giovedì 5 marzo 2009

Iniziate le audizioni del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale


Oggi a Palazzo Chigi sono previste le prime audizioni del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale.
Le prime associazioni ed aziende ad essere ascoltate saranno: ANICA - Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali, FRT - Federazione Radio Televisioni, FIMI - Federazione Industria Musicale Italiana, AFI - Associazione dei fonografici Italiani, FAPAV - Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva, AESVI - Associazione Editori Software Videoludico Italiana.
Successivamente saranno comunicate le date delle audizioni di: Confindustria Servizi Innovativi - riunisce AIIP (Providers), Assinform (imprese ICT), ASSTEL (le telecom), FEDOWEB (operatori web); BSA (Business Software Alliance) - riunisce le società produttrici di software (Microsoft, Apple, ecc.); IAB (Interactive Advertising Bureau), che include Google, MySpace, Matrix/Virgilio, Yahoo!, ecc.; Intesa Consumatori e Beuc (Bureau Europèen des Consommateurs), il cui presidente è Paolo Martinello di Altroconsumo.
Le premesse, per la verità, non sono molto buone considerato l’infelice disegno di legge (http://micheleiaselli.blogspot.com/2009/01/il-medio-evo-italiano-del-diritto.html) prima attributo alla SIAE e poi invece individuato come creatura di Luca Barbareschi che se rimane l’impianto normativo su cui discutere non potrà inevitabilmente portare a buoni risultati. Del resto già l’intento manifestato dal Comitato di trovare una soluzione in tempi rapidi ad un problema divenuto ormai estremamente grave lascia un pò perplessi.
La materia da qualche tempo (e sarebbe il caso di cambiare orientamento) viene data in pasto a personaggi dello spettacolo come la Carlucci prima e Barbareschi adesso che hanno dimostrato di avere una visione troppo persecutoria nei confronti della Rete ed una scarsa conoscenza della natura di Internet e dei meccanismi che ne regolano il funzionamento. L’arrivo, quindi, di un Comitato specializzato è stato salutato con grande favore da tutti gli operatori e le previste audizioni sono sicuramente un buon segno. Il problema è che va trovata a mio modesto parere una soluzione equilibrata che assicuri una valida tutela giuridica alle opere coperte dal diritto d’autore, ma non “violenti” la Rete creando degli assurdi meccanismi sanzionatori che di fatto bloccano le funzionalità di Internet e degli stessi operatori che non possono essere gravati di responsabilità eccessive.
Il modello francese non può e non deve essere considerato come punto di riferimento, ma ho paura che l’intento del Comitato sia tutt’altro.