sabato 2 maggio 2009

DDL 1447: proposta di modifica dell’articolo 1341 del Codice Civile per favorire l’e-commerce


Il 5 marzo scorso, il senatore Enrico Musso ha presentato un disegno di legge che promette di favorire lo sviluppo dell’e-commerce.
Il ddl Musso – composto da un solo articolo - prevede una modifica dell’art. 1341 del Codice Civile, in modo che le clausole contrattuali richiedenti approvazione specifica possano essere approvate non necessariamente in forma scritta, ma anche con altre modalità di manifestazione del consenso che garantiscano l’esistenza dei medesimi requisiti di conoscenza. In questo modo è possibile riconoscere pieno valore legale ai contratti stipulati attraverso la rete internet, in modo da consentire l’acquisto e la vendita on line, senza la necessità di apporre una firma su un contratto cartaceo, né di utilizzare la cosiddetta firma digitale, che stenta ancora a diffondersi.
Con tale modifica quindi si tenta di risolvere uno dei più grossi problemi dell’e-commerce che insieme al rischio connesso ai pagamenti on line rappresenta uno degli ostacoli maggiori alla diffusione del commercio elettronico.
Purtroppo siamo di fronte ad uno degli ennesimi tentativi maldestri di legiferare in un settore di interesse delle nuove tecnologie. Il classico sistema di manifestazione del consenso tipico di tutti i portali di e-commerce del point and click presenta inconfutabili elementi di incertezza legati all’indeterminatezza della procedura (chi c’è dall’altra parte?) aggravati, tra l’altro, dalla necessità dell’ulteriore consenso per le clausole vessatorie, che non possono di certo essere risolti per legge. Legge che come sempre è scritta in modo talmente generico da lasciare adito alle più ampie interpretazioni.
Perché, quindi, sforzarsi di trovare una soluzione incoerente e fuori da qualsiasi logica giuridica invece di favorire quella che è la soluzione al passo con i tempi e cioè la firma digitale?
Del resto il DDL 1082, già approvato dal Senato il 4 marzo scorso, nelle proposte di modifica al Codice dell’Amministrazione Digitale contenute nell’art. 33 prevede al punto e) la semplificazione della normativa in materia di firma digitale al fine di agevolare l’adozione e l’uso da parte della pubblica amministrazione, dei cittadini e delle imprese, garantendo livelli di sicurezza non inferiori agli attuali.