venerdì 2 gennaio 2009

Privacy: aumentano le sanzioni economiche per le violazioni amministrative ed aumenta anche la confusione


L’art. 44 del Decreto Legge n. 207 del 30 dicembre 2008 (classico decreto milleproroghe) inasprisce pesantemente le sanzioni economiche previste per le violazioni amministrative disciplinate dalla Parte III – Capo I del Codice per la protezione dei dati personali, raddoppiando l’entità della sanzione in molti casi e prevedendo anche nuove tipologie di violazioni. Si pensi al comma 2-bis dell’art. 162 del d.lgs. 196/2003 introdotto dal D.L. dove si sancisce che in caso di trattamento di dati personali effettuato in violazione delle misure indicate nell'articolo 33 o delle disposizioni indicate nell'articolo 167 del codice è applicata in sede amministrativa, in ogni caso, la sanzione del pagamento di una somma da ventimila euro a centoventimila euro. Oppure si pensi all’art. 164-bis del codice introdotto sempre dal D.L. dove al 2° comma si prevede che in caso di piu' violazioni di un'unica o di piu' disposizioni del Capo I, ad eccezione di quelle previste dagli articoli 162, comma 2, 162-bis e 164, commesse anche in tempi diversi in relazione a banche di dati di particolare rilevanza o dimensioni, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da cinquantamila euro a trecentomila euro e non è ammesso il pagamento in misura ridotta. Non sono state toccate, invece, e questo è indicativo, le sanzioni previste per gli illeciti penali tranne una piccola modifica apportata all’art. 169 del codice dove si elimina ogni riferimento all’ammenda.
La finalità di tali modifiche è fin troppo evidente ed è cioè quella di dare la possibilità all’Autorità Garante di colpire più duramente dal punto di vista economico le violazioni in materia di privacy anche e principalmente per fare cassa. La disposizione, però, è palesemente contraddittoria rispetto ai più recenti orientamenti del legislatore e della stessa Autorità Garante rivolti a semplificare al massimo i vari adempimenti in materia di privacy al fine di rendere più digeribile la materia a diverse categorie di imprese e professionisti. Da un lato, quindi si semplifica e diciamo pure si tendono a banalizzare alcuni adempimenti e dall’altro si colpisce in maniera anche spropositata la violazione di carattere amministrativo con sanzioni pecuniarie pesantissime.
Sinceramente credo che in questo modo si stia facendo di tutto per ottenere proprio l’unico risultato da evitare e cioè una grande confusione in materia ed una sempre maggiore avversione nei confronti della privacy che rischia di diventare un forte elemento discriminatorio.