giovedì 5 febbraio 2009

Privacy - giustizia: quando si affronterà il problema?


Mentre leggevo un articolo che affrontava il problema delle intercettazioni con le naturali conseguenze in tema di privacy e si metteva in risalto la necessità di non rendere pubblici i contenuti anche dopo la chiusura delle indagini, mi ha colpito un’affermazione del nostro Presidente del Consiglio e successivamente anche del Ministro Alfano, che nell’ottica anche di un’importante informatizzazione del settore giustizia sottolineavano la “grande” rilevanza del diritto alla privacy.
Nel leggere l’articolo inevitabilmente il pensiero è volato alle affollate e caotiche aule dei tribunali e principalmente dei giudici di pace, dove i fascicoli contenenti dati giudiziari ed altri dati estremamente sensibili sono alla portata di tutti senza che vi sia il benché minimo controllo. Clamoroso fu il caso delle Iene che proprio a Napoli riuscirono a portare fuori dal palazzo di giustizia un fascicolo giudiziario.
Come associazione ho ricevuto diverse lamentele dei cittadini che hanno visto i loro diritti calpestati per banali violazioni della normativa da parte di avvocati e principalmente da parte degli stessi uffici giudiziari. Ma, nonostante le questioni siano state portate all’attenzione dell’Autorità Garante, non ci sono stati adeguati riscontri con evidente imbarazzo dell’Autorità di fronte ad una questione così delicata. Sappiamo bene che esistono specifiche eccezioni dettate dalla normativa in materia di giustizia, ma nel nostro paese vengono violati i più elementari principi della privacy e della riservatezza in generale.
La morale di questo intervento è che è giusto sicuramente affrontare il problema delle intercettazioni in ambito privacy per studiare l’approccio più corretto, ma non bisogna dimenticare che il pianeta giustizia è molto vasto e non è fatto solo di intercettazioni.