martedì 20 gennaio 2009

Digital divide nella P.A.


Nel corso di un recente convegno dal titolo “L’ignoranza informatica: il costo nella Pubblica Amministrazione Centrale” tenutosi a Roma presso la Ragioneria Generale dello Stato è stato affermato che uno studio specifico condotto dall’AICA in collaborazione con SDA-Bocconi è arrivato alla conclusione che l’impreparazione informatica degli impiegati della sola Pubblica Amministrazione Centrale costa al Paese circa 280 milioni di euro, per cui interventi di formazione di base a basso costo non solo contribuirebbero a ridurre tale importo, ma aumenterebbero in modo significativo la produttività sul lavoro, generando vantaggi complessivi pari a circa 835 milioni per l’intero settore.
Purtroppo lo studio non considera gli enti periferici dove la situazione non è affatto migliore, anzi, presso molti enti bisogna fare i conti anche con la scarsità e l’inadeguatezza degli strumenti informatici che accompagnata all’impreparazione informatica rende veramente superfluo qualsiasi sforzo volto alla realizzazione dell’e-government nel nostro paese.
Ma nel corso di queste iniziative, di questi studi si dimenticano troppo spesso alcuni elementi che sono poi fondamentali per risolvere il problema dell’informatizzazione della P.A.
Innanzitutto deve nascere una vera e propria coscienza circa l’utilizzo dell’informatica nell’ambito della Pubblica Amministrazione, non bastano la competenza e la formazione, ma il pubblico impiegato deve essere consapevole dei vantaggi ed anche dei rischi connessi all’informatica.
Inoltre il discorso non deve essere limitato ai semplici impiegati, ma va portato ai livelli più alti e cioè a quelli dirigenziali che hanno la reale responsabilità della realizzazione degli obiettivi della P.A. e che non sempre sono consapevoli delle effettive potenzialità delle nuove tecnologie.