mercoledì 12 gennaio 2011

Pubblicata in G.U. la riforma del CAD: ennesima occasione perduta


La riforma del CAD è stata approvata con Decreto Legislativo 30 dicembre 2010, n. 235 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2011) che modifica ed integra il Codice dell'amministrazione digitale (Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82).
Il d.lgs. 235/2010 attua la delega contenuta nell’articolo 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile”.
Nella realizzazione di questa importante riforma che farà discutere molto gli addetti ai lavori, sono stati presi in considerazione diversi interventi normativi come il decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, come modificato dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150; il decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 177, con il quale è stato riformato il CNIPA che ha assunto la denominazione di DigitPA ed infine il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”.
Come è noto l'originario CAD risale al 2005 e in questi anni le tecnologie informatiche si sono evolute con una tale rapidità da rendere obsolete alcune definizioni e previsioni normative. Inoltre le modifiche organizzative intervenute all'interno delle amministrazioni pubbliche hanno reso necessarie alcune modificazioni per l’adeguamento ai criteri di efficienza ed efficacia che permeano i nuovi indirizzi strategici governativi.
L’intervento normativo, quindi, si pone come obiettivo l'individuazione e la regolamentazione dei più evoluti strumenti tecnologici in modo da semplificare i rapporti con cittadini ed imprese, ai quali saranno fornite risposte sempre più tempestive. Tale obiettivo della riforma consente, sotto il profilo sociale, di avvicinare la pubblica amministrazione alle esigenze, alle richieste dei cittadini, e, sotto il profilo economico, di conseguire un forte recupero di produttività che, nell’attuale contesto internazionale, assume carattere decisivo nel superamento della crisi finanziaria ed economica.
Purtroppo l'intervento non è esente da criticità ed eredita un'errata impostazione originaria di alcune problematiche (quali ad esempio la rilevanza probatoria dei documenti informatici, le firme elettroniche, la dematerializzazione dei documenti cartacei, le caratteristiche della PEC) ancora una volta non adeguatamente ricomposte nei giusti binari.
Sicuramente il provvedimento è contraddistinto anche da alcune importanti novità, che sono senz'altro apprezzabili come l'incentivazione dei rapporti telematici tra pubbliche amministrazioni ed imprese, la maggiore rilevanza della trasparenza grazie all'uso delle nuove tecnologie, una più attenta regolamentazione dei pagamenti informatici, una maggiore attenzione rivolta anche alla sicurezza informatica ed alla riservatezza delle pubbliche amministrazioni.
Non comprensibili, invece, sono: l'eccessiva ridondanza del ricorso alla PEC che continua ad essere uno strumento poco affidabile e sicuramente non unico per le notifiche di carattere telematico, l'introduzione davvero inspiegabile di una firma elettronica avanzata che complica un quadro, già di per sè non semplice, delle firme elettroniche (la stessa firma digitale che nei principi della legge-delega doveva essere semplificata è rimasta inalterata nelle sue caratteristiche), l'introduzione di un quadro normativo estremamente complesso nello specifico settore della dematerializzazione dei documenti dove, in particolare, lascia perplessi la disciplina delle copie dei documenti informatici e amministrativi.
Nel complesso, quindi, l'intervento riformatore risulta alquanto squilibrato con delle interessanti intuizioni che si alternano a regolamentazioni meno felici che rischiano di bloccare o quanto meno complicare il già difficile percorso dell'innovazione della P.A.
All'indirizzo http://www.micheleiaselli.it/riformacad.pdf è possibile scaricare il testo della riforma.