domenica 25 ottobre 2009

Cloud computing: i dati sono fra le nuvole


Si chiama cloud computing ed è un sistema di implementazione di risorse basato su “nuvole” di computer realizzate e gestite da grossi providers, in grado di fornire ai clients finali servizi di storage e processoring.
Il cloud computing rappresenta per le sue caratteristiche la soluzione del momento per molte aziende grandi e piccole, che hanno bisogno ciclicamente di notevoli risorse e che non sono in grado di sostenerne gli ingenti costi.
Tale sistema si concreta nell’esternalizzazione dei servizi IT dai clients finali ai provider di nuvole. In tal modo, quindi, le aziende smetterebbero di gestire al proprio interno dati e applicazioni, delegando tale servizio in outsourcing, con grosso risparmio sulla gestione del personale e delle strutture fisiche IT.
Naturalmente c’è sempre un rovescio della medaglia ed una simile soluzione, per quanto molto appetibile, comporta come inevitabile conseguenza la perdita della gestione dei dati da parte del titolare che dovrebbe affidare la stessa a società esterne.
Ritorna, quindi, in auge la ormai “antica” contrapposizione tra privacy e nuove tecnologie che con lo sviluppo delle comunicazioni elettroniche ha vissuto momenti drammatici e che continua ad avere riflessi imprevisti come nel caso in questione.
Come credo ormai sia noto sono uno strenuo difensore del diritto alla riservatezza degli individui inteso nella sua accezione più ampia, ma ritengo che non sia saggio bloccare il progresso tecnologico all’insegna della privacy.
L’obiettivo delle nuove tecnologie è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini nel rispetto della sicurezza e della privacy. Qualsiasi problematica inerente i rapporti tra nuove tecnologie e privacy va sempre risolta inquadrandola nell’ambito di una considerazione globale dei benefici socio-economici che scaturiscono dall’innovazione tecnologica. Ad esempio non possono trascurarsi i grandi vantaggi rappresentati dalle banche dati presenti in Rete oltre che nello svolgimento dell’attività amministrativa, anche nel migliorare in generale la qualità della vita dei cittadini e nel promuovere le attività produttive ed economiche.
In tale ottica, quindi, va risolta anche la problematica sorta nell’ambito del cloud computing attraverso accordi che vincolino le società coinvolte al rispetto dei principi generali riconosciuti in materia di privacy ed in particolar modo all’osservanza di quelle misure di sicurezza necessarie per la tutela degli individui.