mercoledì 2 dicembre 2009

Colloquio Fini - Trifuoggi: dove arriveremo?


Quanto è accaduto ultimamente in merito alla nota conversazione Fini - Trifuoggi mi lascia davvero molto perplesso e non comprendo come sia possibile lasciar passare impunite violazioni così evidenti della normativa in materia di protezione dei dati personali. Non mi interessa affatto il contenuto della conversazione di matrice chiaramente politica, ma è il messaggio che da un simile episodio può essere trasmesso all’intera collettività che mi preoccupa profondamente.
Tra poco non ci verrà più riconosciuto il diritto nemmeno di parlare ed è inconcepibile che il contenuto di una conversazione privata, ancorché tenuta nel corso di un convegno, sia prima registrato e poi addirittura reso pubblico. Passi l’errore della registrazione in considerazione dei microfoni lasciati accesi, ma non può certo passare la pubblicazione del video con addirittura i sottotitoli nel caso non si comprendessero bene i contenuti del dialogo. Qual è in questo caso l’utilità sociale dell’informazione? Siamo sempre lì, è solo l’esigenza del mero scoop giornalistico che ormai non conosce più limiti. E se Fini confessava all’amico magistrato di avere dei problemi personali e/o familiari? Cosa sarebbe successo?
Con ancora più grande sorpresa questa mattina ho sentito quanto sostenuto da un famoso penalista nel corso di una trasmissione radiofonica. Si parlava di registrazione del tutto giustificata perché avvenuta in un luogo pubblico e prevedibile dalle parti. Sinceramente non poche sono le perplessità che nascono da tali affermazioni.
La conversazione, difatti, è del tutto privata tra due amici che si scambiano idee su questioni di attualità, mentre in pubblico sta parlando solo un relatore. Inoltre nessuno mai poteva immaginare che quel colloquio poteva essere oggetto di registrazione, tra l’altro del tutto casuale (almeno mi auguro).
Ed allora? Bene due riflessioni sono immediate: la prima è che gli avvocati devono approfondire maggiormente la delicata materia della privacy e la seconda è che in questi casi dovrebbe intervenire con maggiore impulso l’Autorità Garante al fine di evitare pericolose derive di carattere giornalistico.