domenica 25 gennaio 2009

Il medio evo italiano del diritto d'autore


Apprendo con grande tristezza che l’Italia seguirà i passi della Francia e bloccherà l’accesso ad Internet agli utenti che scaricano contenuti soggetti a diritti di autore attraverso reti P2P dopo due avvisi.
Questa misura, contenuta nell’art. 3.1, lett. l della proposta di legge di matrice SIAE, era già stata contestata duramente in Francia e per la verità è lontana da qualsiasi principio di diritto poiché fondata su una sorta di giustizia sommaria tipica del medio evo senza avere come presupposto un’effettiva analisi della violazione, un inquadramento della stessa nell’ambito di un illecito ben definito ed una conseguente sanzione proporzionata ed adeguata alla violazione nel rispetto di quei principi generali dell’ordinamento troppo spesso dimenticati dal nostro legislatore.
Ma questo disegno di legge oltre ad essere lontano da ogni logica giuridica è anche completamente anacronistico. Proprio in un periodo in cui le stesse case discografiche hanno capito che non è più il caso di combattere il file sharing, ma è invece il caso di sfruttarlo a proprio vantaggio, http://micheleiaselli.blogspot.com/2009/01/file-sharing-e-musica-vincono-i-pirati.html, arriva questa proposta che continua a vedere Internet come la fonte di tutti i mali e non cerca, invece, di utilizzare al meglio gli strumenti della Rete.
Dobbiamo finalmente comprendere che con l’avvento di Internet, anche il diritto d’autore deve adeguarsi e vanno ridefiniti i contenuti dello stesso, senza ancorarsi a posizione ataviche che fanno solo male alla società che in questo periodo di recessione economica ha invece bisogno di nuovi stimoli.
Eppure il Governo, vedi per ultimo la Gelmini, ha dimostrato una certa sensibilità verso la Rete o è solo un modo per accattivarsi le simpatie degli utenti?
Rimane l’unica speranza del “Comitato Tecnico contro la pirateria digitale e multimediale” che dovrà adesso valutare il disegno di legge, ma quando un ministro della Cultura come Sandro Bondi, dichiara che il suo paese seguirà il modello francese per mettersi al passo coi tempi, c’è davvero molto da riflettere.