mercoledì 30 giugno 2010

DDL intercettazioni: arrivano le stoccate dell'Autorità Garante


Interessante intervento del Presidente dell'Autorità Garante Francesco Pizzetti che durante la consueta relazione annuale sull'attività dell'Autorità lancia delle stoccate piuttosto pungenti in materia di intercettazioni nei confronti del Governo, che più volte ha annunciato il tanto contestato disegno di legge come un modello da seguire per la protezione della privacy dei cittadini.
Immancabile, quindi, è arrivata la risposta del Garante che ha accolto l'invito del Governo ed ha spostato i termini della questione proprio al lato opposto. Difatti, secondo Pizzetti con questo disegno di legge si altera il punto di equilibrio tra libertà di stampa e tutela della riservatezza, tutto a favore della riservatezza. Questo "può giustificare che da molte parti si affermi che, così facendo, si pone in pericolo la libertà di stampa" anche se, aggiunge, la preoccupazione per la libertà di stampa presenta "un qualche eccesso", dal momento che la norma condiziona solo "la pubblicazione dei testi delle intercettazioni".
In altri termini, quindi, il Presidente dell'Autorità è preoccupato proprio per l'eccessiva tutela della riservatezza, che in determinati casi potrebbe non essere giustificata.
Difatti, nel provvedimento si pongono limiti specifici alla pubblicabilità delle intercettazioni, non perché contenute in atti giudiziari, che come tali possono essere diffusi per riassunto, ma in quanto dati raccolti con lo strumento delle intercettazioni. Ebbene, secondo Pizzetti, non siamo di fronte alla tutela in concreto e rispetto a casi specifici del diritto alla riservatezza, quanto piuttosto a una difesa anticipata, disposta in via generale e astratta, nei confronti di qualunque dato raccolto, e ciò non può essere accettato in quanto, al contrario di quanto previsto dal principio del "pari rango", pone la riservatezza sempre e comunque al di sopra di tutti gli altri valori di rilievo costituzionale coinvolti nella disciplina delle intercettazioni (v. mio post http://micheleiaselli.blogspot.com/2010/05/intercettazioni-privacy-un-problema.html).
E' interessante adesso vedere come reagirà il Governo di fronte a simili osservazioni, che non provengono da un giurista qualunque, ma dall'Autorità Garante chiamata istituzionalmente a difendere la privacy dei cittadini. Segnali allarmanti già erano stati anticipati qualche giorno fa dall'ex Presidente dell'Autorità Garante prof. Rodotà, che senza mezzi termini aveva etichettato il provvedimento sulle intercettazioni come antidemocratico.

domenica 27 giugno 2010

Focus E-GOV (3): Progetto CiTel


Il progetto CiTel, coordinato dal Comune di Pisa, ha partecipato al bando del Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie qualificandosi 4° . Il risultato di questo progetto è realizzare uno sportello telematico che consenta l'erogazione di servizi ai cittadini e alle imprese su più canali d'accesso sia fisici che virtuali, creato su criteri idonei a consentirne: l'usabilità e l'accessibilità, la sua riusabilità e tale da poter valutare la soddisfazione dell'utenza. Punto fermo è stato quello di realizzare un portale tale da garantire che tutti i cittadini potessero usufruire dei servizi offerti, promovendo tecnologie che tenessero conto delle notevoli differenze in termini di cultura, formazione, capacità, risorse materiali e limitazioni fisiche degli utenti.
L’offerta dei servizi, in costante aggiornamento e ampliamento, è valida per tutti Comuni che aderiscono al progetto che al momento sono, oltre al Comune di Pisa, quelli limitrofi di: San Giuliano Terme, Vecchiano, Volterra, Calci, Vicopisano, Cascina e i nuovi entranti San Miniato e Pietrasanta.
L’utente che si collega al portale CITEL può usufruire dei servizi selezionando il Comune di interesse e, dopo essersi autenticato, può ottenere informazioni relative al servizio. L’utente può inoltre, in diversi momenti, esprimere giudizi al fine di ottenere un servizio migliore.
Il progetto inoltre è realizzato nel pieno rispetto delle regole di accessibilità pubblicate nella raccomandazione WAIAAA del W3C.
All’interno dell’area dei servizi si possono distinguere servizi specializzati (relativi al Comune di proprio interesse) e servizi generali (disponibili per la pluralità di Comuni che aderiscono al progetto). Nell’ambito di queste due categorie si può fare una ulteriore distinzione tra i servizi che sono ad accesso libero o a registrazione on line e quelli che invece richiedono una autenticazione del soggetto (ad es. attraverso la Carta d’identità elettronica).
Tra i Servizi attivi abbiamo servizi specializzati come:
- Instradamento automatico delle richieste
- Servizi SMS
- Procedimenti amministrativi
- Servizi tributi
- Servizi edilizia
- Servizi istruzione
- Servizio finanze
- Pagamenti
- Servizi demografici
Poi vi sono servizi generali come:
- Registro di classe
- Servizi turistici
- Suolo pubblico
- Polizia municipale
- Ufficio cimiteri
Sono previste per l’accesso a tutti i servizi diverse tipologie di credenziali:
- Senza credenziali: riconoscimento non necessario
- Credenziali deboli: autenticazione dell’utente tramite Password e UserId rilasciati online
- Credenziali medie: utente e password rilasciate off – line da parte dell’Amministrazione Comunale. E’ necessario recarsi all’U.R.P.(Ufficio Relazione con il Pubblico) del proprio Comune con un documento di identità e a seguito della compilazione di un modulo verrà rilasciata una busta chiusa con utente e password
- Credenziali forti: CIE (carta d’identità elettronica) o certificato digitale/firma digitale.

