mercoledì 30 settembre 2009

Gara CEC-PAC: persistono dubbi e contraddizioni

Leggo dal Corriere delle Comunicazioni (http://www.corrierecomunicazioni.it/index.php?section=news&idNotizia=75077) che il “famoso” bando della CEC-PAC vede la partecipazione di colossi che sfruttando le proprie competenze di settore si sono temporaneamente associati per essere più competitivi e cioè Poste italiane e Telecom Italia da un lato ed Aruba e Lottomatica dall’altro. Quindi le nostre previsioni non erano sbagliate anche se era sfuggito il meccanismo dell’ATI che risulta un logico escamotage per soddisfare tutti i requisiti del bando e cioé sia quelli tecnologici che organizzativi.
Sarà sicuramente una bella gara anche se esistono ancora molti dubbi e cioè: sono solo questi i partecipanti o ci sono altre aziende? Perché sono stati prorogati i termini per la presentazione delle offerte?
Inoltre ed è questo l’aspetto più antipatico dell’intera vicenda rimane quel vizio di fondo rappresentato dal “potere” che ha avuto un bando di gara di modificare i termini e la ratio di un disposto legislativo. Difatti sia la legge 2/2009 che il DPCM del 6 maggio 2009 fanno esplicito riferimento alla PEC così come disciplinata dalla normativa vigente, invece il bando introduce la Comunicazione Elettronica Certificata (CEC-PAC) che si pone come una reale alternativa alla PEC per curare esclusivamente i rapporti tra cittadini e P.A.
La giustificazione la si legge nello stesso articolo del Corriere dove il Ministero (non si sa chi) sostiene che si sarebbe introdotta una PEC pubblica gratuita che avrebbe “distrutto” il mercato privato. Bene, questo è un ulteriore esempio di come le logiche di mercato possano addirittura portare a delle applicazioni distorte della legge supportate da interpretazioni molto…ma molto estensive.
Per non contare poi l’ovvia tragica conseguenza che ogni cittadino si dovrà procurare una CEC-PAC per dialogare con la P.A. ed una normale PEC per dialogare nel settore privato. Viva la semplificazione!!!!