domenica 17 maggio 2009

Peer to peer: la Francia purtroppo ha deciso. L’Italia cosa farà?


Il parlamento francese ha approvato la legge che va sotto l’acronimo Hadopi. Pur se con una maggioranza inferiore a quella prevista, perché almeno 44 deputati tra quelli che sostengono il governo non l’hanno votata, la legge più discussa degli ultimi tempi è passata con 296 voti a favore contro 233.
Hadopi sta per Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des Droits sur Internet. Si tratta cioè di una autorità indipendente che viene istituita e che, una volta individuato l’utente che “scarica” illegalmente opere dell’ingegno, lo farà oggetto di un’azione in tre tempi: 1) una comunicazione via mail, in cui si rende noto che il comportamento dell’utente è stato individuato e lo si invita a cessarlo; 2) una lettera raccomandata che ripete in modo definitivo l’ingiunzione; 3) la disconnessione dalla rete internet. A questa sanzione si aggiungerà poi quella amministrativa. Per giunta l’abbonato colpito dovrà pagare il canone al provider per tutto il tempo di durata della sanzione, cioè anche mentre non usa la rete perché è stato privato dell’accesso.
Non riesco a comprendere come un paese civile come la Francia possa concepire una simile stortura giuridica, che oltre ad essere lontana da qualsiasi principi giuridico degno di questo nome per i motivi che ho già esposto a suo tempo (http://micheleiaselli.blogspot.com/2009/01/il-medio-evo-italiano-del-diritto.html), viola fondamentali diritti di carattere generale: innanzitutto il sacrosanto diritto di ogni cittadino di consultare una rete pubblica come Internet che non si sostanzia solamente nel peer to peer, in questo caso si mettono in pericolo valori di rilevanza costituzionale presenti nella legislazione di tutti i paesi europei (vogliamo diventare come la Cina?); inoltre il diritto alla privacy viene completamente messo da parte in quanto l’individuazione dell’utente secondo il sistema introdotto dalla legge francese comporta inevitabilmente accertamenti in violazione della normativa sulla privacy.
Adesso dobbiamo guardare con viva preoccupazione ai lavori del nostro comitato interministeriale che ha già lasciato intravedere più volte un’ assurda ed inconcepibile simpatia per il sistema francese.