Zuckerberg, facebook e la contorta idea della privacy


Mark Zuckerberg, il creatore di facebook, ha deciso finalmente di buttare giù la maschera ed ha chiarito una volta per tutte la sua posizione in tema di privacy. "La privacy non è un valore per le nuove generazioni" ha affermato ed ha quindi deciso in questo modo di chiudere la querelle in materia, che da diverso tempo imperversa in tutti gli ambienti della Rete.
Zuckerberg crede realmente in ciò che dice e del resto non può permettersi il lusso di perdere in termini economici per salvaguardare la privacy degli utenti. Il gioco è presto fatto: oggi come oggi l'informazione è un bene il cui valore aumenta in base proprio al tasso di riservatezza, blindarla significa bloccare di fatto il mercato, mentre renderla disponibile significa alimentare un mercato che diventa sempre più "prezioso". Quindi è chiaro che per Zuckerberg la privacy non è un valore, non potrebbe essere altrimenti.
E gli utenti? Bè penso che per noi la questione non è così semplice e la posizione assunta dal patron di facebook non può che preoccuparci.
Ciò che veramente lascia perplessi è la pretesa di Zuckerberg di poter disporre e manipolare liberamente i dati personali di una comunità ormai enorme, in nome di un valore ritenuto ormai inesistente. Ma come? L'individuo non ha valore? La nostra personalità, il nostro modo di pensare, l'essere noi stessi non ha valore? Che cosa intende Zuckerberg per privacy? La realtà è un'altra e mr. facebook non l'ha capita: difendere la privacy degli utenti significa aggiungere valore a facebook, significa difendere gli stessi utenti da mille insidie che ormai su Internet sono estremamente diffuse. In caso contrario ho paura che il tempo darà torto a Zuckerberg che si troverà tra le mani una miniera d'oro inutilizzabile.

