giovedì 12 febbraio 2009

ANDIP: decreto milleproroghe ed ammazza privacy


Il Presidente dell’ANDIP (Associazione Nazionale per la Difesa della Privacy) avv. Michele Iaselli ritiene inaccettabile l’art. 44 del decreto milleproroghe, già approvato al Senato, che permette ai call center di poter utilizzare per tutto il 2009 i dati personali raccolti nelle banche dati costruite con gli elenchi telefonici pubblicati prima del 1 agosto 2005.
Una norma - dichiara il Presidente – che legittima quella odiosa pratica dei call center di infastidire cittadini che non hanno alcun interesse con offerte commerciali di ogni genere all’insegna di un marketing selvaggio e poco professionale. La norma - prosegue l’avv. Iaselli - si pone in netto contrasto con il provv. dell’Autorità Garante del 15 luglio 2004, che, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 129, 2° comma del Codice per la protezione dei dati personali, aveva individuato le modalità da osservare per il corretto inserimento e successivo utilizzo dei dati personali degli abbonati nei nuovi elenchi telefonici.
Il provvedimento dell’Autorità - conclude il Presidente dell’ANDIP - si era reso indispensabile per soddisfare il principio della massima semplificazione per l’inserimento degli abbonati negli elenchi e per la necessità del preventivo consenso specifico ed espresso degli interessati. Con questa disposizione si vanifica tutto il lavoro del Garante e cosa ancor più grave si attenta ancora una volta a quel fondamentale principio della certezza del diritto che ormai è sempre più una chimera.