domenica 25 aprile 2010

Cosa si intende per contratti informatici?


Gli accordi che si stipulano nel settore informatico possono essere suddivisi, secondo una classificazione di carattere tradizionale, in tre categorie: i contratti di hardware, i contratti di software ed i contratti di servizi informatici.
1. I contratti di hardware. Quando si decide di costituire un centro elaborazione dati o comunque di informatizzare un ufficio, occorre acquistare o noleggiare o prendere in leasing le apparecchiature necessarie. In determinati casi potrà essere possibile stipulare un unico contratto con una società fornitrice, ma in altri casi più complessi saranno necessari più contratti con diversi fornitori. Questi contratti dovranno essere coordinati tra loro esattamente come vanno coordinate fra loro le macchine oggetto delle transazioni e sotto questo profilo si fa riferimento al concetto di sistema contrattuale. Il termine sistema rappresenta altresì la complessità degli accordi derivanti non solo dalla pluralità dei contraenti, bensì anche dal collegamento di solito esistente tra il contratto per la cessione di una macchina ed il relativo contratto per la sua manutenzione nonché dalla possibilità che si stipulino tipi di contratto diversi per i vari segmenti di hardware che entrano a far parte del sistema di elaborazione, a seconda del rilievo di ciascuno di essi (ad esempio si può concludere un comodato per le macchine in prova, una compravendita per le unità essenziali, un leasing per unità molto costose).
2. I contratti di software. Lo svolgimento del compito affidato alle macchine diviene possibile solo disponendo del necessario software di base (in genere venduto insieme all’elaboratore) e dei programmi applicativi, che risolvono lo specifico problema dell’utente. I fornitori di programmi possono essere diversi e quindi anche per il software si può parlare di un sistema contrattuale, che va ad integrare quello dell’hardware. Quali possibili contratti aventi ad oggetto il software si individuano nel sistema vigente i contratti di: fornitura, licenza d’uso, licenza a strappo, sviluppo software, assistenza e manutenzione.
3. I contratti di servizi. Qualora si voglia automatizzare la propria attività si può anche affidare il servizio completo presso centri specializzati che mettono a disposizione macchine, programmi, persone per realizzare l’automazione richiesta. Questo rapporto richiede, in genere, la sottoscrizione di un unico contratto il cui contenuto può andare dalla registrazione di dati alla progettazione di interi sistemi informativi. Spesso, però, si preferisce fare ricorso ad una grande varietà di contratti di servizi delegando a terzi determinate attività informatiche non effettuabili in proprio per mancanza di risorse o per impedimenti legali. Si pensi ad esempio ai contratti di outsourcing, ai contratti per la integrazione di sistemi, ai contratti di disaster recovery, ai contratti di engineering.
Non si può non ripetere qui che l’avvento della telematica e le nuove possibilità offerte dall’utilizzo del web come luogo virtuale di scambi hanno determinato una profonda modificazione nello studio dei contratti informatici, con la conseguente nascita di nuove figure contrattuali.
Va evidenziato che dallo studio degli aspetti oggettivi del contratto informatico si è passati ad un approfondimento delle problematiche attinenti ai soggetti stipulanti, sotto il profilo anzitutto della identificazione dei contraenti.
In tutti i contratti telematici, quindi, assume un ruolo prioritario l’elemento della sottoscrizione come punto di raccordo tra la volontà espressa e le conseguenze che l’ordinamento attribuisce a quel determinato meccanismo di sottoscrizione. In tale ottica la nuova figura della firma elettronica (in particolare la firma digitale) serve anche a collocare il sottoscrittore in una determinata categoria ed invero il possesso di un meccanismo di firma, come quello in esame, diviene, grazie all’esistenza del certificato che ne attesta la provenienza e che contiene le informazioni sul firmatario, un sintomo rilevatore di una categoria di appartenenza, consentendo anche di conoscere in anticipo la normativa applicabile e di poter utilizzare la sottoscrizione digitale in funzione garantistica nella redazione delle singole clausole.
La collocazione del sottoscrittore in una determinata categoria consente anche di individuare con certezza la categoria negoziale cui appartiene il contratto stipulato attraverso la sottoscrizione con quella determinata firma digitale.
Difatti si sono affermate nella prassi alcune principali distinzioni, proprio con riferimento ai soggetti stipulanti, evidenziandosi le seguenti figure negoziali:
1. contratti non professionali o business to consumer, quali ad esempio i contratti di commercio elettronico, i contratti bancari e/o finanziari a distanza;
2. contratti professionali o business to business, come i contratti pubblicitari su Internet, di locazione, sviluppo e gestione di un sito web;
3. contratti stipulati con soggetto istituzionale, appartenente alla P.A.