martedì 22 giugno 2010

Banche: cassette di sicurezza con le impronte digitali


Il Garante per la Protezione dei dati personali ha dato il proprio parere positivo al sistema messo a punto da una banca bresciana per permettere alla propria clientela, attraverso l'uso delle impronte digitali, l'accesso alle cassette di sicurezza in modalità self-service presso una delle filiali. La soluzione tecnologica, sottoposta a verifica preliminare dell'Autorità, è destinata ad un massimo di cento clienti e permette l'accesso 24 ore al giorno, svincolando così il servizio dagli orari di sportello e impedendo l'utilizzo fraudolento della cassetta da parte di terzi. I dati biometrici rilevati non verranno inseriti in una banca dati centralizzata, minimizzando così il rischio di usi impropri.
Il sistema funziona, infatti, attraverso il confronto tra il template dell'impronta - un codice numerico univoco crittografato e memorizzato sulla smart card in esclusivo possesso del cliente - e quello rilevato dal lettore quando si accede al servizio. Nella stessa card viene anche memorizzato un apposito codice personale (Pin), senza alcun riferimento nominativo, che funge da ulteriore elemento di sicurezza atto a rendere più remote le possibilità di abuso in caso di smarrimento. Una volta espletate le procedure di riconoscimento, un sistema elettromeccanico preleva la cassetta e la mette a disposizione del cliente.
Nel dare il suo via libera all'uso del sistema, l'Autorità ha comunque prescritto alla banca di richiedere alla clientela un consenso specifico per l'utilizzo dei dati biometrici e garantire, a chi non intenda avvalersi del servizio, modalità alternative di accesso alle cassette di sicurezza.
Questa apertura dell'Autorità è davvero significativa, in quanto apre la strada ad una nuova era e per quanto la posizione istituzionale si mantenga sempre garantista, i sistemi biometrici iniziano a fare breccia nel campo dei servizi bancari. Se vogliamo è anche giusto sfruttare i grandi vantaggi delle nuove tecnologie laddove c'è necessità di massima sicurezza, ma non esistono solo le banche…………………

domenica 20 giugno 2010

Focus E-GOV (2): Progetto Cathospital


Con Cat@Hospital (www.cathospital.it) l’utente, al fine di prenotare una prestazione sanitaria, può recarsi presso un qualsiasi ufficio comunale di tutti i paesi della Provincia di Catanzaro. Al ricevimento dell’impegnativa del medico curante, un addetto comunicherà immediatamente all’utente i tempi d’attesa più brevi o quelli nella struttura sanitaria più vicina e secondo la scelta effettuata dallo stesso utente provvederà alla prenotazione.
In pochi minuti, senza spostarsi dal proprio comune di residenza sarà dunque possibile prenotare in qualsiasi struttura della provincia. Il servizio, per ora pienamente operativo per le prenotazioni di visite mediche, sarà presto esteso ad analisi cliniche, ricoveri ed ogni tipo di prestazione sanitaria che prevede una prenotazione.
L’idea appartiene all’Amministrazione Provinciale di Catanzaro, che ha voluto misurarsi in un campo difficile e delicato come quello della sanità (sul quale peraltro non ha strette competenze), elaborando un progetto di e-government sottoposto e approvato dal Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie.
La Provincia di Catanzaro, capofila e gestore del progetto, ha ricercato ed ottenuto la partnership di tutti gli enti interessati: La Regione Calabria, i comuni della Provincia, l’ASL 6, l’ASL 7, il Policlinico Universitario e l’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio.
Nell’immediato futuro è previsto il collegamento anche attraverso i medici di base, le farmacie e gli ambulatori convenzionati.
I benefici per il cittadino sono innumerevoli:
- migliore facilità di accesso ai servizi sanitari;
- visibilità dell’intera offerta su tutto il territorio provinciale;
- miglioramento della qualità e della quantità delle informazioni;
- riduzione dei tempi di attesa per ottenere la prenotazione;
- riduzione dei tempi di attesa per ottenere l’erogazione della prestazione desiderata;
- minori costi per l’accesso alle informazioni e alle prenotazioni, evitando di recarsi presso le strutture sanitarie e contattare sportelli differenti.
Notevoli anche i benefici per il Sistema Sanitario:
- eliminazione delle code agli sportelli per le prenotazioni;
- azionalizzazione dei servizi sanitari ambulatoriali, della loro organizzazione e della loro gestione;
- riequilibrio dell’erogazione dei servizi ambulatoriali a livello provinciale;
- eliminazione del sottoutilizzo di risorse e riduzione delle liste di attesa;
- possibilità di migliorare l’economia globale di gestione dei servizi sanitari ambulatoriali mediante un miglior utilizzo delle risorse.
Cat@Hospital rappresenta il punto d’eccellenza di un lavoro complesso e importante svolto dall’amministrazione provinciale di Catanzaro negli ultimi anni. La sua realizzazione si giova infatti di un collegamento stabile con i comuni della provincia che l’amministrazione ha già attivato nel recente passato e di un rapporto di collaborazione operativa già in essere con gli stessi comuni, quotidianamente in contatto con gli uffici del Presidio Informatico Provinciale.
Alla luce anche di quanto previsto dal progetto e-gov 2012 il sistema può crescere notevolmente avuto riferimento in particolar modo allo sviluppo delle prenotazioni on line vero primo obiettivo da raggiungere nel campo della sanità elettronica.
Attenzione alla privacy, poiché le informazioni che il sistema gestisce riguarda una delle categorie di dati più “sensibili”, ovvero quelli relativi la salute. Preoccupa il riferimento contenuto nel sito alla legge 675/96 ormai completamente abrogata dal Codice per la protezione dei dati personali (d.lgs. 196/03). Il sistema, comunque, maschera, ove necessario, i dati anagrafici dell’assistito e li protegge da accessi non autorizzati mediante sistemi sofisticati di crittografia e antintrusione.
Il buon funzionamento del sistema Cat@Hospital si basa su due livelli. Il primo, demandato all’amministrazione provinciale, riguarda la gestione informatica di tutto il processo, il supporto formativo, l’assistenza, il tutoraggio presso tutte le strutture e gli enti interessati e lo sviluppo ulteriore del progetto. Il secondo dipende invece dalla puntualità delle strutture sanitarie, che sono responsabili del corretto e completo trasferimento dei dati relativi all’offerta sanitaria presente al loro interno, nonché ai comuni, che dovranno garantire la presenza presso gli sportelli degli operatori già formati o di personale comunque in grado di gestire il servizio.

