lunedì 28 dicembre 2009

Uno studio sull'insegnamento dell'informatica giuridica


In questi giorni ho condotto una ricerca sull’insegnamento dell’informatica giuridica e materie affini presso le Università italiane raggiungendo dei risultati molto interessanti visionabili all'indirizzo www.micheleiaselli.it/insegnamenti.htm.
Per l’anno accademico 2009-2010 ho contato ben 82 insegnamenti attivati in materie attinenti ai rapporti tra diritto ed informatica.
Prevale di gran lunga l’insegnamento dell’informatica giuridica intesa nella maggior parte delle volte in senso ampio e rimane sempre molto saldo il collegamento dell’informatica giuridica alla filosofia del diritto. Difatti in molti casi l’informatica giuridica viene accostata alla logica o alla teoria dell’interpretazione o addirittura viene assorbita dalla filosofia del diritto.
In alcune Università come ad esempio a Milano l’informatica giuridica si allontana dalla filosofia assumendo dei connotati più di carattere tecnologico, ma si tratta di casi ancora piuttosto rari.
In poche facoltà si attribuisce maggiore rilevanza alle abilità informatiche per giuristi che comprendono comunque nozioni di informatica giuridica, mentre in altre facoltà sono stati attivati insegnamenti di puro diritto come diritto privato dell’informatica, diritto pubblico dell’informatica o diritto pubblico di Internet. Interessante anche l’orientamento di alcuni docenti che hanno attivato insegnamenti sul diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie o sui rapporti tra metodologia ed informatica giuridica.
Indubbiamente molte Università come Bologna, Milano, Roma attribuiscono all’informatica giuridica un rilievo notevole lasciando ampi spazi di approfondimento ai docenti. Altre Università, invece, non hanno nemmeno attivato insegnamenti di informatica giuridica rimanendo legate ancora ai tradizionali moduli di pura informatica.
Riguardo i docenti bisogna dire che sono ancora pochi coloro i quali si sono affermati come specialisti della materia. Nella maggior parte dei casi molti sono prestati dalla filosofia del diritto oppure si tratta di ricercatori o professionisti che hanno affidamenti annuali.
Infine in merito ai testi adottati ormai il mercato offre una vasta scelta, ma i testi di Sartor e Pascuzzi sono in genere quelli più preferiti accanto ai diversi testi di Ziccardi ed al solito Borruso che continua ad essere scelto in molte Università.
Come bilancio finale ritengo quindi di dover dare un giudizio sostanzialmente positivo in quanto sono ormai diverse le Università che, a prescindere dalla terminologia utilizzata, stanno riconoscendo l’importanza della materia. Rimane a parere di chi scrive la necessità di riconoscere un ruolo autonomo all’informatica giuridica che non ha ormai bisogno di accostamenti ad altre materie avendo ormai acquisito una propria identità definita.

giovedì 24 dicembre 2009

Libro ANDIP: L’evoluzione della privacy come diritto fondamentale del cittadino


Con questo lavoro un gruppo di giuristi dell’ANDIP (Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy) specializzati nello specifico settore della protezione dei dati personali affronta le principali tematiche della materia approfondendo le questioni più rilevanti.
Vengono esaminati in chiave divulgativa il diritto alla riservatezza e la tutela dell’interessato, gli adempimenti degli incaricati, la privacy e le nuove tecnologie, le misure minime ed idonee di sicurezza, il documento programmatico sulla sicurezza e le certificazioni, la tutela giudiziaria, il Garante per la protezione dei dati personali, la tutela dei dati sanitari, i codici deontologici.
L’obiettivo del libro è tracciare un quadro esauriente e sufficientemente chiaro della riservatezza intesa nel senso più ampio del termine fornendo al lettore una chiave di lettura semplice e di immediata percezione.
Una materia complessa e tanto dibattuta come la privacy viene suddivisa nelle sue principali componenti e passata sotto la lente d’ingrandimento con la consapevolezza di avere come destinatari anche l’uomo della strada e non solo studiosi della materia.
Il lavoro è stato coordinato dal Presidente dell’Andip dott. Michele Iaselli.
Il libro, pubblicato dalla casa editrice "Il Nuovo Diritto", può essere acquistato on line all’indirizzo http://www.ibs.it/code/9788895753331/zzz1k1456/evoluzione-della-privacy-come.html.

