sabato 23 gennaio 2010

Quale futuro per Internet in Italia?


Rispondere a questa domanda non è affatto facile, perché le premesse non sono affatto buone. Ormai Lisbona 2010 è lontana con le sue ambizioni di accesso universale, banda larga, e-learning, web 2.0, mentre negli ultimi tempi Internet continua ad essere vista in chiave repressiva.
Il DL Romani tende ad introdurre un regime di controllo su YouTube, vuole imporre l'autorizzazione ministeriale a ogni WebTv e Webcam su Internet, rendere la rettifica online alla stregua di quella sui Tg, attribuire all'AgCom una vera e propria funzione di "sceriffo del Web" e responsabilizzare sempre di più i provider in merito ai contenuti immessi dagli utenti.
Nel caso tutto ciò dovesse riuscire e ne dubito per i soliti motivi tecnici e giuridici, cosa rimarrà più della tanto decantata libertà della Rete?
Ma non è mica finita qui. Sono in sospeso, difatti i casi:
- Facebook dove il Governo insiste per una regolamentazione dei social network e dei blog;
- Google, si pensi alla battaglia legale con Mediaset, alla causa sul video del cyber bullismo ed alla questione Antitrust, che coinvolge Google news, sollevata dagli editori italiani;
- file sharing, dove la guerra contro gli utenti P2p è sempre più accesa e rischia di raggiungere livelli davvero critici.
Potrei continuare ancora, ma credo che già questo scenario induca a riflettere sulle prospettive future di Internet e principalmente sul concetto di libertà che anche in Italia sta diventando sempre più simbolico. Il problema credo sia proprio questo: gli italiani sul modello degli americani stanno iniziando ad avere sempre più paura di ciò che non possono controllare ed Internet ormai sta diventando per molti politici un’ossessione.
Basta difatti la creazione di un qualsiasi gruppo eversivo su facebook, anche il più fantasioso, ed ecco che subito si grida allo scandalo e si punta il dito contro gli effetti deleteri della Rete. Poi non fa nulla che per televisione si assista a minacce, insulti, risse che vedono proprio i politici coinvolti, questo è tutto normale e fa parte del gioco dell’audience. La rete no!!! Essa è pericolosa e va imbavagliata. Questo ormai è il messaggio che si diffonde sempre di più nelle alte sfere.
Lo dico e lo sosterrò sempre: un conto è regolamentare Internet, un altro è censurare la Rete. In quest’ultimo caso a perderci saremo soltanto noi e la nostra libertà.