Sanità elettronica: prime applicazioni della RFId


L'Asl n.3 dell'Umbria è tra le prime aziende sanitarie in Italia ad aver adottato il braccialetto elettronico con codice a barre per l’identificazione dei pazienti, sistema che la pone sicuramente all'avanguardia nel panorama sanitario nazionale. Questo sistema permette un notevole incremento dei livelli di sicurezza riducendo il rischio di errori di identificazione.
Il paziente è identificato sia con i dati anagrafici, sia con il gruppo sanguigno e con tutte le altre informazioni che si rendono necessarie. Tutti i dati sono registrati nel database del sistema ospedaliero e, contemporaneamente, associati all'ID riportato sul Tag RFId applicato al braccialetto assegnato al paziente.
Quando il paziente è a letto il documento digitale diventa la chiave per accedere ed aggiornare la scheda terapeutica, per accedere alle informazioni diagnostiche e per l'esecuzione della terapia. Si ottiene in tal modo la completa tracciabilità del paziente e dell'intero percorso di cura, aumentando così il livello di sicurezza in tutti gli ospedali dell'Azienda
La soluzione consente di ottimizzare il processo di cura e di migliorare la comunicazione con i cittadini grazie ad:
1. Una significativa riduzione dei tempi impiegati nel fronteggiare le emergenze attraverso la localizzazione in tempo reale della posizione del paziente.
2. L’ottimizzazione delle procedure e dei tempi di trasferimento dei pazienti da reparto a reparto. 3. La riduzione degli errori nella fase di somministrazione della terapia.
4. Il miglioramento dell'immagine della struttura ospedaliera grazie all'introduzione di un servizio del tutto innovativo.
Ottima soluzione che però deve sempre tener conto delle notevoli potenzialità di questa nuova tecnologia con gli inevitabili rischi in tema di riservatezza dei pazienti.

