domenica 12 settembre 2010

L'atto pubblico informatico potrà essere redatto dal notaio (ma quando?)


Il Decreto Legislativo 2 luglio 2010, n. 110 (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 166 del 19/07/2010), recante “Disposizioni in materia di atto pubblico informatico redatto dal notaio”, ha dato attuazione a quanto previsto dall'articolo 65 della legge 18 giugno 2009, n. 69”.
Il provvedimento si compone di soli 4 articoli. Il primo articolo è quello fondamentale e prevede diverse modifiche ed integrazioni della legge relativa all'ordinamento del notariato (legge 16 febbraio 1913 n.89). In particolare viene sancito che ogni Notaio dovrà dotarsi di firma digitale per l'esercizio delle proprie funzioni e viene individuato, nel Consiglio Nazionale del Notariato, l'ente certificatore privilegiato, unico legittimato a rilasciare certificati di firma ai Notai.
Interessanti disposizioni vengono dettate anche in materia di conservazione degli atti pubblici. Difatti il notaio per la conservazione degli atti informatici, si avvale della struttura predisposta e gestita dal Consiglio nazionale del Notariato nel rispetto dei principi di cui all'articolo 60 del d.lgs. n. 82/2005. Gli atti saranno conservati nella suddetta struttura e costituiscono ad ogni effetto di legge originali informatici da cui possono essere tratti duplicati e copie.
Il Decreto legislativo in questione, però, non è immediatamente operativo in quanto ai fini della completa attuazione dello stesso è necessaria l'emanazione di uno o più decreti da parte del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione e il Ministro per la Semplificazione Normativa, sentiti il Consiglio nazionale del notariato ed il Garante per la protezione dei dati personali e DigitPA.
E' evidente, quindi, che ci vorrà ancora un pò di tempo per vedere il primo atto pubblico informatico redatto dal notaio. Inoltre, non poche sono le perplessità che sorgono a seguito della lettura di questo provvedimento. Innanzitutto sappiamo bene che proprio in materia di firme elettroniche e di conservazione degli atti informatici sono imminenti le nuove disposizioni di riforma del CAD, per cui dovremo poi valutare la compatibilità delle stesse con quanto previsto dal decreto.
Inoltre, appare sinceramente poco opportuna, in tale contesto, una norma che preveda la possibilità di riconoscere la validità della semplice scansione della firma autografa delle parti anche se poi successivamente autenticata dalla firma digitale del notaio. A parte le difficoltà che potrebbe incontrare il notaio, o si riconosce la necessità della firma elettronica (digitale) per tutti oppure è inutile che si parli di atto pubblico informatico.