mercoledì 21 ottobre 2009

Uccidiamo Berlusconi: Facebook esagera?


E’ la notizia del momento, il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” nato più di un anno fa su Facebook ha raggiunto ormai 12.000 iscritti ed è diventato oggetto di inchiesta della magistratura e di particolare attenzione del Ministro Alfano come elemento di forte preoccupazione per la sicurezza del Premier oltre che naturale incitamento all’odio ed all’omicidio.
Devo dire che anch’io sono molto preoccupato, ma per tutt’altre motivazioni.
Era già noto che la classe politica non avesse particolare dimestichezza con gli strumenti del web e già per il passato abbiamo avuto iniziative preoccupanti di diversi personaggi politici tendenti ad imbavagliare o comunque censurare la Rete, ma adesso credo proprio che si stia esagerando.
Andare ad individuare una matrice “terroristica” in un gruppo creato su Facebook non ha alcun senso ed anzi credo proprio che sia dimostrabile giusto il contrario. Innanzitutto chi conosce anche superficialmente il social network sa bene che su Facebook nascono i gruppi più assurdi con intenti fantascientifici per il solo fine dell’ironia ed al massimo della provocazione. Inoltre è evidente che chi dovesse avere intenzioni davvero preoccupanti mai si iscriverebbe in un gruppo su Internet, ma agirebbe nel più assoluto anonimato.
Altra cosa è poi discutere del buon gusto di tali scelte, ma Facebook è piena di scelte di cattivo gusto (pensiamo ai gruppi che inneggiano alla pedofilia) senza che questo faccia scattare indagini giudiziarie.
Purtroppo, come sempre, noto in tali iniziative la solita volontà di criminalizzare la Rete che di per sé non è certo il male, ma chiaramente può essere utilizzata per finalità criminali. Basti pensare al recente stupro della ragazza di Ascoli attirata dai malfattori proprio tramite Facebook. Questi sono i casi che devono farci riflettere, ma più che altro per insegnare agli adolescenti un uso consapevole della Rete.