martedì 15 giugno 2010

Focus E-GOV (1): Progetto Apulie


Il progetto Apulie (http://www.apulie.it/) è un modello innovativo di interazione tra le amministrazioni, i cittadini e le imprese, integrato nel processo di modernizzazione del sistema amministrativo regionale.
Obiettivo principale del progetto è rendere disponibili, in forma telematica, oltre 290 servizi, offerti dalla pubblica amministrazione a cittadini e imprese dell'intera regione, con standard omogenei di funzionalità e qualità. Nello sviluppo dei servizi è prevalsa la logica di riuso di strutture e risorse, per favorire economie di scala e la diffusione delle migliori prassi maturate dalle singole amministrazioni.
I servizi saranno immediatamente accessibili accedendo al portale A.pu.lie oppure accedendo all’area Servizi on line del Portale del Comune. Ciascun utente dovrà effettuare la propria registrazione sul Portale A.pu.lie tramite l’inserimento del proprio codice fiscale e la compilazione delle pagine informative richieste: a seguito di tale registrazione, a ciascun utente sarà assegnato un codice segreto di accesso (PIN) che verrà inviato a domicilio. Tramite l’inserimento del proprio codice fiscale e del PIN assegnato, l’utente potrà accedere alle varie macroaree di servizi, ricercare il sottogruppo di interesse, selezionare il servizio desiderato ed attivare la procedura di erogazione on line.
Punto di forza di Apulie è l'adesione di 154 comuni pugliesi, rappresentativi di un bacino di popolazione di circa 3 milioni di abitanti, organizzati in una rete di Centri di Competenza, coordinata dal Comune di Bari.
In Apulie, l'infrastruttura telematica permette l'uso di una molteplicità di canali di accesso ai servizi. Per ottenere direttamente certificazioni e documenti anagrafici, per interrogare banche dati, prenotare servizi sanitari, verificare la propria posizione fiscale, i cittadini possono avvalersi di più strumenti come call center, pc, chioschi, sportelli pubblici, telefoni cellulari o reti terze.
Le imprese possono disporre di informazioni sulle dotazioni infrastrutturali del territorio e consultare on line la cartografia catastale, i piani regolatori generali e altri dati il più delle volte non facilmente accessibili. Gli utenti usufruiscono dei servizi secondo le proprie esigenze, capacità o abitudini e allo stesso modo è garantita maggiore trasparenza dell'attività amministrativa e certezza dei tempi di risposta.
Apulie, per la qualità dei servizi offerti e per la modalità innovativa delle interazioni, rappresenta un presupposto per la crescita socio economica di tutto il territorio pugliese consentendo un considerevole aumento della qualità della vita di cittadini e imprese.
Il progetto Apulie è stato promosso, di concerto con l’ANCI Puglia, da 173 comuni pugliesi ed è realizzato con il supporto tecnico del Parco Scientifico e Tecnologico Tecnopolis. Apulie è co-finanziato dal Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Regione Puglia con i fondi del FESR dell’Unione Europea, misura 6.2 del POR 2000 - 2006
Apulie rappresenta per le amministrazioni pugliesi una opportunità per il consolidamento dei legami all'interno dei diversi localismi, ma anche una occasione per la programmazione e lo sviluppo in comune di servizi e infrastrutture condivisi sul territorio.
Il modello del progetto si basa su una rete, coordinata dal Comune di Bari e guidata da otto amministrazioni comunali, referenti di altrettanti sistemi locali, organizzati secondo una logica di riuso che favorisce le economie di scala e la diffusione delle migliori prassi maturate dalle singole amministrazioni.
A ciascuna delle otto amministrazioni (Bari, Brindisi, Casarano, Cerignola, Lecce, Maglie, Molfetta, Taranto) è attribuita la responsabilità diretta dello sviluppo e manutenzione dei servizi di loro specifica competenza e, nei confronti dei singoli enti del sistema locale che rappresentano, quella dell'adozione dei servizi sviluppati.
La progettazione comune delle logiche di erogazione e di interazione del progetto A.pu.lie, così come del sistema di erogazione, garantirà ai cittadini e alle imprese della regione livelli standardizzati e omogenei di funzionalità e qualità dei servizi.
Il Centro Servizi di A.pu.lie, basato su standard comuni di hardware e di software di ambiente, con il compito di integrare la logica di erogazione ed interazione dei servizi ai cittadini e alle imprese ed essere in grado di servire qualunque amministrazione sul territorio regionale.
Al Centro Servizi sono connessi gli 8 Centri di Competenza (Bari, Brindisi, Casarano, Cerignola, Lecce, Maglie, Molfetta, Taranto) per lo sviluppo e la manutenzione dei servizi della propria area di competenza.
L'infrastruttura del Centro Servizi, dei Centri di Competenza e del complesso dei Comuni partecipanti costituisce un sistema a rete che valorizza le infrastrutture già esistenti, a partire dal Centro Servizi per la Gestione del Territorio già costituito dalle amministrazioni comunali di Bari, Adelfia, Capurso, Casamassima, Triggiano, Turi, Valenzano come risultato del progetto pilota AIPA catasto-comuni e dal Centro Servizi per le Attività Produttive realizzato dall’Area Sistema di Casarano.

