lunedì 23 febbraio 2009

Incontro/dibattito: privacy ed intercettazioni


Nella culla della tutela dei dati personali, la sede del Garante Privacy in Piazza Monte Citorio, si svolgerà il 31 marzo 2009 un incontro/dibattito sul tema “Privacy ed Intercettazioni” organizzato dalla rivista “Il Nuovo Diritto”, l’Associazione “Cittadini di Internet” e “Cybercrime Working Group” e vede tra i promotori anche l’Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy. Parteciperanno all'evento i maggiori studiosi della materia e i rappresentanti delle istituzioni preposte alla tutela dei dati personali. La società dell'informazione si trova immersa in un clima di paura che trova il suo momento più significativo nelle manifestazioni empiriche delle molte e poliedriche forme della criminalità organizzata. Già a livello epidermico, nelle società, si percepisce un utilizzo non "sereno" delle tecnologie della comunicazione (dal telefono fisso e mobile ad internet). La paura che circonda il nostro agire è quella di essere ascoltati, registrati ed analizzati da un numero sempre crescente di noti ed ignoti "grandi fratelli". La consapevolezza che informazioni relative alla nostra persona sono costantemente rilevati, archiviati ed attentamente analizzati crea una sensazione di spaventosa assuefazione tendendo così a fare perdere ad ogni tipo di comunicazione una spontanea e serena "confidenzialità". Si vengono ad aggiungere al mittente e al destinatario anche in condizioni fisiologiche, dei portatori della "comunicazione" piuttosto invadenti che tendono a disegnare un profilo dei soggetti/utilizzatori. Tale profilo può essere richiamato e si plasma in funzione del tipo di richiesta che il ricercatore compie nell‘archivio delle tracce registrate. Se a queste attività si aggiungono le considerazioni relative ai rischi legati al verificarsi di situazioni patologiche ed illecite si comprende bene che la paura di essere costantemente monitorati e controllati non è solo un rischio ma una certezza. Le identità digitali carpite illecitamente, come testimoniano i sempre più numerosi fatti di cronaca, vengono rivendute ad organizzazioni criminali che sfruttano tali dati personali come mezzo per commettere abusi ed illeciti a livello mondiale. Nella società globalizzata, infatti, le vittime e i carnefici non hanno alcuna limitazione territoriale. Tutti possono essere colpiti ovunque. Alle Istituzioni l'arduo compito di tradurre in concreti mezzi di tutela tali principi. Si tratta di un'opera non facile ma l'unica alternativa che rimane è quella di lasciare l'uomo e i suoi diritti senza tutela in un mondo in cui la nostra voce, le nostre immagini, i nostri documenti non sono altro che lunghe serie di bit veicolati in modo non sicuro da un numero sempre crescente di operatori/vettori tecnologici. Non ultima la scoperta di SKIPE come mezzo di conversazioni illecite tra bande criminali da la sensazione di incertezza su cosa il governo debba fare in merito alle intercettazioni ormai non solo telefoniche. Questi ed altri importanti temi verranno discussi nel convegno del 31 marzo 2009. La partecipazione è gratuita previa iscrizione (obbligatoria) al sito http://www.cittadininternet.org/.