domenica 17 maggio 2009

Colpo d’acceleratore alla digitalizzazione della giustizia: un difficile tentativo


La digitalizzazione della giustizia, già prevista per delega nel ddl Alfano sull’accelerazione del processo penale che il Consiglio dei ministri ha varato lo scorso febbraio, è stata ora anticipata e inserita nel decreto effettuato “ad hoc” per l’emergenza terremoto.Parte di quelle norme, infatti, sono state stralciate e aggiunte, con un emendamento del Governo, e sono state fatte rientrare nelle misure urgenti disposte dal decreto legge per l’Abruzzo.La notifica degli atti, sia nel penale che nel civile, sarà concordata tra il dicastero di Via Arenula e 1’Avvocatura generale dello Stato, il Consiglio nazionale forense, e i Consigli dell’ordine degli avvocati interessati dalla rivoluzione “on line”.
L’idea di spingere il piede sull’acceleratore - spiegano al ministero della Giustizia - è venuta dopo aver fatto il punto su come venire incontro alle esigenze di magistrati e avvocati dell’ Aquila rimasti senza uffici e stampanti, alle prese con immensi archivi cartacei che erano rimasti sepolti sotto le macerie.
Questi vecchi fascicoli saranno digitalizzati gratuitamente da Poste italiane, mentre i nuovi atti partiranno già scannerizzati dai computer di avvocati e magistrati, attraverso caselle di posta elettronica certificata. Su questo punto pare che ci sia già un’intesa di massima con l’Ordine degli avvocati dell’Aquila.
Purtroppo siamo alle solite, come si può concepire di accelerare in tempi così brevi una procedura che da anni è in corso e stenta a decollare? Ancora una volta ci troveremo di fronte ad un provvedimento che, se approvato, rimarrà lettera morta perché una legge non può modificare la mentalità delle persone né risolvere all’istante problemi di carattere tecnico che da tempo sono all’esame degli operatori.