domenica 10 maggio 2009

Facebook sotto accusa: troppo semplice il furto d’identità


E’ alla ribalta della cronaca la prima inchiesta che coinvolge il social network più famoso della rete, Facebook. Si tratta molto probabilmente di una «vendetta» di uno studente nei confronti di uno dei più stimati docenti del Politecnico di Torino. A sua insaputa il professore era stato infatti iscritto a Facebook con un profilo a dir poco sorprendente: accanto ad alcune reali informazioni (la facoltà in cui insegna, la passione per l´ideazione di strumenti per lo switching, alimentatori a commutazione) tra i suoi interessi compariva una delle peggiori perversioni: la coprofagia.
E’ stato lo stesso professore a scoprire questo scherzo infamante ed immediatamente ha denunciato quanto stava accadendo sulle pagine web alla Procura della Repubblica di Torino.
L’inchiesta giudiziaria inevitabilmente si è trovata subito di fronte alle prime difficoltà connesse alle caratteristiche della Rete perché il sito di Facebook è registrato a Palo Alto in California. L´autore del falso profilo si è tra l´altro iscritto sul sito utilizzando una e-mail di Hotmail, che è anch´esso un sito estero. Quindi soliti problemi di competenza e giurisdizione che ormai su Internet sono diffusissimi.
Ma la vera preoccupazione è un’altra: difatti l’inesistenza di controlli rigidi all’atto dell’iscrizione su Facebook rende particolarmente facile il furto d’identità che può cagionare danni notevoli all’immagine di stimati professionisti.
Le attuali cautele adottate dai gestori del social network sono del tutto insufficienti ed è un vero peccato che un’applicazione estremamente utile del web 2.0 a causa di evitabili leggerezze degli stessi responsabili del sito rischi provvedimenti pesanti di censura in considerazione del fatto che problemi di furti d’identità si stanno verificando un pò dappertutto e già a livello di Commissione Europea si sta ponendo particolare attenzione al fenomeno segnalato a suo tempo dagli stessi Garanti Europei.