domenica 22 novembre 2009

PCT e PEC: l’avvocatura al passo con le nuove tecnologie (e basta polemiche!!)


Ho partecipato il 20 novembre ad un interessante seminario a Foggia dove si è discusso di Processo Telematico, Posta Elettronica Certificata e firma digitale. L’incontro organizzato dal Cinfor e dall’amico presidente Francesco Celentano ha visto la partecipazione di ben 700 avvocati che hanno assistito con interesse alle relazioni ed alle esercitazioni sull’uso dei nuovi strumenti.
Devo dire che sono rimasto entusiasta non solo della nutrita partecipazione, ma principalmente per l’effettivo coinvolgimento culturale dell’intesa classe professionale che sta rispondendo con coscienza e serietà a questo cambiamento ormai epocale. L’obbligo del 29 novembre della PEC per i professionisti, difatti, non comporta alcuna sanzione in caso di violazione, ma gli avvocati hanno capito che ormai i tempi sono cambiati ed è il momento di sfruttare i vantaggi delle nuove tecnologie. D’altronde, come annunciato da fonti ministeriali, sono già state predisposte delle modifiche al Codice dell’Amministrazione Digitale che introducono anche sanzioni in caso di inosservanza dei provvedimenti.
In tale contesto devo dire che si sente ancora un coro piuttosto acceso ed indispettito di giuristi che continuano a tuonare ed inveire contro la PEC sottolineandone i difetti. Indubbiamente la PEC come tutte le tecnologie informatiche presenta dei problemi (ad esempio la compatibilità è uno di questi) ed io stesso in numerosi convegni ed anche su questo blog (http://micheleiaselli.blogspot.com/2009/10/la-pec-ed-il-processo-di.html) ne ho sottolineato le contraddizioni specie di carattere giuridico. Ma ora sarebbe il caso di accettare questa nuova realtà fortemente voluta a livello governativo e concentrare i propri sforzi ad illustrare agli altri professionisti il funzionamento di questi strumenti, fornendo un valido contributo all’innovazione professionale e di tutta la società. Continuare a criticare serve a poco e si rischia di diventare tanti Don Chisciotte lontani dalla realtà.
Sono fortemente convinto che l’introduzione di qualsiasi strumento tecnologicamente evoluto creerà sempre problemi di carattere tecnico e giuridico nella nostra società, ma non possiamo per questo bloccare l’innovazione. Se possiamo dobbiamo sottolinearne eventuali incongruenze che il legislatore può correggere, ma al momento giusto dobbiamo anche incoraggiare l’introduzione di questi strumenti e non porci solamente in chiave di critica distruttiva.
Per chi ha interesse è disponibile all’indirizzo www.micheleiaselli.it/innavv.pdf la mia relazione al seminario del 20 novembre.