lunedì 5 aprile 2010

Un progetto sul procedimento telematico nell'Unione Europea


Il prof. Duni, che secondo il sottoscritto è uno degli studiosi più brillanti in tema di procedimento amministrativo elettronico, ha coordinato un progetto sul procedimento telematico nell’Unione Europea, che contiene i risultati di uno sforzo collettivo di 33 studiosi i quali hanno partecipato a convegni sul tema del procedimento telematico nelle pubbliche amministrazioni europee e lavorato successivamente raccogliendo tutti i suggerimenti ottenuti. Il gruppo di lavoro ha ritenuto utile concludere i lavori redigendo un testo nella forma di una possibile direttiva comunitaria.
I «considerando» sono 25: volutamente numerosi perché rappresentano complessivamente anche una relazione di supporto all’intero progetto.
Per gli specialisti del diritto amministrativo è estremamente ovvio che l’attività delle pubbliche amministrazioni è basata sul procedimento, inteso come un insieme di regole che disciplinano l’avvio, l’istruttoria, la trasparenza, la partecipazione, la cooperazione tra uffici ed amministrazioni.
Per gli studiosi di diritto amministrativo è altrettanto ovvio che i principali atti giuridici della pubblica amministrazione sono il risultato finale di attività complesse, svolte attraverso la cooperazione di più uffici e di più amministrazioni pubbliche. Sono pochi e poco rilevanti gli atti che si compiono ad opera di un solo ufficio e di un solo pubblico funzionario.
Tuttavia questa consapevolezza tra gli specialisti del diritto amministravo non ha portato ad una disciplina adeguata, completa ed eseguibile, quando il legislatore comunitario ed i legislatori nazionali hanno ritenuto di disciplinare l’uso delle ITC nelle pubbliche amministrazioni, unicamente attraverso la dematerializzazione dei documenti.
Fin dai primi studi sulla teleamministrazione (1978) era stato evidenziato che la dematerializzazione aveva come scopo la possibilità di gestire in rete il procedimento telematico.
Viceversa, fino ai giorni nostri, l’attenzione dei legislatori (salvo qualche eccezione) si è concentrata sul documento informatico, trascurando l’essenziale aspetto delle modalità della sua creazione, ossia il procedimento amministrativo telematico.
Poiché ormai che questa consapevolezza è acquisita o si sta comunque diffondendo, sembra estremamente opportuno che, così come avvenne per le firme elettroniche nel 1999, l’U.E. eserciti la sua funzione di coordinamento prima che le più svariate soluzioni siano adottate dai singoli Stati membri, creando situazioni precostituite, difficili da rimuovere, con il disastroso effetto di impedire l’interoperabilità digitale e telematica delle amministrazioni degli Stati tra di loro (interoperabilità orizzontale) e con le istituzioni dell’ U.E. (interoperabilità verticale). Sarebbero ovvie, in tale situazione, le difficoltà operative del cittadino europeo.
Il fondamento giuridico dell’intervento ed i limiti della direttiva sono chiaramente enunciati nei considerando del testo e nella proposta complessiva che è consultabile all’indirizzo http://spol.unica.it/teleamm/2010/default-it.html.