domenica 13 settembre 2009

Privacy-giustizia: un connubio difficile


Pochi giorni fa ho visto per televisione su Rai 2 un servizio dove un giornalista indisturbato apriva e consultava i fascicoli che si trovavano negli uffici del Tribunale di Roma, addirittura usciva dallo stesso Tribunale con un fascicolo processuale.
Purtroppo il servizio giornalistico ha solo confermato uno dei problemi più grandi in materia di privacy e cioè la totale inosservanza della legge nella maggior parte degli uffici giudiziari dove vengono trattati quotidianamente dati personali estremamente delicati.
Come Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy abbiamo già denunciato presso l’Autorità Garante questa assurda situazione visto che riceviamo quotidianamente segnalazioni di cittadini che lamentano continue violazioni dei propri dati personali, sensibili e giudiziari. Il vero problema è che il Garante ha grosse difficoltà nell’affrontare la tutela della privacy in questo settore che appare davvero minato.
La stessa Autorità ha tentato accordi di natura politica con il Ministero della Giustizia, ma i risultati sono stati davvero scoraggianti. Resta il fatto che non si può più tollerare una simile situazione di evidente illegittimità che coinvolge del resto intere categorie professionali come i giudici, i cancellieri, gli avvocati tutte deputate, ciascuna per la sua parte, al rispetto della giustizia che sul fronte privacy tale non è.