martedì 16 febbraio 2010

Propaganda elettorale: cosa è consentito?

A quali sanzioni sarebbe andato incontro il candidato Antonio La Trippa con questo tipo di propaganda?

Al di là dell’aspetto umoristico, essendo vicini alle elezioni è il caso di fare il punto sull’attuale situazione normativa e capire quando possiamo contestare una propaganda troppo invasiva della nostra sfera privata.
L’Autorità Garante ha la buona abitudine di ricordare sempre alle forze politiche, nell’imminenza delle elezioni, le principali prescrizioni da rispettare. Quest’anno ancora non lo ha fatto, ma estremamente indicativo in materia è il decalogo del 7 settembre 2005 dove viene delineato un quadro generale esauriente dell’intera situazione.
In breve:
- possono essere utilizzati, senza il preventivo consenso degli interessati, i dati contenuti nelle fonti documentali detenute da soggetti pubblici, che in base a una specifica norma siano liberamente accessibili a chiunque senza limitazioni di sorta quali, ad esempio, le liste elettorali e gli altri elenchi e registri in materia di elettorato attivo e passivo;
- i titolari di cariche elettive possono utilizzare le informazioni raccolte nel quadro delle relazioni interpersonali con cittadini ed elettori senza il preventivo consenso degli interessati, ma non sono legittimati ad ottenere dagli uffici dell'amministrazione o dell'ente la comunicazione di intere basi di dati, oppure la formazione di appositi elenchi "dedicati" da utilizzare per attività di propaganda elettorale, così come non sono utilizzabili i dati raccolti nell'esercizio di attività professionali e di impresa;
- nell'ambito di partiti, organismi politici, comitati di promotori e sostenitori, si possono utilizzare, senza un apposito consenso, dati personali relativi a iscritti e aderenti, nonché ad altri soggetti con cui si intrattengono regolari contatti. Altri enti, associazioni ed organismi senza scopo di lucro (associazioni sindacali, professionali, sportive, di categoria, ecc.), possono prevedere tra i propri scopi anche le finalità di propaganda elettorale che, se perseguite direttamente dai medesimi enti, organismi o associazioni, non richiedono il consenso;
- i dati estratti dagli elenchi telefonici possono essere invece trattati a fini di propaganda elettorale per l'invio di posta ordinaria o di chiamate telefoniche effettuate da un operatore, a seconda dei simboli apposti sull'elenco. Qualora si ricorra all'invio di fax, di messaggi Sms e Mms, o di e-mail, nonché a chiamate telefoniche senza l'intervento di un operatore oppure a chiamate a terminali di telefonia mobile, non è possibile svolgere attività di propaganda politica senza un consenso preventivo e specifico dell'interessato, basato su un'informativa che evidenzi chiaramente gli scopi per i quali i dati sono utilizzati;
- l'eventuale acquisizione dei dati personali da un terzo (il quale potrebbe averli raccolti in base ad un consenso riferito ai più diversi scopi, compresi quelli di tipo promozionale o commerciale) non esime il partito, l'organismo politico, il comitato o il candidato dall'onere di verificare, anche con modalità a campione e avvalendosi del mandatario elettorale, che il terzo: a) abbia informato gli interessati riguardo all'utilizzo dei dati per finalità di propaganda e abbia ottenuto il loro consenso idoneo ed esplicito; b) non abbia violato il principio di finalità nel trattamento dei dati associando informazioni provenienti da più archivi, anche pubblici, aventi finalità incompatibili. Queste cautele vanno adottate anche quando il terzo, oltre a fornire i dati, svolge le funzioni di responsabile del trattamento designato da chi effettua la propaganda.