Amministratore di sistema: la risposta a molti interrogativi


Nonostante il termine del 15 dicembre previsto dall’Autorità Garante per la nomina degli Amministratori di sistema sia già scaduto, continuano ad esserci molti dubbi sulle funzioni dell’Ads e principalmente sull’opportunità della nomina e sulle sue responsabilità. Al fine di rispondere a questi ed a altri interrogativi che professionisti ed aziende si pongono su tale figura ho predisposto delle slides che spero possano chiarire molti aspetti. Le slides sono scaricabili all’indirizzo www.micheleiaselli.it/ads.pdf.

La privacy negli alberghi


Il giorno 9 dicembre ho partecipato alla trasmissione “La radio ne parla” su Rai radio 1 dove si è parlato di privacy nelle strutture alberghiere. All’indirizzo www.micheleiaselli.it/laradioneparla2009_12_09.mp3 è possibile ascoltare la mia intervista dove affronto i frequenti problemi dell’informativa e del consenso negli alberghi dove vengono svolte attività di profilazione. Inoltre parlo di misure minime di sicurezza e di videosorveglianza.

lunedì 7 dicembre 2009

La ricerca dei documenti giuridici



Continuo a pubblicare i miei lavori in materia di informatica giuridica. Questa è la volta di un argomento molto gettonato in campo universitario che ha presentato interessanti risvolti nello specifico settore dell’intelligenza artificiale. Si tratta della ricerca dei documenti giuridici sia off line che on line, che indubbiamente sta conoscendo nuova linfa con l’avvento della Rete.
Difatti, l’esigenza di sfruttare al meglio le potenzialità di una rete telematica come Internet ha consentito di ricorrere a strumenti, come guide, motori di ricerca specifici, intelligent agent che consentano all’utente di orientarsi e ottenere delle informazioni pertinenti, ristabilendo un ordine fra il disordine. Ma affinché tali strumenti possano essere efficienti è necessario che siano coordinati fra di loro: l’elemento indispensabile che sta alla base di questa nuova filosofia è infatti proprio quello della cooperazione che non significa solo comunicarsi dati, ma significa, in prospettiva, concordare strategie, uniformare certi canoni di base (per esempio rendere omogenee le citazioni) in modo da evitare per quanto possibile la dispersività che può divenire fonte di disinformazione. All’indirizzo http://www.micheleiaselli.it/Ricerca.pdf potete scaricare le slides sull’argomento.

mercoledì 2 dicembre 2009

Colloquio Fini - Trifuoggi: dove arriveremo?


Quanto è accaduto ultimamente in merito alla nota conversazione Fini - Trifuoggi mi lascia davvero molto perplesso e non comprendo come sia possibile lasciar passare impunite violazioni così evidenti della normativa in materia di protezione dei dati personali. Non mi interessa affatto il contenuto della conversazione di matrice chiaramente politica, ma è il messaggio che da un simile episodio può essere trasmesso all’intera collettività che mi preoccupa profondamente.
Tra poco non ci verrà più riconosciuto il diritto nemmeno di parlare ed è inconcepibile che il contenuto di una conversazione privata, ancorché tenuta nel corso di un convegno, sia prima registrato e poi addirittura reso pubblico. Passi l’errore della registrazione in considerazione dei microfoni lasciati accesi, ma non può certo passare la pubblicazione del video con addirittura i sottotitoli nel caso non si comprendessero bene i contenuti del dialogo. Qual è in questo caso l’utilità sociale dell’informazione? Siamo sempre lì, è solo l’esigenza del mero scoop giornalistico che ormai non conosce più limiti. E se Fini confessava all’amico magistrato di avere dei problemi personali e/o familiari? Cosa sarebbe successo?
Con ancora più grande sorpresa questa mattina ho sentito quanto sostenuto da un famoso penalista nel corso di una trasmissione radiofonica. Si parlava di registrazione del tutto giustificata perché avvenuta in un luogo pubblico e prevedibile dalle parti. Sinceramente non poche sono le perplessità che nascono da tali affermazioni.
La conversazione, difatti, è del tutto privata tra due amici che si scambiano idee su questioni di attualità, mentre in pubblico sta parlando solo un relatore. Inoltre nessuno mai poteva immaginare che quel colloquio poteva essere oggetto di registrazione, tra l’altro del tutto casuale (almeno mi auguro).
Ed allora? Bene due riflessioni sono immediate: la prima è che gli avvocati devono approfondire maggiormente la delicata materia della privacy e la seconda è che in questi casi dovrebbe intervenire con maggiore impulso l’Autorità Garante al fine di evitare pericolose derive di carattere giornalistico.