domenica 13 giugno 2010

Focus E-GOV: una panoramica sui principali progetti


Al fine di avere un quadro più chiaro e completo dell'e-government in Italia mi è sembrato opportuno inserire in questo mio blog uno spazio dedicato all'e-gov che ho chiamato "focus". Periodicamente descriverò e commenterò un progetto di e-gov avviato dalla pubblica amministrazione, così in questo modo non ci limiteremo alla pura teoria, ma iniziamo ad esaminare singoli progetti e vedere se effettivamente funzionano.
Ovviamente, a livello introduttivo, è opportuno fare un quadro generale sull'e-government in Italia che esporrò qui di seguito.
Il processo d’informatizzazione nel settore pubblico ha registrato negli ultimi anni un notevole sviluppo.
L’apparato statale presenta però caratteristiche funzionali (ed anche disfunzionali) che lo differenziano profondamente dal settore privato dei servizi. Esso è infatti regolato da disposizioni che quasi sempre hanno carattere di legge formale cui non è quindi possibile derogare, anche se la deroga consentirebbe di migliorare il funzionamento dell’ufficio.
Questa rigidità di struttura porta a conflitti fra realtà e amministrazione. Infatti per tenere il passo con lo sviluppo generale della società, anche la Pubblica amministrazione si avvale degli elaboratori elettronici ma, come l’esperienza del settore privato insegna, la razionalizzazione introdotta dall’automazione esige modifiche profonde della struttura aziendale. Ora, se da un lato la fusione di più uffici, la creazione di nuovi servizi e perfino la ristrutturazione dell’intero flusso di dati non presenta problemi formali in un’impresa privata, dall’altro nella Pubblica Amministrazione le medesime operazioni divengono invece complicate perché ogni mutamento strutturale urta contro inderogabili prescrizioni legislative. A tal punto si potrebbe dire che vi sia uno sfasamento tra due forme di organizzazione sociale, e che l’evoluzione della Pubblica Amministrazione sia più lenta dell’altra, l’organizzazione della società civile, bisogna riconoscere, però, che anche nel settore della Pubblica Amministrazione è in corso un processo profondo di trasformazione, caratterizzato da un massiccio impiego delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), nonché segnato in maniera decisiva anche da innovazioni legislative e processi di semplificazione dell’intera macchina amministrativa.
Si fa riferimento, in particolare, al cd. piano di e-government varato nel giugno 2000 dal Consiglio dei Ministri su iniziativa del Ministro della Funzione Pubblica, Franco Bassanini e giunto ormai alla 2^ fase. Tale progetto ha come suo obiettivo fondamentale quello di garantire ai cittadini l’accesso on-line a tutti i servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni nell’ottica di quella che dovrebbe essere la nuova frontiera di Internet.
Protagoniste dell’innovazione dovranno essere le amministrazioni locali, che nel modello decentrato e federale dello Stato rappresenteranno il front-office dell’intero sistema amministrativo a disposizione diretta dei cittadini, mentre le amministrazioni centrali svolgeranno per lo più il ruolo di back-office.
L’idea di fondo è quella della realizzazione di un grande processo di innovazione tecnologica che coinvolga tutto il sistema pubblico italiano mettendolo così sullo stesso piano rispetto a quello di altri paesi più progrediti nelle nuove tecnologie della comunicazione. Ma per realizzare un simile processo c’è bisogno di una serie di condizioni che rendano possibile l’integrazione fra le diverse attività e funzioni delle varie pubbliche amministrazioni e la loro fruibilità da parte dei cittadini.
Il governo ha ritenuto indispensabili tre strumenti per la realizzazione del piano:
Una rete nazionale extranet che colleghi fra loro tutte le reti centrali, regionali, locali e di categoria esistenti nel paese, in modo da consentire da qualunque punto di accedere alle informazioni possedute in tutti gli altri settori. Per realizzarla c’è bisogno di una preventiva intesa fra governo, regioni ed enti locali (già prevista per l’attuale 2^ fase dell'e-government).
La diffusione della carta d’identità elettronica, che, secondo quanto previsto dal codice dell'amministrazione digitale, dovrebbe raggiungere in breve termine ben oltre un milione di persone, per consentire ai titolari di accedere a tutti i possibili servizi della pubblica amministrazione on-line.
