma e rispondere ai principali interrogativi in materia http://www.altalexformazione.it/catalogo.php?ID=299.
Come è noto l'originario CAD risale al 2005 e in questi anni le tecnologie informatiche si sono evolute con una tale rapidità da rendere obsolete alcune definizioni e previsioni normative. Inoltre le modifiche organizzative intervenute all'interno delle amministrazioni pubbliche hanno reso necessarie alcune modificazioni per l’adeguamento ai criteri di efficienza ed efficacia che permeano i nuovi indirizzi strategici governativi.
L’intervento riformatore, quindi, ha concentrato l'attenzione sull'individuazione e sulla regolamentazione dei più evoluti strumenti tecnologici in modo da semplificare i rapporti con cittadini ed imprese, ai quali saranno fornite risposte sempre più tempestive. Tale obiettivo della riforma consente, sotto il profilo sociale, di avvicinare la pubblica amministrazione alle esigenze, alle richieste dei cittadini, e, sotto il profilo economico, di conseguire un forte recupero di produttività che, nell’attuale contesto internazionale, assume carattere decisivo nel superamento della crisi finanziaria ed economica.
Tale intervento non è esente da dubbi e criticità che assumono in molti casi un rilievo preoccupante in considerazione delle problematiche tecniche e giuridiche che accompagnano sempre la materia dell'innovazione tecnologica.