sabato 4 settembre 2010

Euro Content Ltd. - easy-download.info: attenzione all'inganno!!!


Parecchi navigatori sono caduti nella rete ben architettata dalla società tedesca Euro Content Ltd che lasciando intendere all'ignaro utente di poter scaricare gratuitamente un programma dalla rete lo reindirizza alla pagina del sito easy-download.info e gli fa compilare un form che altro non è che un abbonamento di ben 96,00 euro di servizi di download.
L'Aduc e le principali associazioni di consumatori rilevando giustamente gli estremi di una pratica commerciale scorretta da parte della società tedesca hanno inoltrato regolare denuncia all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (http://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/20100609-espostoeasydownload-pubblicazione.pdf), che ha già avviato l'istruttoria. Ma credo che purtroppo questa iniziativa non sia sufficiente a tutelare tutti coloro che già hanno ricevuto la diffida di pagamento della società tedesca. La diffida è molto particolareggiata ed è costruita in modo tale da indurre il povero malcapitato a pagare al fine di incorrere in iniziative giudiziarie di carattere esecutivo (probabile che si tratti di un semplice bluff).
Ovviamente chi dovesse avere avuto una simile disavventura deve assolutamente evitare di pagare ed inoltrare denuncia alla Procura della Repubblica tramite la polizia postale per truffa informatica. Difatti quello architettato dalla società tedesca è un vero e proprio raggiro, in quanto l'utente viene reindirizzato direttamente al form da compilare sul sito di easy-download.info e non ha la possibilità di consultare le pagine dove viene chiaramente indicata l'onerosità del servizio. Inoltre tutte le informazioni di maggiore rilevanza sono, contrariamente a quanto prescritto dal nostro codice del consumo (ma devo dire da tutta la normativa comunitaria in materia), poco visibili e scritte con caratteri molto piccoli.
Del resto la società tedesca con il form riesce a carpire solo le principali informazioni personali dell'utente, ma non potrà mai dimostrare l'effettivo consenso del soggetto (non è prevista l'apposizione di alcuna firma digitale) e per questo motivo nella lettera di diffida si riporta l'indirizzo IP della macchina e l'orario della transazione. A prescindere dal fatto che con tali accorgimenti non si risolve comunque il problema della prova del consenso, il riferimento all'IP è del tutto improprio ed in violazione alla normativa sul trattamento dei dati personali. Difatti come già si avuto modo di vedere nelle numerose iniziative anti filesharing solo l'Autorità giudiziaria nel corso di proprie indagini può effettuare simili ricerche e giungere ai dati personali del navigatore, non certo la società tedesca per pretendere un pagamento pretestuoso. Inoltre con lo stesso form i dati personali sono carpiti in violazione della normativa sulla privacy poiché la necessaria informativa non è affatto visibile. Per questi motivi, quindi, andrebbe inoltrata necessaria segnalazione anche all'Autorità Garante.