Il pieno funzionamento della firma elettronica che dovrà dare validità giuridica a tutti quei rapporti fra pubblica amministrazione e cittadini che lo richiedano.
In particolare ultimamente è entrato in vigore il codice dell'amministrazione digitale approvato con il d.lgs. n. 82/2005 e già modificato da diversi provvedimenti tra cui il d.lgs. n. 159/2006 (siamo in attesa di un'ulteriore riforma che si preannuncia imponente).
Tutte le norme - emanate fino ad oggi per favorire la diffusione delle nuove tecnologie e l'ammodernamento delle strutture pubbliche – sono state raccolte in questo codice che quindi accorpa e riordina tutta la normativa in materia di attività digitale delle Pubbliche amministrazioni affrontando, per la prima volta in modo organico e completo, il tema dell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle Pubbliche amministrazioni, nonché la disciplina dei principi giuridici fondamentali relativi al documento informatico ed alla firma digitale.
Con il Codice, le banche dati e le anagrafi elettroniche delle Pubbliche amministrazioni saranno obbligate a "dialogare" per accelerare le procedure e garantire legalità e trasparenza. I documenti informatici avranno pieno valore probatorio. Documenti, libri, repertori, scritture anche contabili potranno essere conservati su supporti informatici, eliminando così una enorme quantità di carta e ottenendo rilevanti risparmi.
Diverse sono le novità introdotte dal Codice che non solo ha raccolto e riorganizzato sistematicamente la normativa in materia ma ha anche sancito determinati obblighi a carico delle P.A. e diritti in favore dei cittadini.
Innanzitutto è previsto l’obbligo per le Pubbliche amministrazioni di scambiarsi on-line i dati relativi alle pratiche di cittadini ed imprese, evitando il peregrinaggio da un ufficio all’altro per ottenere documenti e certificati, o di dover aspettare mesi affinché si svolga, come avviene ora, il trasferimento cartaceo delle pratiche tra le varie amministrazioni pubbliche.
Naturalmente un simile obbligo comporta ormai il superamento di quell’antica distinzione tra atto amministrativo ad elaborazione elettronica che altro non è che il risultato di un sistema informativo, normalmente di alto livello, che, collegando norme e dati, predispone un provvedimento che altrimenti sarebbe stato il frutto di riscontri e valutazioni vincolate da parte di un funzionario (in presenza di valutazioni discrezionali la predisposizione elettronica si ferma, offrendo al funzionario un atto parzialmente predisposto, da riempire con la sua valutazione discrezionale) e il vero e proprio atto elettronico che rappresenta l'autentica rivoluzione nell’organizzazione del lavoro amministrativo pubblico, oggetto del codice. Con quest’ultimo concetto si attua il principio della validità giuridica dell’atto amministrativo in forma elettronica. Riconoscendo, difatti, valore giuridico all’atto amministrativo nella sua forma elettronica, si ottiene quale principale effetto quello di renderlo disponibile in rete, senza confini di distanza, con possibilità di strutturare flussi di lavoro (workflow) sempre in forma elettronica, impostando una pratica amministrativa unica, a perfezionamento progressivo, qualunque sia il numero degli uffici o delle amministrazioni interessate (teleamministrazione).

domenica 6 giugno 2010

Progetto CodiceICT1.0: l'intera normativa ICT in un unico file


Oggi per me è un giorno importante, poiché ho deciso di lanciare sul mio blog un progetto che per quanto semplice nell'idea costa molta fatica.
Si tratta di realizzare un vero e proprio codice on line che comprenda tutta la normativa in vigore avente per oggetto l'utilizzo delle nuove tecnologie, suddivisa in macro-categorie di carattere generale.
L'idea alla base del progetto è evidente: con l'apporto ovviamente di tutti gli utenti il codice è perennemente in progress e viene aggiornato ogni qualvolta vi sia un nuovo provvedimento o venga trovato qualche errore o imprecisione.
In questo modo tutti, sia studiosi che operatori del settore, potranno avere uno strumento estremamente utile ai fini della consultazione della normativa vigente con diverse chiavi di lettura e quindi di ricerca.
Ho realizzato la prima versione denominata 1.0 che è possibile scaricare alla destra della home page del sito ed attendo vostre considerazioni e consigli per migliorare l'idea progettuale.