giovedì 1 gennaio 2009

Tutela della privacy e salvaguardia della vita umana: può mai nascere un contrasto?


Sarà più facile rintracciare le persone disperse in montagna, almeno quelle che portano con sé un cellulare, difatti il Garante privacy ha chiarito che gli organismi di soccorso possono ottenere dalle società telefoniche i dati relativi alla posizione delle persone in pericolo di vita per le quali siano state attivate formalmente le ricerche.
Il Soccorso alpino (Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, Cnsas) che ha spesso la concreta necessità di localizzare con urgenza una persona dispersa, potrà dunque avvalersi della possibilità di utilizzare più rapidamente informazioni concernenti i ponti e le celle attivate o “agganciate” dal telefono mobile della persona dispersa.
L'Autorità è intervenuta a chiarire che il Codice della privacy, nel caso vi sia la necessità di salvaguardare la vita o l'incolumità di una persona, consente alla società telefonica di comunicare i dati all'organismo di soccorso, anche senza il consenso dell'interessato.
Il provvedimento dell'Autorità è stato adottato a seguito delle richieste provenienti da diversi Comuni che avevano rappresentato la necessità di poter disporre di queste informazioni. Pur riguardando il Soccorso alpino, il provvedimento afferma principi suscettibili di essere applicati, con le dovute cautele, anche in altri casi di soccorso.
I dati dovranno essere utilizzati dagli organismi di soccorso solo per lo scopo di ricerca e soccorso della persona dispersa.
Devo dire che ancora una volta la normativa sulla privacy genera una tale confusione da costringere l’Autorità Garante ad intervenire per chiarire un aspetto fin troppo scontato. Come è possibile ipotizzare che un bene fondamentale come la vita umana possa cedere il passo di fronte alla privacy? E’ ovvio che i dati in questione possano essere utilizzati solo e strettamente per le necessarie esigenze di ricerca e soccorso, ma entro questi limiti non possono sussistere dubbi sul loro utilizzo.
La privacy nasce proprio per tutelare quei valori fondamentali dell’individuo riconosciuti dalla nostra costituzione e non può certo impedire o ostacolare la tutela del primo valore che è la vita umana.