sabato 17 gennaio 2009

I limiti del progresso tecnologico


Qualche giorno fa si è bloccata di nuovo la rete informatica che serve gli uffici giudiziari di tutta Italia, la cosiddetta Rug. Dopo quasi tutta la giornata alcuni tecnici del tribunale di Milano hanno comunicato il ripristino del collegamento costatando che con i loro computer è stato possibile di nuovo accedere a internet, alla posta elettronica e agli altri servizi. Tra le cause c’è chi ha parlato di virus, chi invece di problemi tecnici. Da notare che è la seconda volta, in pochi mesi, che la Rete unica della giustizia(Rug) va in tilt, causando un black-out telematico degli uffici giudiziari d'Italia.
Quando apprendo queste notizie devo dire che ho dei momenti di forte crisi, poiché il mio profondo animo innovatore quasi si ribella e non riesce ad accettare che in determinati casi l’informatica invece di agevolare il lavoro dell’uomo lo ostacola rendendolo impotente. Indubbiamente questi sono i rischi del progresso tecnologico, che però nella maggior parte dei casi sono sempre dovuti a comportamenti irresponsabili di chi opera o di chi gestisce il sistema informatico (si pensi a chi utilizza dispositivi esterni come le penne usb senza controllare l’esistenza di virus, oppure chi non aggiorna l’antivirus, o ancora chi consente l’installazione di qualsiasi software su postazioni collegate in rete, ma gli esempi potrebbero essere tantissimi).
Quello che poi mi fa realmente imbestialire è quando ti bloccano determinate iniziative del tutto legittime sostenendo che la modifica suggerita non è consentita dal sistema informatico. Ora che l’uomo possa trovare determinate difficoltà tecniche in ambito informatico lo posso ancora accettare, ma che poi debba essere condizionato dall’informatica assolutamente no, visto che dovrebbe essere il contrario.